Depressione autunnale, un aiuto dalle piante

La fitoterapia può contrastare i disturbi legati al cambio di stagione

28/09/2021 - di Loredana del Ninno

Malinconia e depressione, accompagnate da una maggiore stanchezza fisica e difficoltà a tenere alta la concentrazione. Sono alcuni dei disturbi dell’umore che possono comparire con l’arrivo dell’autunno. La natura però ci viene in soccorso.

 

LE CAUSE

“I fattori in gioco sono molteplici – spiega Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista, esperta in medicine non convenzionali -. Ci sono persone predisposte a manifestare sindromi depressive e a essere più affaticate con il cambio di stagione. Incidono anche i fattori ambientali: la ripresa delle attività di studio, lavoro o impegni familiari, dopo quasi due anni di restrizioni a causa della pandemia può risultare particolarmente faticosa. Infine, il passaggio dalle abitudini estive caratterizzate da maggior moto, vita all’aria aperta e un’alimentazione più libera, alla necessità di condurre una vita prevalentemente al chiuso e più sedentaria, richiede anche un cambiamento di dieta e delle rinunce che di per sé possono indurre malumore e tristezza con un senso di perdita e di sacrifici troppo grandi da sopportare senza avere avuto il tempo necessario per abituarsi”.

 

LA STRATEGIA

Il disagio che accompagna il lento passaggio alla stagione fredda non va trascurato. “Anzitutto è necessario comprenderne le ragioni – prosegue l’esperta -. Poi è bene sapere che, se la ‘sindrome d’autunno’ regredisce di solito spontaneamente, lo stress di fondo legato all’emergenza sanitaria non ancora conclusa, può acuirla, farla durare più del solito e incidere anche sui disturbi del sonno. Potrebbero essere utili due o tre colloqui con un analista per comprendere le ragioni del malessere e recuperare la capacità di rispondere alle richieste che provengono dall’esterno, dal lavoro o da scuola e università.

 

TERAPIE DOLCI

Riprendere i giusti ritmi è possibile anche ricorrendo a farmaci naturali. Con un’avvertenza. “Esistono molti fitoterapici che possono aiutare – conferma Lucattini – ma vanno prescritti da un medico e e assunti nelle dossi indicate sotto il suo controllo per evitare potenziali allergie o azioni “di disturbo” su altri farmaci”. Quali sono i preparati da assumere? “Dipende dal tipo di problema su cui si deve intervenire- illustra l’esperta-. La griffonia, ad esempio, è rilassante, regolarizza l’umore grazie alla sua attività antidepressiva, favorisce il sonno ed è anche efficace in alcune forme di cefalea stagionale.

La camomilla contiene flavonoidi e polisaccaridi ed è efficace su ansia e tensione fisica, accompagnata da somatizzazioni, grazie alle proprietà antinfiammatorie e antispastiche sulla muscolatura liscia intestinale. Attenzione però alle interazioni con anticoagulanti orali e all’uso se si è in gravidanza. Gli effetti calmanti della valeriana sono dati dalla sinergia di flavonoidi, alcaloidi e oli essenziali, che unendosi hanno un’azione rilassante e sedativa. Ottima per l’ansia, contro l’insonnia, il mal di testa e il nervosismo. Attenzione soltanto se si nota un “effetto-risveglio”, in quel caso è meglio affidarsi ad altri rimedi. Sconsigliata in gravidanza e durante l’allattamento e nei bambini sotto i 12 va usata a basso dosaggio. E se si nota un “effetto risveglio” è bene passare ad altri rimedi”.

 

La passiflora è uno dei preparati più comunemente utilizzati. “Ricca di flavonoidi- dice Lucattini – è indicata per nervosismo e irritabilità, irrequietezza e agitazione, ansia, insonnia lieve, disturbi gastrointestinali di origine nervosa. E’ controindicata in caso di ipersensibilità a uno o più dei suoi componenti poiché potrebbe scatenare reazioni allergiche. È bene non utilizzare la passiflora prima di un intervento chirurgico, in gravidanza e durante l’allattamento e in caso di aritmie cardiache. Cautela se si assumono farmaci sedativi come benzodiazepine, induttori del sonno e farmaci antidepressivi poiché ne potenzia l’effetto”. Occhio anche se si utilizza l’iperico, noto pure come erba di San Giovanni. “L’iperico – conferma l’esperta – contiene naftodiantroni e acilfloroglucinoli , oltre a flavonoidi, tra cui rutina e quercetina, tannini e oli essenziali. Sostanze che conferiscono alla pianta proprietà antidepressive, sedative e digestive. Efficace contro la depressione e l’insonnia va usato con moltissima prudenza se si seguono terapie con warfarin, ciclosporina, digossina, contraccettivi orali e serotoninergici”

 

COME ASSUMERLI

Il dosaggio e le modalità di assunzione sono altamente personalizzati e vengono decisi dal medico in base alle necessita’ del paziente. “Negli adulti – conclude Lucattini – i fitoterapici possono essere utilizzati anche in soluzione idroalcolica, mentre nei bambini e’ assolutamente necessario che siano assunti in macerato glicerinato perche’ l’alcol potrebbe interferire con il loro metabolismo epatico”.