A scuola per studiare e non solo: "È una palestra di cittadinanza"

La costituzionalista Frontoni: "Misura la qualità della nostra democrazia"

A scuola per studiare e non solo: "È una palestra di cittadinanza"
A scuola per studiare e non solo: "È una palestra di cittadinanza"

"La scuola è aperta a tutti". Il primo comma dell’articolo 34 postula nel modo più chiaro l’importanza rivestita dalla scuola: non solo luogo di apprendimento, ma "palestra di cittadinanza". Sulla base dei principî cardine degli articoli 2 e 3, che pongono al centro "il pieno sviluppo della persona umana", gli articoli 9, 33 e 34 compongono la cosiddetta costituzione culturale, che delinea il tipo di società prospettato dai costituenti. In quest’ottica, la scuola risulta "un tassello fondamentale per lo sviluppo dell’individuo, essendo funzionale alla sua piena partecipazione alla vita politica, economica e sociale del paese", come spiega Elisabetta Frontoni, docente di Diritto Costituzionale all’università Roma Tre, nell’ultima edizione de ’La Costituzione ...aperta a tutti’, realizzata in collaborazione col Ministero dell’Istruzione.

Dopo la famiglia, nella scuola "gli individui cominciano a sviluppare la loro personalità" e sperimentare forme di "nuova e diversa socialità". La Corte costituzionale precisa al riguardo (sentenza n. 226/2001) che obiettivo della scuola non è solo l’apprendimento, ma anche "la comunicazione, le relazioni e la socializzazione". In questo senso per Frontoni "la scuola costituisce una vera e propria ‘palestra per la cittadinanza’ nella quale, oltre alle regole dello stare insieme, si insegna il rispetto per l’altro". Di qui l’indissolubile legame con la "qualità della democrazia". Stanti le funzioni di "emancipazione sociale" e "sviluppo della persona", alla Repubblica spetta istituire scuole "di ogni ordine e grado" e impartire un’istruzione "obbligatoria e gratuita". Qui, secondo Frontoni, sta "la vera novità della Costituzione: la scuola non solo è aperta a tutti, ma è anche gratuita. La gratuità è lo strumento per rendere effettivo il diritto". Per i "capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi", la Carta dispone provvidenze ulteriori. Tema da sempre oggetto di critiche, in quanto pone limiti solo a chi non ha mezzi.

La Costituzione riconosce ai privati la libertà di istituire scuole e ai cittadini di sceglierle, a partire dal diritto-dovere di educare i figli riconosciuto ai genitori (art. 30) prediligendo un determinato orientamento culturale o religioso. Poiché non risultano necessari come quelle statali a garantire un’istruzione gratuita, le scuole private devono esser istituite "senza oneri per lo Stato".

A cura di Cosimo Rossi