Lunedì 20 Maggio 2024
ALBERTO PIERI
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Città intelligenti o più limitanti? Ha inizio la sfida

Città intelligenti o più limitanti? Ha inizio la sfida

Città intelligenti o più limitanti? Ha inizio la sfida

di Alberto Pieri

Come saranno le città di domani? Se lo è domandato Quotidiano Nazionale attraverso un percorso durato quasi un anno e che ha visto coinvolti importanti partner, istituzioni, associazioni, fondazioni e tanti esperti per approfondire svariati temi legati all’utilizzo delle nuove tecnologie al servizio delle realtà urbane in cui vive oggi la maggior parte della popolazione italiana, europea e globale. Abbiamo trattato il tema delle ’Smart Cities’ attraverso una serie di digital panel – di cui diamo conto anche nelle pagine finali di questo fascicolo speciale – per accendere i riflettori su un tema chiave: in che modo l’utilizzo delle tecnologie digitali e più in generale dell’innovazione tecnologica può ottimizzare e migliorare le infrastrutture e i servizi ai cittadini rendendoli più efficienti?

Basta – si sono domandati i protagonisti dei panel – solo il digitale per rendere una città intelligente? La risposta emersa è ’no’. È infatti necessaria la collaborazione tra amministrazione, privati e cittadini, perché – è emerso in ogni frangente dei vari dibattiti – fermarsi al concetto di città intelligente, intesa come città digitale, e isolando dal contesto l’elemento umano, vorrebbe dire commettere un grosso errore. La Smart City, quindi, è una città che sa stare al passo con la rivoluzione digitale, ma non solo.

Due terzi degli europei – in base alle statistiche di Eurostat – vive attualmente nelle città. Un dato destinato a crescere anche a livello mondiale. Stando ai rapporti delle Nazioni Unite, entro il 2050 il 70% della popolazione globale vivrà in contesti urbani. È fondamentale che i centri urbani siano in grado di svilupparsi al meglio per garantire una qualità di vita elevata e soddisfacente ottimizzando le proprie risorse. Il concetto di Smart City dunque non risponde solo all’idea di maggiore utilizzo delle tecnologiche, ma anche alla sostenibilità e gestioni efficienti e virtuose. Tuttavia, non portano solo aspetti positivi, ma emergono pareri sui fattori critici delle città del futuro.

Molti esperti, tra i quali l’architetto olandese Rem Koolhaas, sostengono che le città smart rischiano di diventare ’stupide’ e che rischiano di esasperare il divario tra ricchi e poveri. Inoltre, profetizzano la creazione di una sorte di Grande Fratello sempre connesso, in cui ogni momento e aspetto vengano gestiti e monitorati, rischiando di creare routine totalmente prevedibili e spegnere qualsiasi spinta creativa.

La sfida per le città italiane è, quindi, integrare le nuove infrastrutture, le tecnologie abilitanti come sensori e IoT con le strutture esistenti sul territorio, sfruttando l’interoperabilità tra sistemi, ma anche realizzare sfidanti sistemi di vita a misura d’uomo. La governance della Smart City deve operare in modo coerente con questa impostazione. Il percorso verso la costruzione di una Smart City deve essere finalizzato a creare una singola infrastruttura di base e un’unica piattaforma di delivery dei servizi in grado di elaborare le informazioni trasmesse dai sensori per erogare servizi a valore aggiunto per i cittadini, contribuendo a migliorarne la qualità della vita.

Agnese Pini – Direttrice di QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno –introdurrà l’incontro di domani all’Opificio Golinelli di Bologna, che sarà moderato da Valerio Baroncini, vicedirettore de il Resto del Carlino e da Sandro Neri, responsabile Economia di QN Quotidiano Nazionale.

Il programma della giornata del 1 dicembre prevede un momento di saluti istituzionali, alle 16.30, con la partecipazione del sindaco di Bologna Matteo Lepore, di Giovanni Molari, Rettore dell’Università di Bologna e di Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale Fondazione Golinelli, cui seguiranno due tavole rotonde. Alle 17 Sandro Neri condurrà un dialogo sull’importanza dell’integrazione tra le nuove tecnologie e le strutture già disponibili che vedrà protagonisti il professor Enrico Giovannini, già Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Claudia Carani, esperta in pianificazione energetica del territorio, project manager di progetti europei (EIE, Leonardo, VII FP, MED, INTERREG IVC, Climate Kic), formazione e progettazione energetica in AESS (Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile); Cristina Mezzanotte presidente manager Italia Emilia Romagna; Lorenzo Principali, direttore Area Digitale dell’Istituto per la Competitività (I-Com) e Lorenzo Ferrante, responsabile Progetti Smart City REKEEP.

Il vicedirettore Baroncini alle 18 farà un punto sulla transizione digitale ed ecologica in Emilia Romagna con l’assessore all’Agenda Digitale di Bologna Massimo Bugani; Irene Priolo, vicepresidente e assessore a Transizione Ecologica, Contrasto al Cambiamento Climatico, Ambiente, Difesa del suolo e della Costa, Protezione Civile della Regione Emilia Romagna; l’amministratore delegato di Nomisma Luca Dondi dall’Orologio; la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Policlinico Sant’Orsola-Malpighi Chiara Gibertoni e il presidente di ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) Pier Luigi Stefanini.