Incendio nell'ospedale di Tivoli, morti 3 pazienti. Evacuate 200 persone, anche neonati. Dubbi sul sistema antincendio: si indaga per omicidio colposo

Le fiamme sarebbero partite da un cumulo di rifiuti speciali all’esterno del nosocomio. La Procura ha aperto un’inchiesta, lunedì verranno disposte le autopsie. I familiari: “Vogliamo chiarezza”. Il governatore Rocca: “Ci vorranno settimane per capire cosa non ha funzionato”. Agenas: “San Giovanni tra i peggiori ospedali”

Tivoli (Roma), 9 dicembre 2023 – Inferno nella notte a Tivoli, alle porte di Roma. Tre persone sono morte per l’incendio scoppiato all’ospedale San Giovanni Evangelista, mentre una quarta persona è deceduta poco prima che scoppiasse il rogo, forse per un infarto. Sono l’84enne Giuseppina Virginia Facca, Romeo Sanna e Pierina Di Giacomo, entrambi di 86 anni, i tre pazienti vittime dell'incendio divampato ieri sera. Ecco il racconto dei sopravvissuti

Il pm: “Le fiamme partite dall’esterno della struttura, sul retro”. Oltre 200 le persone evacuate tra malati (193) e sanitari, anche con l'aiuto delle autoscale. Una settantina i pazienti trasferiti in altri ospedali della capitale: tra questi anche sette bambini, diversi neonati, e alcuni ricoverati nel reparto Covid. La struttura (Pronto soccorso incluso) è inagibile e una parte è sotto sequestro

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Secondo le prime ipotesi, l’incendio sarebbe partito dall’area dove vengono stoccati i rifiuti speciali ospedalieri, un piazzale adiacente al retro della struttura. Poi le fiamme si sarebbero propagate all'interno, con il fumo che ha invaso il nosocomio dal livello -3 fino all'ultimo piano dell’ospedale. L’ospedale è inagibile, alcune aree sono state sequestrate per le indagini

Incendio nell'ospedale di Tivoli, l'intervento dei vigili del fuoco (foto X @vigilidelfuoco)
Incendio nell'ospedale di Tivoli, l'intervento dei vigili del fuoco (foto X @vigilidelfuoco)

Agenas: Tivoli tra i peggiori ospedali 

Il San Giovanni Evangelista era finito tra gli otto ‘peggiori ospedali’ secondo l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Nel report presentato a fine ottobre, il nosocomio di Tivoli aveva registrato indicatori negativi nell'area osteomuscolare, nefrologia e chirurgia generale.

Il Pne di Agenas indicava l'ospedale San Giovanni Evangelista tra le “strutture a cui è stato richiesto di avviare una procedura di audit sulla qualità dei dati”. Inoltre – si legge nel report – il “volume di attività è inferiore alla soglia (tolleranza del 10%) fissata dal regolamento riguardante la definizione degli standard ospedalieri o desumibile dalla letteratura scientifica”.

La struttura tiburtina era quindi stata inserita con altre sette tra i ‘peggiori’ rispetto alle altre strutture monitorare. “Ospedali che non hanno ottenuto una valutazione sufficiente”, ha precisato l'Agenas. “Sono ospedali che più volte hanno fatto registrare standard di qualità molto bassi”. Insieme al San Giovanni Evangelista, anche tre ospedali del salernitano – l'Umberto I di Nocera Inferiore, Luigi Curto di Polla e Immacolata di Sapri – il Vittorio Emanuele di Gela (Caltanissetta) e V. Cervello di Palermo. E ancora: Stabilimento Ospedaliero di Sanremo, Santi Pietro e Paolo di Borgosesia (Vercelli). Va detto che ben 436 strutture sono risultati 'non classificabili', perché hanno avuto un livello di attività così bassa che non è stato possibile valutarle.

Omicidio colposo plurimo

Omicidio colposo plurimo e incendio colposo: queste le ipotesi di reato per le quali la procura di Tivoli ha aperto il fascicolo per l’incendio divampato nella notte all'ospedale di Tivoli. Al momento non risultano indagati nell’indagine guidata dal pm Francesco Menditto, che ha disposto il sequestro di alcune aree dell'ospedale per i rilievi.

“Sono state sequestrate alcune aree di interesse per le indagini: il piazzale dove è scoppiato l'incendio e i locali vicini dove si sono estese le fiamme. La restante parte dell'edificio non è sequestrata, pur non essendo al momento agibile", ha spiegato il procuratore capo Francesco Menditto.

“Lunedì saranno disposte le autopsie sulle tre vittime. Sono stati nominati il medico legale e il tossicologo che lunedì riceveranno incarico”, ha precisato. “Delle tre vittime, una era ricoverata in medicina di urgenza e due in medicina generale”, ha aggiunto.

Come sono morte le vittime?

