Martedì 16 Aprile 2024

Il casco salva la vita, mettiamocelo in testa

Deve essere omologato secondo gli standard di sicurezza previsti dall’UE e va sempre allacciato

Il casco salva la vita, mettiamocelo in testa

Il casco salva la vita, mettiamocelo in testa

Il casco per chi si muove in moto o in scooter non è un semplice accessori, ma un presidio di sicurezza indispensabile. Nella stragrande maggioranza dei casi un incidente con il ciclomotore provoca una caduta e la testa è la parte più delicata del corpo, per questo un casco omologato e correttamente indossato - quindi ben allacciato - può davvero salvare la vita. Proprio perché il casco è un presidio di sicurezza fondamentale non si deve indossarne uno qualunque, va scelto con cura e acquistato solo da rivenditori autorizzati e anche in caso venga regalato da un amico o acquistato di seconda mano è sempre bene controllare che sia omologato. Un casco senza alcuna certificazione non è omologato per l’uso su strada e quindi potrebbe non essere adatto a proteggere la testa in caso di incidente.

L’etichetta è la “carta d’identità” del nostro casco e contiene tutte le informazioni necessarie per stabilire dov’è stato costruito, un numero di serie unico che lo identifica proprio come il numero di telaio della moto e dello scooter e, informazione più importante, certifica la sua omologazione. Per questo, come consigliano i tecnicI dell’ACI, la prima cosa da fare di fronte a un casco è controllare l’etichetta che si trova sul cinturino.L’omologazione è concessa solo ai caschi che soddisfano gli standard ECE 22-05 ed ECE 22-06 e che sono quindi considerati sicuri e possono essere utilizzati in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Un’indicazione quest’ultima particolarmente preziosa quando si va in vacanza e si decide di noleggiare uno scooter, con casco annesso, prima di salire in sella e mettere in moto è sempre meglio verificare se gli standard di sicurezza sono rispettati, per evitare incidenti e anche per non incorrere in sanzioni in caso di controlli perché - è sempre bene ricordarlo - anche per il Codice della Strada la responsabilità è sempre personale. La disposizione degli elementi nell’etichetta può variare ma deve assolutamente indicare una serie di valori. Anzitutto la scritta ‘E’ che deve essere ben visibile e indica l’omologazione europea, accanto è indicato il Paese in cui è stata realizzata l’omologazione, poi è indicata la versione ECE che può essere 03 – 04 – 05 - 06, l’ultima riportata - ovvero la versione 06 - indica la tipologia più recente. Il numero che segue è il numero di omologazione, mentre la dicitura /P indica il diverso tipo di protezione del casco. Ad esempio la sigla 1/NP indica che il casco ha un mentone non protettivo staccabile o mobile; 2/J che non ha una protezione del mento, 3/P che ha una protezione del mento, 4/P-J che ha un mentone protettivo staccabile o mobile, come combinazione dei due codici di protezione. Il numero di sei cifre che segue, di solito preceduto da un punto, indica il numero di matricola o di protezione del casco. Prima di acquistare un casco controllate sempre la presenza e la completezza dell’etichetta di omologazione, non è una questione estetica, c’è di mezzo la sicurezza.

La chiusura micrometrica, detta anche chiusura a sgancio rapido, è il sistema di ritenzione più diffuso, estremamente sicuro, e di facile utilizzo. Consiste nell’inserire una linguetta dotata di tacche all’interno del meccanismo di chiusura. Assicura perfettamente il casco alla testa, può essere facilmente regolabile in base alle specifiche esigenze e può essere sganciato facilmente con l’utilizzo di una sola mano. L’importante è indossarlo ben allacciato, regolando la linguetta perché non sia troppo stretta sotto la gola, ma neppure a rischio di sfilarsi in caso di urto.

A cura di Egidio Scala