Giovedì 18 Aprile 2024

Gelmini (Azione): "Sì a misure garantiste"

"Il nostro voto a favore del ddl Nordio? Prima il merito, poi il colore dei proponenti"

Senatrice Mariastella Gelmini, per quali ragioni Azione ha votato a favore del ddl Nordio, avversato invece dal resto delle opposizioni?

"Abbiamo votato a favore perché sono tutte battaglie di Azione: dall’abolizione dell’abuso di ufficio alla stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni che riguardano persone terze rispetto al processo, passando per la revisione del reato di traffico di influenze. Sia io sia Enrico Costa alla Camera avevamo presentato proposte di legge sull’abolizione dell’abuso d’ufficio. Sono tutte misure liberali e garantiste in cui Azione si riconosce".

Il resto delle opposizioni e molta parte del giornalismo criticano la cosiddetta "norma bavaglio" introdotta alla Camera proprio con un emendamento presentato da Enrico Costa...

"Abbiamo il massimo rispetto per il lavoro dell’informazione. Ma riteniamo che quella introdotta non sia una norma bavaglio, quanto semmai di garanzia e civiltà. L’obiettivo è evitare che si distrugga la reputazione di persone neanche rinviate a giudizio. Faccio presente che abbiamo semplicemente ripristinato la dottrina vigente fino al 2017, quando è stata consentita la pubblicazione delle ordinanze di custodia".

Cioè?

"Il Codice di procedura penale varato nel 1988 da Giuliano Vassalli recava esattamente la norma ripristinata dall’emendamento Costa. Il motivo per cui non si volle consentire la pubblicazione degli atti è che riguardano persone indagate, nemmeno rinviate a giudizio, verso cui il tribunale potrebbe annullare le misure. Questo non impedisce di informare né sulle indagini né sulle misure cautelari emesse. Come si può sostenere che quella norma scritta da Vassalli sarebbe degna di Orbàn?".

La differenza di posizioni in materia di giustizia può ripercuotersi sul resto della collaborazione con le opposizioni?

"Noi anteponiamo il merito e la qualità delle proposte al colore dei proponenti. Crediamo in battaglie come il salario minimo e non abbiamo problemi a sostenerle insieme alle altre opposizioni. La nostra scelta è non solo contestare, ma anche avanzare ipotesi alternative. Perciò Carlo Calenda sulle riforme costituzionali si è rivolto alle altre forze politiche di opposizione chiedendo di sottoscrivere tutti la stessa proposta sul modello tedesco".

Un’ipotesi su cui ci sarebbe un’ampia maggioranza in Parlamento...

"Credo di sì. I numeri parlano chiaro: se dal 1946 l’Italia ha avuto 68 governi con 31 premier e la Germania 25 governi con 9 Cancellieri, vuol dire che il modello funziona. E non ci rassegniamo alla crisi della rappresentanza e alla perdita di centralità del Parlamento, perciò abbiamo presentato un testo per limitare anche la decretazione di urgenza e uno statuto delle opposizioni. Siamo per il modello tedesco perché garantisce maggiore stabilità dei governi e rafforza i poteri del premier. Obiettivi che la proposta Casellati dichiara, ma poi non raggiunge".