Venerdì 12 Luglio 2024

Grandeur Francia sulla via di Garrincha e Pozzo

Deschamps batte un ottimo e sfortunato Marocco e può fare doppietta come l’Italia del ’34 e il Brasile del ’62. Decisivo Theo Hernandez

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Leo Turrini

Messi versus Mbappè. Francia contro Argentina. Domenica alle 16 il Mondiale avrà la finale che molti immaginavano. Beninteso è una bella notizia per chi ama il calcio, sapere che saranno due Campionissimi a contendersi la Coppa. Eppure…

Eppure, amico che leggi, non stupirti delle righe che stanno per arrivare. Mi spiego: l’eroico Marocco ha giocato una gran partita e non sarebbe stato assurdo un epilogo diverso. Per oltre un’ora, la Francia è stata costretta a difendersi. Anche con un certo affanno. Il formidabile Hakimi e l’ottimo Ziyech non di rado hanno seminato il panico nella retroguardia transalpina. Persino il presidente Macron, apparso in tribuna, deve aver sudato freddo. E non causa aria condizionata.

Tant’è. In attacco i nord africani non hanno un Bobo Vieri, ma nemmeno un Ventola. Invece Deschamps là davanti ha Mbappè: all’asso del PSG è bastato un numero circense, nel momento in cui un frenetico Marocco era anche emotivamente vicino al pareggio, per regalare a Kolo Muani, appena entrato in campo!, il più facile dei gol.

È giusto? Non del tutto. Ma il calcio ha le sue leggi, come si era già intuito in avvio di primo tempo. Lì la Francia aveva avuto la fortuna, più che il merito, di aprire subito la partita come una scatoletta di tonno: un gol del milanista Theo Hernandez, una piroetta propiziata da una intuizione di Griezmann, il migliore dei suoi. A quel punto la strategia classica del Marocco si era già dissolta. Pronti a difendersi stoicamente, i Leoni dell’Atlante sono stati costretti a rovesciare lo schema. Hanno perso il capitano Saiss, sceso in campo fasciato, e hanno cercato di mettere paura ai campioni del mondo in carica. Ci sono riusciti: hanno preso un palo (uno dall’altra parte lo aveva centrato anche Giroud) e Lloris è stato chiamato ad un paio di parate complicate. Ma il destino della sfida era scritto. Osannato da sessantamila tifosi, anche sullo 0-2 il Marocco ha inutilmente creato palle gol. Evidentemente ancora non era tempo di consacrare una Nazionale africana sul tetto del mondo. Però accadrà presto e prima la smetteremo di tirarcela, noi provinciali d’Italia, e meglio sarà.

Chiudo dicendo che domenica la Francia può diventare la prima squadra a concedere il bis immediato ai Mondiali dopo il Brasile di Garrincha (1958-1962). E Deschamps può imitare il Vittorio Pozzo del 1934-1938.

Ma contro Messi servirà di più.