Nessuno è morto tra le fiamme. Due persone sono morte sul posto e una mentre veniva trasportata. La quarta persona è deceduta 30 minuti prima dell’inizio dell’incendio, quindi su questo la procura non indaga”. Le cause? “Abbiamo ipotesi investigative, ma stiamo indagando”, dice il procuratore di Tivoli, Francesco Menditto.

Sangue dal San Filippo Neri: “I frigoriferi non tenevano più”

Vigili del fuoco e carabinieri intervenuti si sono subito lanciati al “salvataggio delle persone più deboli e con difficoltà deambulatorie, anche trasportando direttamente il materasso con la persona sopra". Lo racconta il comandante dei carabinieri di Tivoli nel corso di una conferenza stampa in procura dopo il rogo di questa notte.

“Forzando porte bloccate, respirando fumi tossici – racconta – ma cercando di mettere in salvo più persone possibili. Successivamente sono state coordinate le operazioni di recupero e trasporto delle sacche di sangue dal san Filippo Neri, circa 300, con ditta e mezzi specializzati. Si era infatti staccata la corrente e i frigoriferi non tenevano più”.

Sistema antincendio aggiornato nel 2016

Dubbi sul sistema antincendio della struttura, la paura è qualcosa non abbia funzionato. Tuttavia, fonti sanitarie fanno sapere che il sistema antincendio era stato aggiornato per l'ultima volta nel 2016, nell'ambito di una serie di interventi che avevano riguardato in tutto venti ospedali nel Lazio. Lo si apprende da fonti sanitarie. Gli interventi erano stati eseguiti nell'ambito di uno stanziamento che riguardava la sicurezza negli ospedali, gli impianti antincendio e antifumo nelle aree più delicate dei nosocomi con impianti vecchi o non adeguati. 

Alla domanda se il sistema antincendio abbia funzionato, il governatore Francesco Rocca ha spiegato: ''Dobbiamo capire quello che è accaduto e come si sono propagate le fiamme. La polizia scientifica darà l'esito e le valutazioni per capire quale sia la natura e cosa sia successo”.

Asl Roma 5: “Le vittime sono tre”

“Le vittime sono tre, perché sono tre i morti successivi allo scoppio dell'incendio. Ovviamente poi saranno fatte delle verifiche per conoscere il nesso rispetto all'incendio. Però diciamo che la cronologia è quella. Un altro paziente era morto qualche minuto prima dello scoppio dell'incendio. Quindi diciamo che l'evento non è correlato direttamente all'incendio. È morto per altre cause”, precisa Giorgio Giulio Santonocito, direttore generale della Asl Roma 5.

Prefetto: "Bilancio drammatico, ma poteva essere peggiore”

“Il biancio è drammatico, ma poteva essere peggiore”, dice il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, arrivato all'ospedale di Tivoli. Saranno passate al vaglio le immagini del sistema di video sorveglianza dell'ospedale San Giovanni Evangelista per cercare di chiarire cosa è accaduto ieri. La polizia, a quanto si apprende, ha già chiesto l'acquisizione delle telecamere presenti.

Cosa è successo

Le fiamme, divampate nella tarda serata di ieri, sono state domate dai vigili del fuoco, intervenuti sul posto dai diversi distaccamenti provinciali con almeno 60 unità e una ventina di mezzi. Il vero danno l’ha fatto il fumo che si è infiltrato fino al quinto piano della struttura. L’ospedale è andato in black out e, con l’ascensore guasto, i degenti sono stati portati via a braccia e con le barelle, i piani alti raggiunti con le autoscale. In un primo momento i pazienti meno gravi sono stati collocati nella palestra sulle brandine, prima di essere trasferiti con le ambulanze. Ventitré quelle che hanno operato stanotte insieme a tre auto mediche. 

Pazienti trasferiti in altri ospedali

“Sono stati evacuati 193 pazienti. Si è finito nelle prime ore della giornata. I pazienti sono stati spostati quasi tutti nei nostri presidi ospedalieri, ovvero Colleferro, Palestrina, Monterotondo e Subiaco. Altri anche negli altri ospedali della zona. Li abbiamo trasferiti tutti". Lo ha detto Giorgio Giulio Santonocito, direttore generale della Asl Roma 5, in un punto stampa con i giornalisti a Tivoli. “Gli ultimi ad essere trasferiti sono stati i pazienti Covid, che sono partiti nelle prime ore della mattinata”, ha aggiunto Santonocito.

L’inchiesta della Procura: autopsie sui corpi

Ancora non si conoscono le cause dell'incendio e del decesso dei quattro anziani: la Procura ha messo i sigilli al nosocomio e ha disposto le autopsie. Dalle prime informazioni, sembrerebbe che una delle vittime sia morta per cause non riconducibili al rogo ma i familiari chiedono chiarezza.  

