Lunedì 17 Giugno 2024

Musica maestre, le manager alla carica dello show biz

Musica maestre, le manager alla carica dello show biz

Musica maestre, le manager alla carica dello show biz

PER MARTA DONÀ tutto è cominciato nel 2011 fa camminando sul marciapiede di una rotonda nel centro di Roma, quando Marco Mengoni le ha proposto di cambiare vita assieme a lui. "Mi ha chiesto di fargli non più da discografica, ma da manager, dicendo: mi fido di te, quello che non sai provo a farlo con te e, nel caso, torneremo sui nostri passi assieme" racconta l’imprenditrice veneta, 38 anni, parlando di quella che considera la dichiarazione più bella di sempre. Fondata nel 2015, la sua agenzia LaTarma in sette anni ha triplicato il fatturato, arrivando ad un bilancio 2021 di un milione e ottocentomila euro, grazie ad un processo di strutturazione che dal semplice management ha allargato il campo d’azione alla realizzazione di eventi e, ultimamente, alla discografia. Un esempio virtuoso non isolato nel campo di un mercato in ripresa come quello dello spettacolo.

Con Marta Donà lavora una squadra di persone che lei chiama ’Le Tarme’ (in alto, Marta Donà e il team): sono le dieci ragazze (come quelle della canzone di Battisti) di un ufficio tutto al femminile. "Non si tratta di una scelta deliberata, però, quanto piuttosto frutto di selezioni e di competenze" assicura la manager parlando dell’azienda con la quale offre al mondo dell’entertainment e della cultura servizi di ideazione, gestione, sviluppo, in cui l’unico maschio è il cane Mario. "Tra l’altro abbiamo tantissimi collaboratori uomini, a cominciare da Carlo Lenotti della ‘ComuniCarlo’ che è nostro partner nella realizzazione della parte digital dell’azienda. Assieme abbiamo aperto pure una società di podcasting, la Dog-Ear, con l’obiettivo di raccontare certi progetti d’intrattenimento dall’interno, dal backstage. ‘Il riff di Marco Mengoni’ è distribuito su tutte le piattaforme, mentre a breve Francesca Michielin lancerà la seconda stagione del suo podcast ‘Maschiacci’ in esclusiva su Spotify".

Il grosso dei guadagni di un artista provengono dal live, ci sono poi lo streaming discografico e attività collaterali come il branded content; il fatturato della società di management si aggira grossomodo attorno al 15- 20% di quello del cliente. Nella musica italiana, la presenza femminile è in costante aumento. Le prime a farsi strada sono state Caterina Caselli e Claudia Mori, poi sono arrivate tutte le altre, da Adele Di Palma (oggi Nannini e Nigiotti, ieri De André, Fossati e tanti altri) a Paola Zukar (Fabri Fibra, Marracash, Clementino, Madame), da Fabrizia Cerciello (Pausini) a Ginevra Gulinelli (Cremonini), Ilaria Boccardi (Mannarino) e, ancora, potenti mogli e compagne quali Veronica Berti (Bocelli), Iaia De Capitani (Pfm), Catherine Boutet (Cocciante), Nada Bernardo (Allevi), Rossella Barattolo (Baglioni). "Il legame familiare tra un artista e il suo management non penso sia un vantaggio o uno svantaggio, perché la figura professionale di solito viene scelta in base alla qualità e agli obiettivi che s’intendono raggiungere" spiega ancora la Donà (nipote di Claudia Mori). "Guardando ai miei parenti, penso sia stato un vantaggio. Io non sono sposata con alcuno dei miei clienti, ma quasi. Come in un legame matrimoniale, infatti, con l’artista si passa la maggior parte del tempo e ci si sceglie tutti i giorni". Nel management e sulle piattaforme le dirigenti donne con posti di responsabilità sono tante, in discografia un po’ meno. "Ma speriamo che questa ondata di imprenditrici femminili rappresenti un punto di partenza".