21 apr 2022

Covid oggi in Campania, il bollettino del 21 aprile. L'allarme rientra: contagi in calo

Dopo il picco di ieri, con oltre 12mila casi e 18 morti, oggi la situazione si riassesta sui 8.714. Sono 7 le vittime delle ultime ore. Si allenta la tensione negli ospedali

Napoli, 21 aprile 2022 – Nuova discesa dei contagi in Campania, la curva scende e si assesta. Dopo la crescita record di ieri, che ha superato il 12mila casi, nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono 8.714, di cui 7.761 positivi all'antigenico e 953 al molecolare.

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Sono 7 i decessi, uno dei quali avvenuto in precedenza e registrato solo ieri. A comunicarlo l'Unità di crisi regionale. I tamponi processati ieri sono stati 42.103, di cui 31.588 antigenici e 10.515 molecolari. Si allenta anche la pressione sugli ospedali: oggi sono 731 i pazienti ricoverati in area medica (-8), mentre in terapia intensiva sono 40 i pazienti gravi (+1).

Mascherine, l’allarme di Gimbe

La decisione di togliere le mascherine nei luoghi chiusi, per la Fondazione Gimbe, è avventata per tre ragioni: “innanzitutto, nei locali affollati o scarsamente aerati, la probabilità di contagio è molto elevata; in secondo luogo, la vaccinazione offre una protezione parziale dal contagio; infine, ci sono milioni di persone suscettibili, non vaccinate o senza booster. Utile ribadire che la protezione individuale è massimizzata con la mascherina Ffp2 e non con quella chirurgica, poco efficace nei confronti di omicron”.

Tra le 72 province italiane con un'incidenza oltre i 500 casi per 100mila abitanti, compaiono anche Avellino (831), Salerno (746), Caserta (721), Benevento (683) e Napoli (588). Questa la situazione nel resto d'Italia

Covid, ridotta la speranza di vita

L’eccesso di mortalità causato dal Covid ha comportato, nel 2020, una riduzione della speranza di vita alla nascita di oltre 1 anno di vita a livello nazionale (da 83,2 nel 2019 a 82,1 anni nel 2020), ma i dati stimati evidenziano un accenno di ripresa per il 2021, con un valore pari a 82,4 anni. È quanto evidenzia il Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dell'Istat, presentato oggi.

Nonostante la flessione degli anni di vita attesi nel 2020, l’indicatore della speranza di vita in buona salute alla nascita ha subito un inaspettato miglioramento e si è attestato a 61 anni, con un guadagno di 2,4 anni rispetto al 2019. Nel 2021, il miglioramento nella speranza di vita in buona salute osservato tra le donne nel 2020 (+2,5 anni rispetto al 2019) si ridimensiona, con una flessione di circa 10 mesi, arrivando a 59,3 anni da vivere in buona salute. Tra gli uomini, invece, il valore della speranza di vita in buona salute alla nascita nel 2021 (pari a 61,8 anni) si mantiene simile a quello del 2020, anno in cui era aumentato di +2,1 anni rispetto al 2019.

L’incremento della buona salute nel 2020, comune a molti paesi europei, evidenzia il Rapporto, è effetto di un aumento della quota di persone che, nel contesto della pandemia, ha relativizzato la propria condizione di salute, valutandola con maggior favore di quanto non avrebbero fatto in passato.

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