Leonardo Manera Quel che resta della privacy… Qualche tempo fa mi capitò di telefonare a una persona che non conoscevo e della quale non avevo nemmeno il numero memorizzato. Appena conclusa la telefonata, scorrendo le pagine dei social, Facebook mi propose quella persona come potenziale amica. Facebook insisteva, ma quella persona era un avvocato che avevo contattato per un...

Leonardo

Manera

Quel che resta della privacy… Qualche tempo fa mi capitò di telefonare a una persona che non conoscevo e della quale non avevo nemmeno il numero memorizzato. Appena conclusa la telefonata, scorrendo le pagine dei social, Facebook mi propose quella persona come potenziale amica. Facebook insisteva, ma quella persona era un avvocato che avevo contattato per un incidente stradale e fortunatamente, non avendo avuto altri sinistri, ho potuto farne a meno. Chissà se senza la mia amicizia virtuale l’avvocato si è sentito solo.

Se per caso vado in un negozio di animali, anche solo per accompagnare qualcuno, un’ora dopo i miei social sono invasi da pubblicità di cibi e accessori per cuccioli; se mi capita di entrare da un parrucchiere, ecco che numerosi prodotti per capelli fanno capolino nei social del mio telefono. Non importa che io sia definitivamente calvo e coi bulbi piliferi che già da tempo sono andati in pensione, beati loro!

D’altra parte anche nei centri commerciali, prima di pagare, la domanda è sempre la solita: "Ha la nostra tessera?". Fino a qualche tempo fa, se sprovvisto, tendevo a farmela appioppare, non tanto per eventuali sconti ma perché, in generale, faccio fatica a dire di no. Poi, invece, me lo sono imposto: "Ha la nostra tessera?". "No, no, non la voglio, preferisco pagare un po’, anzi, molto di più! Ma non voglio essere schedato!". Ingenuo! Pensavo così di essermi ricavato uno spazio di libertà, invece, appena lasciato il negozio, anche in questo caso ero virtualmente invaso da pubblicità di quel negozio.

Per non parlare delle telecamere, che ormai per strada seguono ogni nostro movimento. Chissà perché, nonostante questo, capita di sentirci sempre più soli. Se, almeno, i nostri “controllori” si palesassero, potremmo stare un po’ di più in compagnia e non in questa affollatissima caciara virtuale che però, ahimé, non di rado produce fin troppa solitudine reale.