Napoli-Atalanta, l'esultanza degli orobici (Ansa)
Napoli-Atalanta, l'esultanza degli orobici (Ansa)

Napoli, 5 dicembre 2021 - Troppe le defezioni e alla fine il Napoli è costretto a cedere per la prima volta tra le mura amiche, scivolando in una serata dal primo al terzo posto in classifica: troppo forte l'Atalanta quasi a pieno regime (e al quinto successo di fila) e troppo rimaneggiati gli azzurri per sperare di sfangarla in qualche modo.

Quasi un anno di fortino

Anche se, a onor del vero, i rimpianti non mancano pure in una serata quasi segnata fin dalla vigilia dati i forfait di Insigne, Fabian Ruiz e Koulibaly che si sommavano a quelli di lungo corso di Zambo Anguissa e Osimhen: anche in uno scenario del genere i partenopei, dopo il gol a freddo di Malinovskyi, erano riusciti a raddrizzare la barca grazie a Zielinski e Mertens, praticamente gli uomini che al momento stanno trascinando l'intera squadra a colpi di prodezze e leadership. Alla lunga però l'abbondanza in casa Atalanta ha avuto la meglio sulla penuria che affligge il Napoli e così Demiral e Freuler hanno confezionato una vittoria al Maradona che in campionato nessuno trovava dal 6 gennaio, quando lo Spezia di Italiano (oggi rivelazione del torneo insieme alla sua Fiorentina) ribaltava il vantaggio azzurro firmato da Petagna. E' trascorso quasi un anno da quella sera e da allora a Fuorigrotta è cambiato il mondo: a cominciare dall'allenatore, con Spalletti che ieri ha cercato di trarre il massimo da una rosa ad oggi cortissima. E qualche buona indicazione, a dirla tutta, il tecnico toscano l'ha anche raccolta: bene Malcuit in fase propositiva (ma questa in effetti non è una novità), convincente, al netto delle bocche da fuoco da fronteggiare, la resistenza di Juan Jesus e ottimo come sempre l'ingresso a partita in corso del 'cavallo pazzo' Ounas.

Lobotka da verificare

Non male pure il feedback raccolto dall'inedito 3-4-3 che, in condizioni del genere, ha consentito al Napoli di coprirsi maggiormente, con la fase di costruzione nelle mani, anzi, nei piedi di Lobotka, che a sua volta ha lasciato il campo per un problema muscolare. Insomma, l'emergenza all'ombra del Vesuvio non vuole saperne di finire e all'orizzonte c'è la sfida con il Leicester che emetterà i verdetti definitivi sul cammino continentale degli azzurri: un cammino che a Spalletti interessa perché, si sa, se vincere aiuta a vincere vale anche l'opposto, come Maurizio Sarri sperimentò sulla propria pelle anni fa. Per farlo però c'è bisogno di ritrovare uomini e certezze: forse, alla luce della prova tutta cuore e generosità sfoderata ieri, più i primi che le seconde.

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