Leucemie, linfoma e mieloma: in arrivo altre terapie CAR-T

Destinazione futuro, la campagna itinerante promossa da AIL, ha fatto tappa a Bologna

19/12/2021 - di Alessandro Malpelo

Ha fatto tappa a Bologna, dopo le presentazioni a Roma e Milano, “Destinazione futuro“, campagna itinerante (in presenza e online) promossa da AIL – Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma e realizzata con il supporto non condizionante di Celgene (ora parte di BMS), Janssen e Novartis. Parliamo di CAR-T, terapie con linfociti T ingegnerizzati, una rivoluzione in ematologia, sofisticate soluzioni tecnologiche che hanno richiesto di affrontare tante difficoltà e superare barriere, un’operazione (sia detto senza retorica) paragonabile, come complessità, allo sbarco sulla Luna. Sono tre le CAR-T approvate a livello europeo, altre tre sono in fase di valutazione, in Italia sono una trentina i centri autorizzati a somministrarle.

 

Lo stato dell’arte

Queste terapie (nei casi selezionati) si mostrano capaci di assicurare tassi di remissione completa fino all’82% per la leucemia linfoblastica acuta, il tumore più frequente in età pediatrica, tra il 40 e oltre 50% per due linfomi non-Hodgkin (linfoma diffuso a grandi cellule B e primitivo del mediastino) con margini di miglioramento nel mieloma. Sono allo studio soluzioni per estendere le applicazioni ad altre malattie del sangue, e in prospettiva futura ai tumori solidi. Le CAR-T sono un’arma in più offerta ai malati che non rispondono alle terapie convenzionali.

 

Terapie avanzate

«Le cellule CAR-T rientrano nella categoria delle terapie avanzate. Si tratta di terapie mirate – ha affermato Michele Cavo, numero uno dell’Ematologia nel Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, direttore della Scuola di specialità ematologica all’Università di Bologna – specifiche per un preciso recettore, altamente personalizzate. Le CAR-T a oggi approvate da AIFA, utilizzate in selezionati centri specialistici, sono due prodotti che riconoscono l’antigene CD19 espresso sulla superficie dei linfociti B tumorali. Il primo è tisagenlecleucel, indicato in pazienti pediatrici e giovani adulti di età inferiore a 26 anni con leucemia linfoblastica acuta a cellule B refrattaria dopo almeno due precedenti terapie o ricaduta dopo trapianto di cellule staminali allogeniche, e per pazienti adulti con linfoma non Hodgkin diffuso a grandi cellule B (DLBCL) in recidiva o refrattario dopo due o più linee di precedente terapia. Il secondo (axicabtagene ciloleucel) è stato approvato per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B o linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B in recidiva o refrattario dopo almeno due precedenti terapie.

 

Video. Come funzionano le terapie avanzate

 

Mieloma multiplo

Per quanto riguarda il mieloma multiplo, la più importante e recente novità riguarda l’approvazione da parte di EMA all’immissione in commercio di un prodotto di cellule CAR-T di nome idecabtagene vicleucel per pazienti con malattia refrattaria ad almeno tre precedenti terapie comprensive delle tre principali classi di farmaci in uso per questa malattia».

 

Precauzioni

Molto resta ancora da capire e da studiare rispetto alla sicurezza e all’efficacia di queste cure, il cui utilizzo è associato al rischio di effetti indesiderati quali la sindrome da rilascio di citochine, che è provocata da un’eccessiva risposta immunitaria dovuta all’infusione dei linfociti T modificati. Inoltre, può verificarsi la riduzione dei linfociti B e degli anticorpi. Alle criticità acute si può rimediare con un buon impianto organizzativo e formativo e con lo stretto contatto con le terapie intensive.

