Milano, 6 marzo 2018 - Matteo Salvini, vittorioso leader del centrodestra fresco di incontro con Berlusconi, si prepara all'idea di andare al governo. "Ho fatto una campagna elettorale in lungo e in largo per Salvini premier - sorride - ci hanno dato 12 milioni di voti come coalizione, 5 milioni alla Lega e poi mi dicono cosa fai, ti scansi? No".

Quindi niente passo indietro, e ci mancherebbe. Ma anche niente accordi con altri partiti, piuttosto una considerazione sugli elettori. Parlando di Renzi Salvini spiega che "è vittima della sua arroganza". E poi aggiunge una frase che a qualcuno ha fatto rizzare le orecchie: "Peccato, perché c'è una tradizione di sinistra che non vota o che guarda alla Lega e cercheremo di raccogliere queste forze". Quanto al M5S, a chi gli chiede se abbia visto o sentito qualcuno dei leader dopo il voto di domenica risponde solo: "No, li vedo in televisione".

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Per il resto il leader del Carroccio ribadisce quello che aveva sempre detto, ovvero di non essere disponibile a "strane alleanze". "C'è un Parlamento, c'è un candidato premier, il sottoscritto, e c'è un programma che porterà l'Italia fuori dalle sabbie mobili - dice da Milano, dove ha incontrato il governatore lombardo uscente Roberto Maroni e il suo successore Attilio Fontana - Chi vuole sostenere questo programma lo accettiamo. Ma non faremo accordi partitici". Anche se il suo responsabile economico Claudio Borghi precisa: "Ha detto no a un governo Lega-M5S, non ha escluso un governo centrodestra-M5S".

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Le prospettive, per lui, sono chiare: "Se verremo chiamati, siamo pronti", aggiunge dicendosi contento della "compattezza del centrodestra". E traccia la road map: "Andremo insieme al Quirinale. Siamo la prima coalizione e siamo la speranza per gli italiani". 

Già, ma dove prenderà i voti che mancano per una maggioranza di governo di centrodestra? "Se ci chiamano, incominciamo a lavorare da domani mattina - spiega il leader del Carroccio - Non facciamo accordi partiti o politici. Chi condivide il nostro programma, fondato sul lavoro, non sull'assistenza, può darci una mano: via la legge Fornero, gli studi di settore, il controllo dei confini, la legittima difesa e la riforma della scuola. Però escludo qualsiasi accordo partitico o politico alla vecchia maniera".

Salvini punta molto su Mattarella:  "Non entro nelle prerogative del capo dello Stato, che è uomo in grado di rispettare la volontà elettorale e chi ha capacità di governare e chi no", dice ricalcando la posizione dell'altro vincitore delle politiche, Luigi Di Maio.

E a chi gli chiede se l'Ue debba temere un governo a guida Lega, Salvini risponde: "L'Europa deve avere paura? No, semmai gli italiani hanno avuto paura dell'Europa negli anni passati, noi andremo in Europa a cambiare regole che hanno impoverito gli italiani". ù

L'APERTURA DI BORGHI - Salvini non lo fa, per il momento, ma il responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, oggi parla di alleanze. E apre alla possibilità di un Governo composto dal Centrodestra e dal Movimento Cinque Stelle, che avrebbe una "maggioranza schiacciante e che potrebbe trovare più che un tema di convergenza" come l'abolizione del Pareggio di bilancio. Il neo-eletto Borghi ne parla a Byoblu, il videoblog di Claudio Messora, ex responsabile comunicazione del M5s dove precisa: "Attenzione, Salvini ha escluso un governo Lega-M5s. Ma centrodestra-M5s sarebbe tutta un'altra storia".

Borghi insiste: "Un po' di lavoro comune ci può essere. Certo, se prevalgono le tattiche di partito allora tutti vorranno tornare a votare domani per qualche punto percentuale in più. Ma se invece si provasse a pensare che si vota tra 5 anni allora un tavolo globale lo farei: d'altra parte andiamo in un posto che si chiama Parlamento". 

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