In strada sicuri? Serve consapevolezza

La direttrice della attività associative di ACI, Alessandra Rosa: “Formazione continua per i giovani”

In strada sicuri? Serve consapevolezza

In strada sicuri? Serve consapevolezza

La strada è condivisa. Banale? Assolutamente no. Ed è partendo da questa affermazione – semplice, chiara, definita – che si può e si deve lanciare un messaggio netto alle nuove generazioni. "Rispettare le regole, avere consapevolezza dei rischi, approcciarsi con lucidità. Perché la strada è oggi un mondo sempre più complesso e contaminato da svariati fattori. È dunque fondamentale premere l’acceleratore su una ’formazione continua’ che abbia la sua massima focalizzazione sui giovani".

Ne è convinta Alessandra Rosa, direttore delle attività associative dell’Automobile Club d’Italia, nonché direttore di Aci Firenze.

Dottoressa Rosa, quanto è importante la prevenzione per limitare i rischi sulle strade?

"Direi che la formazione è elemento imprescindibile per educare una ’nuova generazione’ di fruitori della strada. Che, non dobbiamo dimenticare mai, è un ambiente condiviso in cui le nostre azioni interagiscono con quelle degli altri. Essere dunque consapevoli dei rischi che vi sono e di quelli che noi stessi possiamo provocare, è il primo passo per migliorare le condizioni generali sia che ci troviamo alla guida di un mezzo, sia che attraversiamo la strada come pedoni, sia che ci muoviamo con un monopattino".

Ah, i monopattini. Un rischio o un’opportunità?

"Un’opportunità di mobilità alternativa e ’green’, ma servono regole. E sempre il casco...".

In questo senso l’Automobile Club ha nel suo Dna l’impegno educativo, a partire dai bambini delle scuole elementari addirittura...

"È proprio così, perché partendo proprio da loro si possono gettare le basi per una nuova consapevolezza. Negli anni scorsi, proprio dalla Toscana, in collaborazione con il Teatro di Rifredi a Firenze, avevamo realizzato un progetto teatrale con uno spettacolo chiamato ’Aci Babà e i 40 pedoni’ che ebbe un grande successo e che vorremmo presto riproporre. Educare divertendo è il modo migliore per catturare l’attenzione di giovani e giovanissimi ed è anche un investimento sul futuro".

Lavorare sui comportamenti: è dunque questa la priorità?

"Iniziamo col dire che sono tre gli elementi da analizzare quando parliamo di educazione stradale: la strada appunto, il mezzo e il fattore umano. Quest’ultimo punto è quello su cui andiamo a insistere a ogni livello e a ogni età. Oltre ai tanti progetti locali e a quello sopracitato per le primarie, abbiamo negli anni portato avanti iniziative per le ragazze e i ragazzi più grandicelli che, attraverso i percorsi di formazione, diventano delle ’sentinelle della sicurezza’ anche nei confronti degli adulti".

Ci faccia un esempio.

"A livello nazionale grazie a Sara Assicurazione e alla collaborazione di Aci Sport realizziamo incontri tra giovani e piloti o ex piloti: non si deve infatti demonizzare la velocità, ma va fa fatta in sicurezza e quindi negli autodromi. Con noi è coinvolta la Polizia Stradale che svolge un ruolo chiave nei processi formativi. In Toscana vorrei ringraziare l’impegno della dottoressa Cinzia Ricciardi sempre al nostro fianco per la sicurezza. Perché la sicurezza è un gioco di squadra".