4 mag 2022

"Gli agricoltori devono produrre di più con meno"

Il presidente nazionale di Cia Dino Scanavino traccia gli obiettivi "Incentivare la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie"

luca ravaglia
Magazine
Il presidente Dino Scanavino
Il presidente Dino Scanavino
Il presidente Dino Scanavino

di Luca Ravaglia

Dino Scanavino, presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, quali sono le principali sfide che attendono il mondo ortofrutticolo? "I produttori italiani da tempo fronteggiano indeterminatezza dei mercati, pressione dei prodotti d’importazione, forte squilibrio di filiera con la mancanza di un giusto reddito e ora, con la guerra, anche il pesante aumento dei costi di produzione per i rincari di energia e materie prime. Senza dimenticare le sfide legate ai cambiamenti climatici, con il ripetersi di calamità ed eventi estremi che non danno tregua ai campi e il proliferare di insetti alieni e fitopatie che causano danni milionari alle nostre imprese. Sullo sfondo, poi, il traguardo della transizione ecologica e digitale che impegna tutto il mondo produttivo verso una maggiore sostenibilità e competitività". La strada giusta passa sempre dall’innovazione. "Deve essere di due tipi, tecnologica e genetica. Occorre favorire e incentivare la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione nel settore di nuove tecnologie digitali, così come di nuove tecnologie genetiche. Solo puntando su processi di meccanizzazione e strumenti di agricoltura 4.0 si può rispondere all’imperativo di ‘produrre di più con meno’. Allo stesso modo, soltanto con l’introduzione di tecniche di miglioramento genetico, si possono sviluppare piante più resistenti alle malattie e ai cambiamenti climatici. In questo senso, proprio in occasione di Macfrut presenteremo ‘Biotech’, il primo grande progetto nazionale sul miglioramento genetico vegetale coordinato dal Crea".

Quali prospettive attendono il settore agricolo? "Il tema della difesa e valorizzazione della produzione interna è sempre esistito, con la guerra è diventato sostanziale. L’ortofrutta, ad esempio, da sola rappresenta il 25% della produzione agricola italiana, vale 15 miliardi di euro all’anno e coinvolge oltre 300mila aziende per oltre 1 milione di ettari coltivati. Un patrimonio da salvaguardare. Per questo chiediamo al Governo di accelerare sui crediti d’imposta alle aziende agricole contro il caro-energia, così come di prevedere incentivi alla semina e agli investimenti sulle produzioni più gravate dall’aumento dei costi". A Macfrut si parlerà anche di risparmio idrico. "La razionalizzazione degli input idrici e chimici sfruttando i dati acquisiti tramite sensori e satelliti, così come la robotizzazione in campo e i Big Data, insieme al miglioramento della tracciabilità delle filiere agroalimentari e al rinnovo del parco automezzi, saranno tutti temi al centro dei workshop che Cia porterà a Macfrut assieme ai suoi partner ‘digitali’, importanti player dell’agritech italiano, da XFarm a Ruralset a Image Line".

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