Lunedì 22 Aprile 2024

Vertice in casa dem: Schlein-Bonaccini faccia a faccia per un posto da capolista

Vertice di tre ore tra i due leader del partito, poi una nota: lavoriamo insieme Al centro divide ancoa la candidatura dell’ex direttore di Avvenire Ma la sinistra del partito difende la scelta: sarebbe una rottura col passato

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein

Bologna, 29 marzo 2024 – “Un incontro positivo: al lavoro insieme su elezioni europee, regionali e amministrative". La solita nota di circostanza? O, invece, al di là del politichese, la segretaria Elly Schlein e Stefano Bonaccini hanno davvero trovato una quadra sulle candidature? Domande e interrogativi che hanno dominato tutto il pomeriggio di ieri, dopo il faccia a faccia di tre ore tra la segretaria Pd e il governatore emiliano-romagnolo e presidente dem. Da quello che filtra, dal summit romano il ‘Pres’ sarebbe uscito soddisfatto e con una certezza: se deciderà di correre, il posto da capolista nella sua circoscrizione, il Nord-Est, resta garantito. Bonaccini, d’altra parte, all’incontro avrebbe subito messo in chiaro un punto di non poco conto: già non mancano i malumori per un’eventuale candidatura europea che lo porterebbero a lasciare l’Emilia-Romagna in anticipo, figurarsi se la scelta arrivasse per correre da secondo (dopo l’ambientalista Annalisa Corrado, ndr). Insomma, considerando che in ballo c’è anche la grande partita delle regionali, rischiare mal di pancia proprio in Emilia-Romagna non sarebbe conveniente per il partito.

A questo punto, a Bonaccini non resta che sciogliere la riserva che sarebbe più vicina. I problemi sul tavolo del Pd, però, non sono finiti. E mentre tiene banco la suggestione di una candidatura di Ilaria Salis, il caso della possibile candidatura dell’ex-direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, noto per le sua posizioni pacifiste vicine a papa Francesco, spacca il partito. Le perplessità, specie della minoranza dem, ieri le ha espresse via Facebook Lia Quartapelle che si chiede se sia in atto un cambio di linea politica nel Pd: "Se si vuole imporre un cambiamento di rotta, lo si faccia apertamente, con una discussione negli organismi di partito, non con le candidature". Un’analisi non condivisa dalla sinistra dem. Per Goffredo Bettini "il Pd deve allargarsi, soprattutto in direzione di un dialogo con il mondo cattolico e cristiano", pensiero condiviso da Nicola Zingaretti che si augura che anche Tarquinio sia della partita, mentre per Andrea Orlando "un passo indietro sulla candidatura di Tarquinio sarebbe una rottura con il mondo cattolico".

Restano, poi, i malumori – soprattutto delle donne dem – sullo schema che punta su capolista civiche (come Lucia Annunziata al Sud e Cecilia Strada al Nord-Ovest, ad esempio), dirigenti Pd secondi e magari Schlein candidata al terzo posto o in mezzo alla lista. Da quello che trapela, fronte Schlein, però, "nessuno schema è mai stato scolpito nella pietra". Tradotto: si valuterà circoscrizione per circoscrizione. I mal di pancia, però, continuano. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo – che rischia di finire ‘emarginata’ al Sud – non le manda a dire: "La questione delle liste nel Pd è iniziata in modo un po’ scomposto. Non siamo l’Isola dei famosi e non siamo neanche in un contest televisivo, credo sia giusto per il Pd ascoltare i suoi militanti".

Da qui, nei prossimi incontri che ci saranno tra Bonaccini e Schlein dopo Pasqua si punterà a chiarire meglio la questione. Con una certezza: la chiusura delle liste sarà a fine aprile, mentre la Direzione dem dovrebbe essere fissata a metà aprile. Morale: non resta molto tempo. Lo stesso sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha spronato i vertici dem: "Occorre iniziare a fare campagna elettorale, raccontare l’idea di Europa che abbiamo". Ma i nodi da sciogliere sono diversi. Ieri Schlein, dopo l’incontro con Bonaccini, ha riunito i segretari regionali del Pd per un primo confronto illustrando la cornice in cui intende lavorare sulle liste: un mix di civici in grado di allargare il perimetro dei consensi, nomi di peso del Pd, compresi eurodeputati uscenti e l’eventuale presenza della stessa segretaria. A questo primo incontro, solo interlocutorio, ne seguiranno altri.