Sabato 13 Aprile 2024

Caserta, violenze sui braccianti: presi a cinghiate e costretti a lavorare 11 ore al giorno

E’ scattato il divieto di dimora nel territorio provinciale per quattro imprenditori agricoli della zona di Napoli

Braccianti presi a cinghiate e sfruttati nel Casertano

Un fermo immagine tratto da un video della polizia mostra l'operazione anticaporalato che ha portato una coppia di coniugi agli arresti domiciliari e al sequestro di due società agricole attive nel settore ortofrutticolo e florealisticoa a Latina, 23 aprile 2020. ANSA/POLIZIA EDITORIAL USE ONLY NO SALES

Orrore in Campania, dove alcuni braccianti sono stati presi a cinghiate, sottoposti a una serie di episodi di violenze fisiche e costretti a lavorare oltre undici ore al giorno per l'intera settimana. Ad essere sfruttati sono stati dieci lavoratori extracomunitari, privi di permesso di soggiorno, e impiegati nelle campagne agricole di Cellole e Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. Sugli episodi indaga la procura di Santa Maria Capua Vetere.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto tramite ordinanza la misura del divieto di dimora in provincia di Caserta per quattro imprenditori agricoli di Marano di Napoli, indagati per i reati di sfruttamento del lavoro e impiego di manodopera clandestina.

Le indagini hanno avuto inizio quando, nell'ambito di una vigilanza straordinaria della task force del progetto 'Su.Pr.Eme,' i carabinieri hanno individuato i dieci extracomunitari intenti alla raccolta di ortaggi in condizioni di lavoro particolarmente disagiate.

I carabinieri hanno poi accertato che i braccianti erano sottoposti a "gravose e avvilenti condizioni di impiego". Non solo non avevano un regolare contratto di assunzione, ma venivano anche impiegati nella coltivazione e nella raccolta di pomodori per oltre 11 ore ogni giorno, con paghe che oscillavano tra i 30 e i 40 euro al giorno, lavorando per l'intera settimana e dovendo anche sopportare violenze fisiche.