Autonomia, alta tensione in piazza e al Senato

ROMA Il ddl Calderoli sull’Autonomia differenziata arriva in Aula al Senato ed è subito scontro: a Palazzo Madama e in piazza....

Il ddl Calderoli sull’Autonomia differenziata arriva in Aula al Senato ed è subito scontro: a Palazzo Madama e in piazza. Battaglia storica della Lega, il provvedimento infiamma il dibattito. Il Pd e i 5s in concomitanza con l’avvio dei lavori chiamano la piazza, con i sindaci del Sud in testa. Manifestazioni in una trentina di città al grido di "No alla legge Spacca Italia". Elly Schlein e Giuseppe Conte al Pantheon a Roma si passano il testimone con chi ribadisce: "No alle disuguaglianze, no alla frammentazione della Repubblica". Il centrodestra tira dritto verso il via libera definitivo, che vorrebbe si concretizzasse già in settimana, e respinge le quattro pregiudiziali presentate da Pd, M5s, Avs e Iv. Esito scontato. Ma lo scontro non è solo tra maggioranza e opposizione. Anche all’interno dei partiti di governo la tensione sale mentre l’Autonomia differenziata si avvia a grandi passi verso l’approvazione definitiva e si stringono i tempi sul premierato. Le due riforme incrociano di nuovo in Senato i loro percorsi: la prima sostenuta dalla Lega, che vuole portare a casa maggiore

autonomia regionale; la seconda da FdI che punta all’elezione diretta del premier. La preoccupazione di cristallizzare senza migliorare un’Italia che ha già due velocità c’è anche nel Centrodestra. Maurizio Gasparri precisa: "Forza Italia garantisce il Sud". Per appianare gli attriti prima di arrivare in Aula vertice di maggioranza col ministro Calderoli che benedice i due emendamenti di modifica FdI con cui si chiede che una volta approvato il provvedimento con i Livelli essenziali di prestazione (Lep), le risorse verranno aumentate anche per le altre Regioni che non hanno chiesto l’Autonomia.