L’ APPROVAZIONE  in prima lettura di 8 delle 9 deleghe della legge 107 al Consiglio dei Ministri è notizia importante per studenti, insegnanti , dirigenti e famiglie.Questi provvedimenti entrano in alcuni punti critici del nostro sistema scolastico. Una delle deleghe, a esempio, risponde alla necessità di riformare l’Istruzione professionale, l’ indirizzo di studi dove dove è più alto il tasso di dispersione scolastica. Lo scopo è cambiare questa situazione , mettendo a sistema le migliori esperienze di istruzione e formazione professionale per far emergere le capacità di tutti i ragazzi.Una seconda delega molto importante riguarda i docenti di sostegno.Chi ha un figlio con una grave disabilità sa bene che cosa significa non avere docenti competenti e stabili nel tempo. Se la continuità didattica è importante per tutti i ragazzi lo è ancor più per chi ha difficoltà e tutti sanno che tante volte l’incarico sul ‘sostegno’ è stato accettato come strumento per fare punteggio e arrivare a insegnare la propria materia. Sul tema dei docenti esiste un’altra delega fondamentale sulla formazione iniziale e il reclutamento dei nuovi insegnanti. Senza affrontare questo nodo è impossibile avere una ‘buona scuola’. In questi mesi si è attribuita alla legge 107 la responsabilità delle migliaia di trasferimenti dei docenti e, paradossalmente, la colpa di un peggioramento della situazione. Non dobbiamo dimenticare , però, che nel luglio 2015 nelle graduatorie a esaurimento c’erano centosessantamila docenti ‘rassegnati’ a entrare in ruolo anche a 40 e 50 anni, dopo anni di pellegrinaggi da una scuola all’ altra.

LA BUONA SCUOLA  ha cercato di chiudere con un sistema malato, ma ha fatto due errori da cui sono dipesi moltissimi problemi: pensare di assumere tutti coloro che erano nelle graduatorie a prescindere dalle necessità delle nostre scuole (neanche un mago sarebbe riuscito a creare posti di lavoro per tutti, vicino a casa!), utilizzare strumenti vecchi, imposti a volte da emendamenti, a volte dal vecchio contratto, a volte dai Tar, a volte dai tempi troppo stretti chiesti dalla politica. L’occasione delle deleghe approvate ieri in Cdm e la possibilità di scrivere un nuovo contratto può dare a questo governo la possibilità di non ripetere errori antichi. Si può decidere di guardare al passato o aprire un nuovo modo di concepire le professionalità della scuola, per il bene degli otto milioni e mezzo di studenti che la frequentano, ma anche di chi ci lavora.