Conoscere diritti e doveri. Educazione civica, la via giusta

La costituzionalista Ceccherini: "Per arrivare ai ragazzi serve un linguaggio nuovo"

Conoscere diritti e doveri. Educazione civica, la via giusta

Conoscere diritti e doveri. Educazione civica, la via giusta

"Dobbiamo spiegare bene ai ragazzi che la Costituzione non è un tema alieno distante dalla loro realtà, ma il punto di contatto con la vita vera. A volte mi accorgo che alcuni sono un po’ distanti e non interessati e che quelli sensibili non sono maggioranza. Così cerco di porre rimedio". Questo il mantra della professoressa Eleonora Ceccherini che insegna Diritto costituzionale e Diritto pubblico comparato all’Università di Genova.

Come dobbiamo convincere tutti i nostri adolescenti dell’importanza della Carta?

"Ad esempio far comprendere loro che quando saranno chiamati a esprimere il voto a prescindere dall’orientamento è un momento importante non solo per se stessi, ma perché realizza quella comunità politica indispensabile in una nazione".

Quale la colpa di questo disinteresse?

"Manca lo studio dell’Educazione civica nelle scuole il cui insegnamento risolverebbe queste lacune; e forse il linguaggio dei docenti dovrebbe cambiare".

Ci sono spiragli nella sua esperienza che ci danno fiducia?

"Certo, vedo una crescente domanda di conoscere di più i diritti e soprattutto la curiosità di sapere come i problemi che emergono nella società vengano risolti negli altri ordinamenti".

E chi entra con più sensibilità nella Costituzione, quali principi ritiene più importanti?

"Ancora una volta l’articolo 3, il principio di eguaglianza sia formale sia sostanziale; e fa molta presa l’articolo 2: diritti inviolabili e doveri inderogabii sono concetti che alla fine convincono che ci sia necessità di una regolamentazione della società".

I suoi studenti si interrogano sul dibattitto politico di una Costituzione da rivedere?

"Io rispondo loro con le parole di un grande giurista: tutti i testi hanno bisogno di una ‘manutenzione costituzionale’ per legittimare le riforme su obiettivi ben precisi che li rendano in qualche modo più adeguati ai tempi. Ma la nostra ottica deve essere quella di avere come stella polare i principi fondamentali espressi dalla nostra Carta che sono valori intramontabili".

Il futuro sembra essere l’Intelligenza artificiale: quanto questa può influire sui diritti?

"Si tratta di una grande sfida, c’è chi teme annienti la polis; bisogna avere l’intelligenza, quella vera, di disciplinare il fenomeno: il campo è da arare".

A cura di Riccardo Jannello