Domenica 23 Giugno 2024

Minacce social a Ilaria Cucchi, imputazione coatta per un 63enne. La senatrice: “Restituita dignità e fiducia”

La decisione del gip è arrivata oggi dopo che la pm titolare dell’indagine aveva ottenuto l’archiviazione. Il giudice: “Ci sono elemento per sostenere l'accusa in giudizio”

La senatrice Ilaria Cucchi

La senatrice Ilaria Cucchi

Roma, 9 aprile 2024 – Insulti e minacce a Ilaria Cucchi, il gip dispone l'imputazione coatta per l’uomo che ha scritto frasi pesantissime sui social. Parolacce misogine quelle scritte su Twitter da un uomo che, secondo il giudice, non lasciano dubbi ''sulla offensività e la diffamazione”.

Annullata la richiesta di archiviazione, il 63enne verrà quindi rinviato a giudizio. Soddisfatta la senatrice Ilaria Cucchi: “Decisioni come questa restituiscono dignità e fiducia''.

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Cosa è successo

I fatti risalgono al 2018 quando, in un tweet, un utente aveva rivolto a Ilaria Cucchi pesanti insulti – come “tro…'” – e minacce, facendo riferimento alla morte di suo fratello Stefano. Dopo che il gip aveva respinto una prima richiesta di archiviazione della denuncia per diffamazione, ordinando l'iscrizione nel registro degli indagati di un 63enne, la pm titolare aveva sollecitato nuovamente l'archiviazione per l'insussistenza del reato.

All'ultima udienza per discutere la nuova opposizione all'archiviazione da parte della senatrice Cucchi, la procura aveva però fatto una scelta diversa chiedendo la restituzione degli atti. Ora la decisione del gip che ha disposto l'imputazione coatta ritenendo che '”allo stato degli atti sussistano gli elementi necessari e sufficienti per sostenere l'accusa in giudizio”.

Il gip: “Contenuto altamente dispregiativo”

Per il gip, la lettura del testo del messaggio postato su Twitter non lascia dubbi “sulla offensività”: sia per l'epiteto "tro.." indirizzato alla sorella di Stefano Cucchi che “per il contenuto altamente dispregiativo del resto della frase”.

L’ordinanza

“Indubbia, dunque, la diffamazione per la nota vicenda giudiziaria ruotante intorno al caso Cucchi, priva di rilievo è la tesi difensiva relativa alla mancata identificazione dell'indirizzo Ip'', si legge nell'ordinanza.

Inoltre per il gip, nonostante il profilo Twitter oggetto di denuncia sia stato rimosso, “vi sono ulteriori elementi da cui trarre che il social network Twitter in cui è stato pubblicato il testo sia attribuibile all'odierno indagato”. Ora la procura dovrà formulare l'imputazione per il rinvio a giudizio del 63enne.

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