di Paolo Grilli Aggrappata ai pilastri e lanciata verso un futuro che vuole ancora più luminoso. Sono le due anime non per forza in contrasto della Juve, che alla vigilia della sfida di Marassi col Genoa rinnova per un anno le bandiere Chiellini e Buffon (se stasera Gigi giocherà, supererà Maldini a quota 648 per record di presenze in A, ma intanto allunga la sua carriera fino ai 43 anni...) e presenta ufficialmente Arthur, il perno del centrocampo che verrà. La gara di stasera non dovrebbe presentare insidie di sorta per la Signora,...

di Paolo Grilli

Aggrappata ai pilastri e lanciata verso un futuro che vuole ancora più luminoso. Sono le due anime non per forza in contrasto della Juve, che alla vigilia della sfida di Marassi col Genoa rinnova per un anno le bandiere Chiellini e Buffon (se stasera Gigi giocherà, supererà Maldini a quota 648 per record di presenze in A, ma intanto allunga la sua carriera fino ai 43 anni...) e presenta ufficialmente Arthur, il perno del centrocampo che verrà.

La gara di stasera non dovrebbe presentare insidie di sorta per la Signora, a patto di non vivere un black out come quello dell’anno scorso, maturato post Champions con qualche attenuante. E allora i pericoli possono arrivare da fuori, con i colori della Lazio. Due ore e un quarto prima dei bianconeri, saranno i biancocelesti a scendere in campo, in trasfera contro un Torino che a sua volta non pare poter avere il passo delle big. Ed è quindi tutt’altro che improbabile che al fischio di inizio di Calvarese, al Ferraris, la Lazio possa essere momentaneamente a -1 dai bianconeri. Con la girandola di anticipi e posticipi resa obbligata dalla volata post Covid, la sfida supplementare per tutti è proprio questa: resistere alle raffiche emotive di una classifica sempre in movimento, in cui l’effetto fuga-inseguimento si moltiplica.

Sarri, dopo il poker rifilato al Lecce, non pare in vena di rivoluzioni e il turnover lo farà solo a gara in corso. Basti guardare a quanto di positivo hanno portato nelle ultime gare, da subentrati, Douglas Costa e Ramsey. O lo stesso Higuain nell’ultima a Torino.

Al centro del gioco ci sarà quindi ancora Pjanic, ufficializzato a sua volta dal Barcellona. "È un ragazzo intelligente, non vedo possibilità che non ci dia il suo 101%: godiamocelo fino in fondo", taglia corto il tecnico dando con questo numero una sintetica valutazione umana e professionale del campione in partenza. E Miralem, a sua volta, sui social ha solo parole di grande emozione nel sapere di lasciare una piazza unica. "Respira Mire – ha scritto il bosniaco – perché quello che oggi ti sembra così triste, da domani sarà uno splendido ricordo che porterai nel cuore per tutta la vita".

L’operazione Arthur-Pjanic genererà una plusvalenza record per la Signora, che vende il bosniaco a 60 milioni (più 5 eventuali di bonus) quando l’aveva acquistato nel 2016 per 32. Arthur, invece, è costato ben 72 milioni (più 10 eventuali di bonus): ma proprio il valore aumentato di chi va a sostituire a rendere meno sanguinoso l’esborso per il brasiliano. Un sarriano nell’animo se ce n’è uno: gioca a due tocchi, ama il passaggio rapido e ispirato. I tifosi bianconeri già sognano, ma nel frattempo ci sono due trofei, possibilmente, da mettere in bacheca.