Venerdì 12 Aprile 2024

Agnelli, eredità contesa. Lo scontro madre-figli. Il pm: "Non autentiche le firme di Marella"

L’inchiesta della procura dopo l’esposto presentato da Margherita: l’ipotesi di una residenza fittizia della mamma, vedova dell’Avvocato. Nel mirino anche beni detenuti da società localizzate in paradisi fiscali. .

Agnelli, eredità contesa. Lo scontro madre-figli. Il pm: "Non autentiche le firme di Marella"

Marella Caracciolo nel 2013. al funerale del marito Gianni con il nipote John Elkann

Firme false, beni nascosti in paradisi fiscali, anomalie di carattere documentale relative alla "cassaforte" di famiglia, residenze fittizie coperte addirittura da cani intestati a prestanome. I magistrati torinesi che indagano nel guazzabuglio dell’eredità Agnelli interrogano domestici, ricostruiscono gli spostamenti aerei, analizzano visti sui passaporti e non escludono di chiedere rogatorie all’estero. Arrivando ad accusare John Elkann di avere rafforzato "gli intenti criminosi" di nonna Marella, che già solo a pensarlo suona strano. Dopo il botta e risposta fra i legali del presidente di Exor e Stellantis e i colleghi della madre Margherita (c’è una donna che da 20 anni perseguita i suoi figli/no, quella donna vuole solo garantire un trattamento equo anche ai figli avuti dal secondo matrimonio) l’ultimo capitolo della guerra sul patrimonio di Gianni Agnelli arriva al punto di ebollizione.

L’ultimo sasso lo ha lanciato mesi fa (anche se la cosa è stata resa pubblica solo di recente) la secondogenita dell’Avvocato. In un esposto Margherita richiama l’attenzione su versamenti fatti alla madre per i quali non sarebbero state pagate correttamente le tasse in Italia. Accuse pesanti che portano sotto inchiesta Gianluca Ferrero, attuale presidente della Juventus e commercialista della famiglia Agnelli; l’avvocato svizzero Urs Robert Von Grueningen, incaricato di amministrare l’eredità di Caracciolo (morta nel 2019); e appunto John Elkann avuto dal primo marito, lo scrittore Alain Elkann. La questione va ad appoggiarsi all’affaire ventennale su cui sono già aperti quattro diversi procedimenti, sia civili sia penali. E rende la matassa ancora più intricata. Cosa cercano i giudici adesso? Nel decreto di perquisizione firmato dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai pubblici ministeri Mario Bendoni e Giulia Marchetti ci sono 14 documenti che potrebbero rivelarsi decisivi. Una delle accuse dei pm riguarda le firme di Marella Caracciolo su parti importanti del testamento: "Sono di natura ragionevolmente apocrifa", si legge nel decreto, ovvero non autentiche. Non basta. La procura di Torino ha evidenziato la presenza di altri beni generanti reddito derivanti dall’eredità di Gianni Agnelli, detenuti da società terze localizzate in paradisi fiscali, di cui Marella Caracciolo è risultata essere la titolare effettiva. L’indagine sarebbe arrivata fino a Tortola, una delle Isole Vergini britanniche, dove ha sede la Bundeena Consulting Inc., azienda di cui Marella sarebbe stata la titolare effettiva.

Il tesoro di suo marito si trova lì? Mentre in Lichtenstein potrebbero nascondersi i redditi nelle società estere controllate come la Blue Dragons Ag e la Dancing Tree Ag? E poi la "permanenza sul territorio nazionale della de cuius", cioè la residenza effettiva della vedova. Quella in Svizzera sarebbe stata fittizia visto che la signora, malata di Parkinson, in quel periodo si faceva curare in Italia e viveva a Villa Frescot, sulla collina di Torino. Per quanto tempo? Abbastanza per portare il Fisco a ritenere che la residenza elvetica fosse una copertura utile a evitare le tasse e a sottrarre la successione all’ordinamento italiano. Nei giorni scorsi è stato disposto un decreto di perquisizione affidato alla guardia di finanza per raccogliere contratti, scritture, note, accordi e corrispondenze fra le parti coinvolte.

Ha destato in particolare l’interesse dei magistrati una scrittura privata non autenticata con cui Marella Caracciolo avrebbe ceduto ai fratelli Elkann (John, Lapo e Ginevra) la nuda proprietà della Dicembre, la cassaforte di famiglia, riservandosi il diritto di usufrutto. Diventa sempre più difficile e imbarazzante raccontare per cosa litigano da due decenni gli Agnelli, una delle famiglie di industriali più importanti e influenti d’Italia. Di certo se un tribunale confermasse che nonna Marella era effettivamente residente in Italia, e non in Svizzera, si avrebbero importanti ripercussioni sugli altri processi. E sarebbe necessario rivedere l’assetto azionario di Dicembre e di tutte le società controllate dal gruppo, che al momento sono nelle mani dei fratelli Elkann, con i quali Margherita continua a non avere rapporti.