 

Requisiti e accreditamento

Le criticità di tipo cronico devono avvalersi di un buon team che faccia leva su specialisti dedicati. Per questo le terapie CAR-T possono essere somministrate in un numero limitato di Centri di ematologia e oncoematologia, pediatrica e per adulti, ad alta specializzazione per il trattamento delle leucemie e dei linfomi, con specifici requisiti (tra cui la disponibilità di accesso alla terapia intensiva, la certificazione del Centro Nazionale Trapianti in accordo con le Direttive UE, l’accreditamento JACIE 7.0 per il trapianto allogenico; la presenza di un Centro di aferesi e di un laboratorio per la criopreservazione).

 

Percentuali di guarigione

«Le CAR-T sono soluzioni personalizzate – afferma Pier Luigi Zinzani, responsabile Gruppo Linfomi del Seràgnoli di Bologna – il cui processo di produzione è lungo e complesso. Noi trattiamo con le CAR-T tutti i pazienti provenienti dalle altre sette ematologie della Regione Emilia-Romagna oltre ai pazienti provenienti extra-regione. Ad oggi, sulla base dei trial, circa il 40% di pazienti candidati alla CAR-T ottiene una risposta completa che dura nel tempo, più di due anni e questo anche fuori dai trial clinici. Il concetto è che con le CAR-T riusciamo a guarire circa il 35%-40% dei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule, con le terapie convenzionali vengono meno le altre chance. Sono in arrivo ulteriori indicazioni per altri tipi di linfoma come il mantellare, ricaduto refrattario e per i linfomi non Hodgkin follicolari».

Conferenza Stampa AIL Destinazione Futuro

La tappa a Bologna

Le terapie CAR-T sono una speranza sempre più concreta per quei malati che hanno fallito le terapie convenzionali, ma sollevano anche interrogativi su aspetti quali sicurezza, organizzazione, costi, modalità di accesso. Quali forme di tumore possono curare? Come vengono decisi questi trattamenti e chi li esegue? Gli effetti collaterali sono sopportabili? I costi sono a carico del Servizio Sanitario? Da qui l’importanza della tappa a Bologna, il laboratorio emiliano-romagnolo è uno snodo cruciale. «L’arma delle CAR-T c’è ed è efficace in questo momento è indicata solo per alcuni tipi di malattie ematologiche – afferma Sergio Amadori, Presidente Nazionale AIL – e solo per pazienti con requisiti adeguati. Come associazione abbiamo deciso di aprire a livello nazionale e locale un confronto con specialisti e decisori per valutare le criticità e per creare le premesse affinché questa innovazione abbia pieno successo».

 

Ruolo del volontariato

La solidarietà è un fattore determinante per la promozione del sistema sanitario. «La sezione AIL di Bologna è il fiore all’occhiello del volontariato solidale della regione Emilia-Romagna – commenta Aurelio Luglio, consigliere di amministrazione – in linea con la missione nazionale noi sosteniamo la ricerca scientifica e in questo momento sono al vaglio alcuni progetti di studio proprio sulle CAR-T; l’assistenza è l’altro punto forte della sezione, che offre numerosi servizi gratuiti per semplificare la vita dei pazienti e dei loro familiari, come la casa alloggio, il servizio di assistenza domiciliare che è stato potenziato a seguito della pandemia Covid-19, il servizio navetta, il punto informazione e il punto triage nei reparti ematologici, l’assistenza psicologica, i servizi di supporto nei reparti e in day hospital».

 

Tutorial

Grignolio Destinazione Futuro Campagna AIL CAR-T

Le attività di informazione legate alla campagna Destinazione Futuro sono corredate da un videoracconto che illustra il percorso di scoperta che ha portato a questo approccio rivoluzionario al trattamento dei tumori. Andrea Grignolio, docente di Storia della Medicina e Bioetica, all’Università Vita Salute San Raffaele di Milano – CNR Ethics, accompagna gli spettatori alla scoperta della grande innovazione rappresentata dalle cellule ingegnerizzate, addestrate in funzione anticancro, rievocando le conquiste della ricerca oncoematologica, dalle prime intuizioni fino ai risultati clinici attuali, per poi indicare le prospettive nell’immediato futuro.