Emergenza morbillo
Emergenza morbillo

Roma, 12 maggio 2017 - «Da tre anni segnalo un drammatico calo delle coperture vaccinali, l’emergenza riguarda sopratutto il morbillo. L’Italia è al centro di una epidemia di proporzioni mai viste». Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) non usa mezzi termini.

Professor Ricciardi, perché estendere l’obbligo della vaccinazione?

«Perché il morbillo è estremamente contagioso, più dell’influenza. E di morbillo si può morire. Oggi abbiamo il vaccino, dobbiamo usarlo. La gente sottovaluta l’importanza della protezione».

Quali sono i numeri di questa emergenza?

«Quest’anno, secondo dati Oms, si sono registrati finora settemila casi di morbillo in Europa. Di questi, quattromila in Romania e oltre duemila in Italia. Le autorità Usa hanno richiamato l’attenzione: chi intende recarsi in Italia deve cautelarsi con la profilassi antimorbillosa».

Dunque lei sostiene l’iniziativa del ministero di imporre l’obbligo della vaccinazione?

«L’iniziativa del ministro Lorenzin è sacrosanta e recepisce a livello centrale le iniziative coraggiose già intraprese da regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana o la città di Trieste. Abbiamo decine di migliaia di persone che non sono protette, la maggiore preoccupazione è per i bambini».

Però a scuola tanti genitori rivendicano il diritto all’istruzione senza soggiacere alle imposizioni sanitarie per i loro figli.

«Vent’anni fa c’era una immunità di gregge che è andata persa. In questo momento le contestazioni si scontrano con il diritto alla vita, che viene prima di tutto».

Fino a trent’anni fa il morbillo era considerato una diffusa e comune malattia esantematica, quasi tutti ne avevano esperienza, in che misura può essere letale?

«In Romania l’epidemia ha provocato finora 17 morti. La condizione attuale dell’Italia comporta sicuramente la malattia. Dei duemila e passa casi contagiati il 40% finisce in ospedale. Uno su mille si prende una polmonite, uno su tremila una infezione disseminata».

Perché un bollettino di guerra di proporzioni simili?

«Si sono selezionati ceppi con aggressività crescente. Non parliamo qui di vaiolo o peste, ma di certo questo virus è più pericoloso verso i soggetti non protetti e deboli, parlo anche di adolescenti e adulti».

Eppure c’è chi si prepara a fare opposizione a un ipotetico decreto ricorrendo ai giudici.

«Rispetto le opinioni fino a prova contraria ma non sono d’accordo. In Francia dei genitori si sono rivolti alla Corte suprema senza successo. Di fatto la giurisprudenza europea è stata molto chiara».

La battaglia per le vaccinazioni riguarda solo il morbillo?

«C’è tanto altro. Basti pensare alla meningite, per la quale abbiamo i vaccini. E poi è tornata la difterite, un’altra piaga. Stesso ragionamento vale per malattie come l’influenza, solo il 51% degli anziani ha aderito alla campagna antinfluenzale gratuita, l’obiettivo era il 75%. Si è registrato un eccesso di mortalità che oscilla tra i 15mila e i 18mila decessi di anziani per complicanze da influenza».

Alessandro Malpelo, QN Quotidiano Nazionale

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