Lunedì 24 Giugno 2024

Entra in vigore la stretta post Brexit sui visti di lavoro in Gb

Impennata del contratto minimo. Scure anche sui giovani italiani

Entra in vigore la stretta post Brexit sui visti di lavoro in Gb

Entra in vigore la stretta post Brexit sui visti di lavoro in Gb

E' entrato in vigore in questi giorni l'ultimo giro di vite sull'immigrazione regolare nel Regno Unito, illustrato in Parlamento il 4 dicembre scorso dal ministro dell'Interno, James Cleverly, dopo le tante promesse rimaste largamente sulla carta in materia di riduzione dei flussi e le misure draconiane tuttora impantanate - come nel caso del controverso piano Ruanda - contro "i clandestini". L'iniziativa, giocata del governo conservatore di Rishi Sunak alla stregua di una delle ultime carte su cui puntare nel tentativo di recuperare consensi in un anno elettorale segnato finora da sondaggi disastrosi, è destinata ad abbattersi, fra gli altri, sulle opportunità di giovani europei (italiani inclusi) che continuano ad essere attratti dalle chance del mercato occupazionale dell'isola anche dopo la Brexit. Si tratta di una stretta focalizzata in particolare sugli ingressi dei migranti legali autorizzati a entrare nel Paese come "lavoratori qualificati". Essa prevede un'impennata da 26.200 a 38.700 sterline annue (45.000 euro circa) della soglia minima del contratto richiesto per concedere un visto lavorativo a stranieri chiamati a ricoprire ruoli e mansioni in settori economici spesso flagellati da grave carenza di forza lavoro nel Regno. Visto che peraltro era stato già introdotto quattro anni fa, in attuazione definitiva del dopo Brexit, e che dall'inizio del 2020 ha di fatto messo fine alla libera circolazione fra l'Europa continentale e il Regno: chiudendo l'epoca delle porte aperte per i giovani europei (e italiani) che negli ultimi decenni erano sbarcati senza ostacoli oltre Manica a frotte, con la giustificazione dello studio o dell'apprendimento dell'inglese, per stabilirsi spesso a lungo termine a caccia di esperienze di vita e di lavoro. La restrizione ulteriore sull'entità del contratto minimo necessario a garantirsi ora il diritto di soggiorno prevede alleggerimenti solo parziali in alcuni ambiti - come l'assistenza sanitaria, ma pure la ristorazione - nei quali la penuria di manodopera sull'isola è più forte. Mentre si accompagna ad altre limitazioni divenute esecutive già un mese fa contro quelli che Cleverly ha bollato come "gli abusi" delle norme sui riavvicinamenti di familiari e partner di lavoratori stranieri forniti di permesso: rese da quest'anno più restrittive dopo che nel 2023 erano stati consentiti - secondo il governo - "120.000 ricongiungimenti per 100.000 lavoratori" nel solo comparto dell'assistenza. Nonché a un incremento del tributo aggiuntivo per la copertura sanitaria imposto agli immigrati da 624 a 1035 sterline all'anno.