“Cubiste” alla festa di Natale degli avvocati romani, è polemica. L’Ordine: “No, erano ballerine professioniste”

Un procuratore legale denuncia: “Inopportuno in un momento storico in cui esplodono fenomeni di patriarcato. Mi dissocio”. La replica: “Evento di beneficenza gradito a tutti. Niente di disdicevole”

Roma, 13 dicembre 2023 – Il caso l’ha aperto Ivano Cimatti con una lettera all’Ordine: “Mi dissocio dalla Festa di Natale dell’avvocatura romana”. Il motivo: c’erano “ragazzine” che ballavano “stile cubiste”.

Nella missiva il procuratore legale spiega di non aver gradito l’evento organizzato nella nota discoteca romana Opus Club a causa della “presenza, sul palco, di ragazze/ragazzine stile cubiste anni Ottanta. Io l’ho trovato sbagliato  – scrive – o quantomeno decisamente inopportuno in questo momento storico caratterizzato dall’esplodere di fenomeni che possiamo definire di patriarcato, maschilismo e/o similia”. E rincara la dose. “E’ decisamente inutile che l’Ordine forense in ambito locale nazionale si munisca di comitati e strutture di pari opportunità se poi organizza eventi tipo quello di ieri”. 

Un frame del video della festa circolato sui social
Un frame del video della festa circolato sui social

La lettera, che Cimotti ha pubblicato anche sul proprio profilo Facebook, ha cominciato a circolare, finendo su Dagospia. Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma Paolo Nesta si è visto costretto a intervenire pubblicamente. “Cubiste alla riunione di fine anno? Ma scherziamo? E' stata una serata di beneficenza apprezzata da tutti i partecipanti. L'orchestra ha suonato per un paio di ore e per alcuni brani hanno fatto esibire le ballerine ad accompagnare la musica. Stiamo parlando di professioniste, non di cubiste, che mi sembra un termine dispregiativo. Una di loro si è esibita nel tour di Baglioni, un'altra era ad 'Amici', erano vestite da ballerine e sono venute con l'orchestra”. 

Il presidente del comitato Pari opportunità non si è lamentato – ha aggiunto – e neanche “padri e madri di famiglia presenti”. “Abbiamo mangiato, c'era musica e centinaia di persone, ma niente di disdicevole”. 

Cimatti non la pensa così. “Il successo del film di Paola Cortellesi comprova che la cultura che rappresentava la donna come oggetto di piacere ha fatto il suo tempo – chiosa –. La festa non è stata pensata e organizzata a mio nome, mi dissocio”. 

Chi non era presente alle serata può solo farsi un’idea dalle immagini che circolano sui social. Un video mostra la discoteca gremita, le luci stroboscopiche, un palco con 4 ragazze in abiti succinti che si muovono al ritmo di musica. In alto l’insegna: “Festa di Natale dell’avvocatura romana”.