Sabato 13 Aprile 2024

Ora è urgente un’operazione trasparenza

L'articolo denuncia la grave violazione della privacy attraverso il dossieraggio illegale su politici e personaggi pubblici, evidenziando la necessità di indagini e trasparenza da parte della magistratura. Si sottolinea il rischio di ricatti e l'utilizzo distorto delle informazioni personali, mettendo in discussione la protezione dei dati sensibili in Italia.

Canè

Una cosa è certa: mai la privacy è stata tanto violata, disattesa, sbeffeggiata, da quando il mondo vigila su di lei. Da quando firmiamo migliaia di carte per garantirla e garantirci, sotto gli occhi di una telecamera di sorveglianza, e con una cellula telefonica che segnala la nostra posizione. Se ci mettiamo anche lo spionaggio illegale, beh, forse è il momento di attivare qualche filtro in più.

Di sicuro è bene che la magistratura indaghi e spieghi per filo e per segno cosa e perché è successo nella vicenda del maxi dossieraggio messo in atto da un ufficiale della Finanza, con l’input e la copertura di un magistrato dell’Antimafia, e il terminale compiacente di qualche giornalista. Una vicenda che non riguarda cittadini comuni, ma politici e vip, in un mix fangoso in cui l’unica cosa nitida, è che i politici sono di una sola parte: quella degli attuali partiti di governo. Spionaggio massiccio e preventivo su personaggi pubblici tenuti alla trasparenza, ovvio, non ad essere frugati nelle proprie vite fuori da un’inchiesta ufficiale, attraverso accessi abusivi a banche dati (tante, troppe?). È bene dunque che il Procuratore di Perugia che indaga, e quello Generale della Dna siano sentiti dalla commissione Antimafia. Soprattutto il secondo dovrà dirci come mai un suo collega ha indirizzato in qualche caso lo tsunami spionistico di questo Luogotenente, che ben difficilmente ha agito solo per riempire di faldoni dei cassetti vuoti. Per chi? Per cosa?

La Juve e Agnelli per la vicenda Supercoppa con miliardi in ballo? Possibile. E i ministri (spesso solo in pectore) del governo Meloni? Ipotizziamo: sempre e comunque per trovare qualcosa come arma di ricatto, da usare a orologeria nell’interesse di qualcuno. A questo servono e sono sempre serviti i dossier nella travagliata storia italiana. E ora il botto. Un’inquietante battuta in più nella barzelletta chiamata privacy.