Il Pd raduna i suoi big. Kiev e Gaza, i dubbi dem

Conte incalza da sinistra, Schlein cerca di risalire lo stallo nei sondaggi

Roma, 13 dicembre 2023 – Il Pd di Elly Schlein non si schioda dal 19 per cento, dicono i sondaggi. Alle elezioni europee mancano ancora diversi mesi, è vero, e la campagna elettorale inizierà fra pochi giorni con il forum sull’Europa del 15 e del 16 dicembre, agli Studios di via Tiburtina a Roma. Ma Giuseppe Conte, che sta ripetendo lo schema aggressivo delle elezioni politiche dell’anno scorso, incalza il Pd quotidianamente, spiegando alla sinistra come si fa la sinistra e proponendosi come riferimento e capofila fortissimo di tutti i progressisti. Forse è per questo che a quasi un anno dalle primarie che le regalarono la vittoria, l’aspirante rottamatrice del Pd chiama a raccolta a Roma tre ex presidenti del Consiglio (Romano Prodi, Paolo Gentiloni, Enrico Letta), con i quali provare a ragionare attorno al futuro dell’Unione. Anche qui, come nel caso dei sovranisti radunati a Firenze da Matteo Salvini, c’è la possibilità che la riunione serva anzitutto per il duello interno con gli alleati, cioè con il M5S.

Elley Schlein alla Camera (ImagoE)
Elley Schlein alla Camera (ImagoE)

Il Pd è infatti ancora alla ricerca di una sua identità, mentre Conte dice quello che Schlein non riesce a dire. Per esempio sulla politica estera, che rappresenta un pezzo delle linee di frattura dei democratici. Una parte – da Lorenzo Guerini a Piero Fassino, a Lia Quartapelle – ritiene che il Pd rischi di diventare troppo timido sul sostegno finanziario e militare all’Ucraina. Ieri Lorenzo Guerini, presidente del Copasir ed ex ministro della Difesa, ha firmato un appello rivolto ai colleghi statunitensi "affinché diano il via libera ai nuovi aiuti all’Ucraina. Insieme, con determinazione, a fianco del popolo ucraino". L’appello è firmato dal gruppo di parlamentari che è andato in Ucraina con United 4 Ucraine e arriva in una fase di stallo per la popolazione martoriata dalla guerra: lo scorso 6 dicembre i Repubblicani alla Camera hanno rifiutato uno stanziamento da 106 miliardi di dollari, contenente aiuti, al Paese guidato da Volodymyr Zelensky. Tra i primi firmatari dell’appello, c’è anche Quartapelle (che invece su tutt’altro fronte sta per presentare, a gennaio, una mozione contro l’esportazione di armi leggere dall’Italia all’Egitto, insieme a Sinistra Italiana e M5S).

C’è poi la questione, non esattamente secondaria, di Gaza. Che stia vacillando il sostegno del Pd a Israele? Forse no, ma la segreteria del Pd sta senz’altro aggiustando il tiro. Domenica scorsa c’era anche lei alla marcia della pace straordinaria da Santa Maria degli Angeli ad Assisi per "fermare il rischio di un vero e proprio genocidio in Palestina". "Abbiamo voluto esserci anche noi per ribadire la richiesta di un cessate il fuoco umanitario immediato per quello che sta succedendo a Gaza dove si è già passato il segno", ha detto Schlein: "Le vittime civili sono in numero inaccettabile e incredibile dall’inizio del conflitto". Da qui la richiesta di una "liberazione di tutti gli ostaggi, che si fermino i bombardamenti indiscriminati su Gaza che stanno colpendo la popolazione civile. Hamas non è il popolo palestinese e fare questa equazione non è solo un errore ma un favore a questa organizzazione". Nel fine settimana, a Roma, la segretaria proverà a tenere tutto insieme (mentre Conte è alle calcagna).

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