Domenica 14 Aprile 2024

Sgarbi, chiesto il rinvio a giudizio per il quadro acquistato all’asta: “Non ha pagato 715mila euro di imposte”

La Procura di Roma contesta reati tributari all’ex sottosegretario alla Cultura per un dipinto comprato nel 2020

Vittorio Sgarbi

Bologna - 26/11/2014 - Fabio Roversi Monaco presidente di Genus Bononiae - Leone Sibani presidente di fondazione Carisbo - lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi presentano mostra "da Cimabue a Morandi" a Palazzo Fava (Roberto Serra / Iguana Press / Iguana Press)

Roma, 12 marzo 2024 – Chiesto il rinvio a giudizio per Vittorio Sgarbi per l'accusa di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La richiesta è stata avanzata dalla Procura di Roma contro l'ex sottosegretario alla Cultura per la vicenda risalente al 2020 dell’acquisto di un quadro all’asta su cui Sgarbi non avrebbe pagato le imposte dovute aprendo un debito con l'Agenzia delle Entrate per un totale di circa 715mila euro.

La contestazione dei pm

I pm contestano a Sgarbi di aver acquisito all’asta il dipinto di Vittorio Zecchin, "Il giardino delle fate", nell’ottobre 2020 facendo figurare la compagna come acquirente e con denaro di una terza persona con l'intento di mettere l'opera al riparo da eventuali aggressioni da parte del Fisco. Viene ora contestata al popolare politico e critico d’arte la violazione dell'articolo 11 della legge sui reati tributari sulla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. 

La replica di Sgarbi

"È una cosa inspiegabile, che non ha nessun significato, totalmente insensata. Io pagavo le tasse, non ho distolto nessun finanziamento alle tasse e quei danari non erano miei ma erano di un signore, banchiere, che ha regalato quel quadro alla mia fidanzata", ha replicato l'ex sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi.

Se vuoi iscriverti al canale WhatsApp di Qn clicca qui