Lunedì 20 Maggio 2024

Quando il campione arriva dai videogames

I team di F1 impegnati anche negli ESports con investimenti crescenti: da Bolukbasi a Bonito, i piloti da console si fanno onore in pista

Potere della tecnologia. E segno di una realtà che cambia alla velocità della luce, abbattendo confini senza sosta.

Il mondo della Formula Uno e quello virtuale degli Esports, i giochi elettronici, sono diventati contigui. Di più: dialogano e si scambiano risorse in continuazione. Il reale – quella splendida esperienza fatta di rombi, odore di benzina, velocità folli – che ’invade’ il virtuale, e quest’ultimo – con il suo carico mirabilante di innovazione – che sconfina nel reale immettendo tecnologie sempre più sofisticate.

La Formula Uno, che vive di velocità e di futuro, è da anni schierata anche nel mondo degli Esports, con tanto di campionato del mondo. Ed è tutto estremamente serio, organizzato, eccitante. Ogni scuderia del Circus ne vanta così una ’parallela’ alla consolle. Anche qui il talento dei piloti raggiunge vette altissime e richiede un allenamento costante per raggiungere i massimi obiettivi, qualcosa che si può definire professionismo a tutti gli effetti.

Basti pensare alla Ferrari, che schiera per questa stagione tre assi degli Esports: il 20enne francese Nicolas Longuet, il 19enne iraniano Bardia Broumandgohar e l’inglese Jonathan Riley, anch’egli 19enne. Una squadra completamente rinnovata, quella della Scuderia Ferrari Esports Team, che punta al massimo sia nel F1 Esports Series Pro Championship che nelle diverse serie GT di questa stagione. Freschissimo, poi, l’accordo del Cavallino con Virtual Gaming Worlds (Vgw), azienda tecnologica globale specializzata nella creazione dei più avanzati social game online. E’ sempre più impressionante la “resa“ sui device elettronici delle simulazioni di gara. Un termine non preso a caso, perché poi è altrettanto evidente la necessità dei vari team di F1 di “cibarsi“ delle prestazioni virtuali per calibrare e settare i propri mezzi in pista. I simulatori sono diventati il cuore dello sviluppo delle monoposto ed è per questo che ogni sviluppo nella loro realizzazione è decisivo in un campionato che limita le uscite sul circuito.

Il confine tra pista e consolle è diventato così sottile che anche l’interscambio di piloti è una realtà. Appena un anno fa, il giovane driver turco Cem Bolukbasi è diventato il primo a passare dagli Esports alle gare vere, nello specifico di Formula 2. Nel 2019, il reggiano Enzo Bonito stupì tutti alla Race of Champions, gara che ogni anno vede in lizza campioni del volante di varia estrazione, battendo “davvero“ conclamati assi delle piste. "Tutto merito dei videogiochi", disse Enzo, che campione lo era già, ma ’solo’ di Esports e non ancora alla guida di un vero bolide. Ed è quindi parsa per nulla paradossale l’ammirazione di diversi piloti di F1 per lui.

C’è un motivo pratico e tecnologico per il boom degli Esports – la possibilità di affinare le vetture reali partendo dalle esperienze virtuali – ma ovviamente è il fattore economico a spingere per il versante elettronico della storia del Circus. I giochi generano un volume di affari di quasi 200 miliardi ogni anno e la pandemia ha spinto ulteriormente all’acquisto su un mercato planetario in continua espansione. La Formua Uno non fa quindi che cavalcare un’onda altissima.

Paolo Grilli