"Il sistema antincendio? Dobbiamo capire”

Un’ipotesi è che il rogo sia partito nel retro della struttura, ma si parla anche dei rifiuti stoccati nei locali sotterranei. In ogni caso le fiamme si sono propagate dal piano - 3 dell’ospedale, salendo al - 2 e al - 1. Il fumo invece ha invaso anche i piani alti. "Ci vorranno giorni per avere risposte – precisa il governatore del Lazio Francesco Rocca, che in mattinata ha raggiunto l’ospedale -. Per questo c'è la Polizia scientifica, i tecnici dei vigili del fuoco". Il pm è sul posto, nei prossimi giorni verranno effettuati nuovi sopralluoghi. Alla domanda se il sistema antincendio abbia funzionato, Rocca ha risposto: "Dobbiamo capire quello che è accaduto e come si sono propagate le fiamme. La polizia scientifica darà l'esito e le valutazioni, per capire quale sia la natura, come ciò sia potuto succedere. Ci vorranno settimane”. Potrebbero essere determinanti le immagini delle telecamere a circuito chiuso, già al vaglio degli investigatori. 

I parenti di Giuseppina Facca, 84 anni. “Fare chiarezza”

"Vogliamo chiarezza sulle cause della morte di nostra madre. Ci hanno detto che è morta nel momento in cui è scoppiato l'incendio, ma non per il fumo. Lei aveva 84 anni e aveva un problema ai polmoni, era stata nuovamente ricoverata tre giorni fa al terzo piano. Ora la sua salma si trova nella cappella dell'ospedale perché non è stato possibile portarla nella camera mortuaria”. Cosi i familiari di Giuseppina Virginia Facca, uno dei pazienti morti durante l'incendio scoppiato all'ospedale di Tivoli. "Ci hanno detto che nostra madre non è morta per l'incendio anche se però il decesso è avvenuto negli stessi attimi, noi vogliamo la verità. Abbiamo appreso della sua morte da un notiziario locale”, spiega davanti all'ospedale Olga Ilari, una delle figlie, in attesa di vedere la salma della donna assieme alla sorella. 

Il resoconto del sindaco: tre vittime

Il sindaco del comune alle porte di Roma ha fatto un resoconto di quanto successo parlando di tre vittime. Il quarto corpo sarebbe stato recuperato mezz’ora dopo il decesso.  "Fin dallo scoppio dell'incendio numerose squadre dei Vigili del Fuoco, moltissime squadre della Protezione civile di Tivoli, tutte le forze ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale di Tivoli), oltre a tutto il personale sanitario interno all'ospedale, si sono adoperati instancabilmente per gestire l'emergenza, in particolare per evacuare i pazienti nel minor tempo possibile e in sicurezza e, nel caso della Protezione civile di Tivoli, per allestire la vicina palestra comunale Maramotti con coperte, letti e cuscini – scrive Giuseppe Proietti –.  Qui i pazienti evacuati sono stati trasferiti gradualmente, in attesa di essere poi trasportati dalle ambulanze presso altri centri ospedalieri. Le fiamme sono state domate nella notte. Con sommo dispiacere dobbiamo però comunicare il bilancio di tre morti. Il mio pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, ai pazienti evacuati e ai loro cari che hanno dovuto vivere l'angoscia di questa notte. Ringrazio sentitamente tutti coloro i quali in queste ore hanno affrontato la situazione di eccezionale emergenza e i tanti professionisti sanitari che, pur a casa o non in servizio, sono accorsi prontamente per fornire il proprio prezioso aiuto e contributo, soprattutto presso la Palestra Maramotti".

Le parole del ministro Schillaci 

Cordoglio e vicinanza  ai familiari delle 4 vittime è stato espresso dal ministro della Salute Orazio Schillaci. "Lo spaventoso incendio divampato all'ospedale di Tivoli è una tragedia terribile. Sono in costante contatto con il presidente Rocca il quale mi ha assicurato che tutti i pazienti sono stati messi in sicurezza e siamo pronti a dare il supporto necessario. Ringrazio tutti gli operatori coinvolti nelle attività di soccorso, i medici e gli infermieri che stanno garantendo assistenza e le strutture sanitarie che si sono attivate per accogliere i pazienti trasferiti da Tivoli. Auspichiamo che le indagini chiariscano al più presto le cause che hanno portato al rogo".

Salvini e Meloni

“Quanto successo all'ospedale di Tivoli è sconvolgente – scrive sui social il vicepremier Matteo Salvini -. Una preghiera per le vittime, un abbraccio affettuoso ai loro cari, l'impegno affinché venga fatta chiarezza in tempi rapidissimi”. In una nota di palazzo Chigi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime “il più sentito cordoglio ai famigliari delle vittime e la vicinanza a tutte le persone colpite”.