Primoz Roglic
Primoz Roglic

San Marino, 19 maggio 2019 - Queste le pagelle dopo la tappa 9 del Giro d'Italia 2019, vinta dallo sloveno Primoz Roglic.

10 a Roglic. Aveva due crono a disposizione e le centra entrambe: farlo da favorito gli vale di più. Anche a San Marino è perfetto nella strategia di gara: va forte in pianura e mantiene un’andatura elevata pure in salita. Sicuro di sé, arriva al primo pit stop del Giro senza aver sbagliato niente: che i conti si debbano fare soprattutto con lui non è certo una scoperta di oggi.

9 a Nibali. Costretto fin qui a difendersi, lo fa alla grande: bravo a San Luca, bravissimo a San Marino. Regge l’urto e la regolarità di uno specialista come Roglic sia sul piano che salendo verso il Titano: gli unici fastidi glieli danno la sella che si abbassa dopo una buca e la moto Rai che gli toglie la visuale. Ha morale e fiducia per cominciare il Giro che piace a lui, in montagna: buon segno.

8 a Mollema. Sbuca dalle nuvole, con una crono di sostanza, dopo aver già fatto bene nella tappa d’esordio a Bologna: è il segnale che l’olandese si è presentato con le gambe giuste. Dopo averci abituato a ruoli da comprimario, sempre nei dieci senza mai andare oltre il quinto posto, potrebbe esser quello che non ti aspetti: a dirlo può esser soltanto lui.

5 a Formolo. Alla prova del tempo finisce in castigo: resta sempre ai margini della tappa, finendo pure nel mirino di Roglic, partito tre minuti dopo di lui. E’ in buona compagnia, ma in questo Giro dovrà scegliere che ruolo darsi nei grandi giri: se non riuscirà a riprendersi in classifica, meglio cominciare a concentrarsi sulle tappe.

4 a Yates. Partito benissimo da Bologna, perfetto nel restar coperto fino alla Romagna, si scioglie nella tappa che aveva studiato alla vigilia, dopo aver annunciato di esser migliorato sensibilmente nelle crono. La sua finisce già dopo due terzi di percorso, quando mostra chiaramente di aver le gambe dure: se vuol continuare a sognare, deve farlo in montagna.

4 a Lopez. Si aspettava una giornata difficile: anche nel soffrire, va oltre le previsioni. Parte male, non si riprende in salita, in più ci si mette la sfortuna con una foratura: incassa quattro minuti da Roglic e sprofonda in classifica. A consolarlo è ciò che aspetta il Giro, sulle montagne potrà finalmente dire la sua: ammesso che basti.