Sulle Alpi una montagna di rifiuti: quasi mezzo chilo al chilometro. Il 30% risale a 40 anni fa

E’ quanto emerge dalla ricerca di CleanAlp, il primo progetto al mondo a studiare l'inquinamento da plastica e altri rifiuti sulle montagne

CleanAlp, sulle Alpi quasi mezzo chilo di rifiuti ogni chilometro
CleanAlp, sulle Alpi quasi mezzo chilo di rifiuti ogni chilometro

Roma, 12 dicembre 2023 – Una montagna di plastica e rifiuti. Anche le Alpi non sono state risparmiate dall’inquinamento. Il bilancio è di quasi mezzo chilo di rifiuti, in gran parte in plastica, ogni chilometro di escursione sui sentieri alpini. A riportarli alla luce, una ricerca lunga due anni e 488 km realizzata da CleanAlp, il primo progetto al mondo a studiare l’inquinamento da plastica e altri rifiuti sulle montagne.

Sui sentieri di montagna si può trovare di tutto, a partire dai fazzoletti di carta (1.832 pari a 3,75 ogni km) e dai mozziconi di sigarette (1.307, ogni km 2,67). Sono però le confezioni per gli alimenti – bottiglie, contenitori per succhi, cioccolatini, caramelle, panini e tutto ciò che escursionisti e frequentatori della montagna si portano dietro – a essere di gran lunga la tipologia più numerosa secondo i dati raccolti da CleanAlp: 2.713, pari a 5,55 a km. 

La tipologia degli oggetti trovati è varia e sorprendente: mutande, pneumatici, preservativi, assorbenti femminili, lattine e confezioni degli anni '70, cotton fioc, puntine da disegno, sacchetti con feci di cani. Quasi il 30% dei rifiuti risale a oltre 40 anni fa. Il progetto, ideato e realizzato dall'European Research Institute, prende in considerazione solo aree naturali di alta montagna.

"I mutamenti in corso e l'impatto che abbiamo sulle Alpi sono importanti per tutti noi e dobbiamo tenerne conto per tutelare noi stessi e il nostro futuro. CleanAlp ha raccolto fondamentali indicazioni per correggere i nostri comportamenti e renderli più sostenibili nelle vallate alpine e montane” sottolinea Franco Borgogno, ideatore e coordinatore del progetto. “Negli anni abbiamo maturato una grande esperienza su questo tema in vari ambienti, lavorando sul campo dall'Artico al Mediterraneo, dalle spiagge ai fiumi, ci sembra quindi importante completare lo studio coprendo anche i luoghi in cui inizia il ciclo dell'acqua, ovvero le montagne”, spiega Iskender Forioso, presidente della Fondazione European Research Institute.

Le escursioni oggetto della ricerca scientifica sono state 46 su tutto l'arco alpino nord-occidentale italiano, 475,43 i km percorsi e analizzati con un dislivello complessivo di 26.931 metri in 26 vallate dal Parco Nazionale della Valgrande, al confine tra Piemonte, Lombardia e Svizzera, alla Val Tanaro, al confine tra Piemonte, Liguria e Francia, con un totale di 203,815 kg di rifiuti, con una media di 0,4286 kg a km, insieme a 810 partecipanti volontari coinvolti e 676 studenti.

Al termine di ogni escursione il materiale raccolto è stato censito pezzo per pezzo: 11.357 gli oggetti registrati, 23,2 a chilometro. La “mosca bianca” tra le escursioni? Quella sul Sentiero dei Fiori in Valle Stura (Cuneo): 0,265 kg su 14.82 km, mentre il Monte Barone in Val Sessera (Biella) si aggiudica il carico maggiore, con 20,695 kg in 14,1 km.