Martedì 11 Giugno 2024

La nuova sfida delle polizze In campo anche i big tech

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LA NOTIZIA È RIMBALZATA la scorsa settimana sui siti web specializzati nel settore assicurativo. Il gruppo Tesla, produttore di auto elettriche guidato dall’istrionico Elon Musk, potrebbe presto lasciare anche in Europa prodotti assicurativi, seguendo un percorso già intrapreso negli Stati Uniti. La società di Musk sta infatti cercando un consulente legale che conosce comparto delle assicurazioni europeo, pieno di regolamentazioni ben diverse da quelle d’Oltreoceano. La notizia, se confermata, non sarebbe altro che la dimostrazione di un trend che ormai è in atto da tempo e che potrebbe trasformare profondamente nei prossimi decenni il modo con cui vengono vendute le polizze nel Vecchio Continente e non solo. Aldilà e al di qua dell’Atlantico, così come nei paesi emergenti, sembra infatti farsi sempre più strada un fenomeno che gli addetti ai lavori chiamano embedded insurance, cioè la possibilità di sottoscrivere una polizza assicurativa integrata all’acquisto di un altro prodotto.

Chi compra un’auto come la Tesla, per esempio, si vedrà sempre più spesso proporre direttamente dal venditore una polizza contro gli incidenti stradali, senza la necessità di recarsi da un’agente assicuratore. Ma questa è soltanto una delle tante, possibili applicazioni dell’embedded insurance. Sono molte, infatti, le categorie di aziende che potrebbero decidere di entrare in forze nel mercato assicurativo, dalle compagnie telefoniche ai tour operator fino alle aziende di trasporto. Per non parlare dei grandi colossi della tecnologia come la già citata Tesla, ma soprattutto Amazon, Apple e Google. Per loro, la vendita di polizze può trasformarsi in un business complementare molto fruttuoso, soprattutto per una ragione: i big dell’hi-tech dispongono in tempo reale di una quantità smisurata di dati sui loro clienti, sulle loro abitudini e i loro bisogni. Sanno cosa comprano abitualmente, quali ricerche fanno su internet, quali sono i loro gusti. Niente di meglio per mettersi a vendere coperture assicurative, un business che per sua natura ha bisogno di tracciare un profilo dettagliato dei clienti, in modo da misurarne la rischiosità.

A ben guardare, i colossi della tecnologia hanno già fatto qualche piccolo passo nel mercato assicurativo, scegliendo però inizialmente di collaborare in gran parte con le compagnie tradizionali. Tesla, per esempio, offre ai propri clienti il servizio InsureMyTesla per assicurare il veicolo acquistato, in partnership con Zurich Insurance; In Gran Bretagna Amazon ha inaugurato Amazon Insurance Store, per aiutare gli utenti a confrontare le polizze sulla casa di compagnie con cui collabora; Apple ha invece lanciato sul mercato il servizio AppleCare per l’assicurazione dei dispositivi elettronici e nel 2024 potrebbe iniziare a vendere persino polizze sulla salute. I big dell’hi-tech, insomma, sono già all’opera anche se il processo sarà sicuramente lungo e graduale. Quello che sembra probabile, però è che questo trend sia ormai irreversibile. Lo sanno bene i ricercatori della l’Italian Insurtech Association (IIA), sigla di categoria che riunisce gli operatori del settore assicurativo che investono in nuove tecnologie.

Di recente, assieme al broker assicurativo Yolo, la IIA ha realizzato una ricerca in cui ha analizzato gli sviluppi futuri dell’embedded insurance evidenziando che, entro il 2030, la vendita di polizze integrata ad altri prodotti e servizi raggiungerà il valore di mille miliardi di euro in tutto il mondo, di cui 60 miliardi di euro solo in Italia.