Giovedì 18 Aprile 2024

Gli anziani due volte a rischio per strada

Nel 2021 in Europa più di cinquemila hanno perso la vita in incidenti. Una vittima su tre era un pedone

Gli anziani due volte a rischio per strada

Gli anziani due volte a rischio per strada

L’età media in Europa sta crescendo, ma si fa ancora troppo poco garantire agli anziani un grado di sicurezza adeguato. Il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (ETSC), un’organizzazione indipendente che si occupa di sicurezza in seno all’Ue, ha censito oltre 5.400 vittime della strada con un’età superiore a 65 anni nel corso del 2021 sulle strade europee. Il 55% delle vittime rientra tra gli utenti vulnerabili e un terzo è rappresentato dai pedoni. Nonostante i dati sono ancora preoccupanti negli ultimi dieci anni si nota un miglioramento, almeno dal punto di vista statistico, con una riduzione media annua del 3% frutto del miglioramento della situazione soprattutto nei Paesi del Nord Europa come Polonia, Lituania ed Estonia grazie al miglioramento della sicurezza stradale tout court.

In base alle statistiche i Paesi più sicuri sono la Norvegia, il Lussemburgo e il Regno Unito con 32 anziani vittime della strada ogni milione di abitanti. Fanalino di coda Romani, Serbia e Bulgaria dove gli anziani che perdono la vita sono rispettivamente 136, 105 e 88 ogni milione di abitanti. Un terzo degli anziani che ha perso la vita (il 33%) era un pedone, i ciclisti invece erano il 16% e il 39% viaggiava a bordo di un auto (alla guida o come passeggero). Ben 2.496 anziani, poco meno della metà del totale, ha perso la vita in incidenti in cui erano coinvolti le automobili: il 60% è stato investito mentre era a piedi o viaggiava in sella a una bici, altri 1.133 sono stati travolti da furgoni e camion, mentre 1.286 sono morti in incidenti che non hanno comportato il coinvolgimento di altri veicoli.

Il rapporto di ETSC rivela come gli anziani siano gli utenti “due volte” più fragili della strada perché a parità di dinamica rischiano conseguenze più gravi. Sempre le statistiche confermano che il rischio è direttamente proporzionale con l’avanzare dell’età: nella fascia tra 65 e 74 anni è di 50 morti per milione di abitanti, sale a 72 per milione tra 75 e 84 anni, diventa di 118 per milione per gli over 85. Un problema ancor più preoccupante in Italia dove un quarto della popolazione è rappresentato proprio dagli over 65. Nel corso del 2022 nel nostro Paese sono deceduti 960 anziani e altri 28.374 sono rimasti feriti, per un totale di 77 al giorno. Se la media nazionale delle vittime della strada è di 53 morti per milione di abitanti, tra gli anziani di età compresa tra 80 e 84 anni il numero sale a 86 mentre nella fascia tra 85 e 89 anni cresce fino a 106. Tra i ciclisti la mortalità degli over 65 è tre volte più alta rispetto a quella di chi ha un’età compresa tra 25 e 64 anni e dieci volte superiore degli under 25. Un rimedio è cercare di rendere le strade luoghi più sicuri per gli utenti deboli, anziani in primis.

Per questo ai singoli Governi dei Paesi Ue è stato rivolto l’invito a migliorare la manutenzione dei marciapiedi, creare percorsi pedonali protetti per ciclisti e pedoni, creare attraversamenti pedonali ben progettati e regolati da semaforo, soprattutto in presenza di strade ad alta velocità e alto volume di traffico. Il consiglio è ridurre la velocità dei veicoli a motore nelle zone residenziali urbane, realizzare infrastrutture separate per le biciclette e attraversamenti pedonali sicuri per le strade con limite superiore ai 30 km/h.

A cura di Egidio Scala