Omicidio Pasolini, il caso è chiuso: rigettata la richiesta di riaprire le indagini dopo 48 anni

La procura di Roma ha respinto l’istanza di riaprire l’inchiesta sulla base di 3 nuove tracce di Dna rilevate nel 2010: il regista, scrittore e poeta fu ucciso il 2 novembre 1975 a Ostia

Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini

Roma, 24 novembre 2023 – L’omicidio di Pier Paolo Pasolini è chiuso. La procura di Roma ha rigettato stamattina l'istanza di riapertura dell'indagine sull'uccisione del regista, scrittore e poeta, avvenuta il 2 novembre del 1975 ad Ostia, che era stata depositata nel marzo scorso. Nell'atto si chiedeva di accertare a chi appartenessero i tre Dna individuati dai carabinieri del Ris nel 2010 sulla scena del crimine.

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La procura: “Elementi di contorno, non utili a nuove indagini”

La richiesta di riapertura degli accertamenti era stata avanzata dall'avvocato Stefano Maccioni, a nome del regista David Grieco, dello sceneggiatore Giovanni Giovannetti e dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. Nel provvedimento con cui viene rigetta l'istanza il pm Francesco Minisci afferma che gli spunti “valutati alla luce delle imponenti attività svolte” nel vecchio procedimento “non sono idonei a consentire l'attivazione della procedura di riapertura delle indagini”. Per la procura capitolina si tratta di elementi “aventi natura eterogenea quanto alla tipologia e generica quanto alla portata, per alcuni aspetti non focalizzati sull'omicidio ma riguardanti episodi di contorno, talora ripetitivi di attività già svolte e orientati verso soggetti già valutati, aventi ad oggetto profili già presenti nell'atto di opposizione depositato nel procedimento definito con ordinanza di archiviazione” e “riferiti ad un raggio investigativo dal carattere sostanzialmente perlustrativo, che non appaiono utili ad aggiungere altri elementi alla mole e alla completezza di indagini (già svolte dall'Ufficio e valutate dal gip di Roma), tanto da condurre alla prosecuzione delle indagini”.

L’avvocato: “Amarezza, è una sconfitta per chi chiedeva giustizia”

“Prendiamo atto con malcelata amarezza della decisione presa dalla Procura della Repubblica di Roma di rinunciare all'accertamento delle effettive responsabilità per l'omicidio di Pier Paolo Pasolini. È una sconfitta per tutti coloro che credono che il nostro Stato debba arrivare a garantire Giustizia soprattutto in questa vicenda”. È quanto afferma l'avvocato Stefano Maccioni, che a nome a nome del regista David Grieco e dello sceneggiatore Giovanni Giovannetti e dell'Ordine dei giornalisti del Lazio aveva presentato l'istanza di riapertura delle indagini.

Il legale: “Così tante domande non troveranno mai risposta”

“È evidente che Giuseppe Pelosi non possa essere considerato l'unico responsabile dell'omicidio ma si rinuncia a svolgere ulteriori indagini ritenendo che quelle svolte dal 2010 al 2015 siano state sufficienti - aggiunge l’avvocato -. Ma se così fosse perché non si è arrivati ad una soluzione? Perché non si è mai indagato sul movente? Perché ancora una volta non si è acquisito il fascicolo relativo a Pier Paolo Pasolini custodito presso il Dis? Perché non si è ritenuto necessario sentire Maurizio Abbatino su quanto dichiarato alla Commissione parlamentare antimafia in merito alla sua partecipazione al furto delle pizza di Salò? Perché non si effettuano ulteriori accertamenti scientifici sui 3 Dna rinvenuti sulla scena del crimine su alcune persone? A tutte queste domande i cittadini italiani e non solo non troveranno mai risposte. Decidiamo di pubblicare integralmente il rigetto invitando chi sa a parlare perché non potremo mai accettare che lo Stato rinunci ad accertare la verità”.

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