Vietnam, Laos, Sri Lanka: viaggio sulla Rotta del Dragone come in Pechino Express

I paesaggi maestosi, le tradizioni millenarie, i cibi più strani come il brodo di tartaruga e la ruota dei sette mostri. Ripercorriamo le tappe più suggestive che possono ispirare un viaggio

di MONICA GUERCI -
22 maggio 2024
Paesaggio vietnamita

Paesaggio vietnamita

Conclusa l'emozionante avventura di Pechino Express lungo la "Rotta del Dragone", vien voglia di schiodarsi dal divano e farsi prendere dal desiderio di partire. Magari scegliendo la meta su ispirazione dei colori di una bandiera, o ripercorrendo le missioni impossibili dei concorrenti del reality Sky Original che nell'undicesima edizione ha portato le otto coppie di sfidanti on the road in Estremo Oriente.

La conduzione affidata all’inossidabile Costantino Della Gherardesca è stata affiancata dall’inviato speciale Gianluca “Fru” Colucci, del gruppo comico The Jackal, che ha arricchito il viaggio con le sue spiegazioni sugli stendardi di ogni Paese. 

Pechino Express 2024
Pechino Express 2024

In attesa della prossima stagione, siamo tornati sulle orme di Pechino Express 2024 (si può rivedere su Tv Sky e su NOW) per andare alla scoperta di città ricche di storia e paesaggi naturali sorprendenti, di tradizioni e cibi locali che i viaggiatori hanno incontrato tappa dopo tappa, in un percorso di oltre 5.000 chilometri che ha attraversato tre Stati: Vietnam, Laos e Sri Lanka.

Vietnam

Vietnam. Pechino Express 2024
Vietnam. Pechino Express 2024

La Rotta del Dragone parte dal Vietnam, un paese ricco di aree protette dall'Unesco, parchi nazionali e riserve, con una popolazione di oltre 98,5 milioni di abitanti. Disseminato di terrazze di risaie verdissime, immerso nelle foreste tropicali pluviali abitate da elefanti, tigri, rettili e uccelli di ogni specie. Circondato da montagne meravigliose, ricche di cascate, da lunghe spiagge sabbiose e con una storia di oltre 4000 anni. E nonostante decenni di guerre e distruzioni, il popolo vietnamita conserva sempre il sorriso. La Rotta del Dragone ha portato le coppie di viaggiatori in corsa tra Lang Son, una delle città più a nord del Vietnam quasi al confine con la Cina, fino a Cao Bang, passando per Dong Dang, Hung Viet e Phúc Sen. Tra i luoghi più simbolici e spettacolari ci sono le Mua Caves Ninh Binh, un'arrampicata di 500 scalini che conduce sulla collina di Hang Mùa, in cima il panorama è da togliere il fiato sulla vallata alluvionale del fiume Tam Coc, navigabile a bordo di imbarcazioni su cui si rema con i piedi. Impensabile visitare il Vietnam senza fermarsi ad Hanoi, la capitale, e rapportarsi con la leggendaria ospitalità del popolo vietnamita. La scoperta della città parte dal suo centro storico, Un labirinto di stradine affollate con negozi e bancarelle che vendono di tutto, dalla seta ai gioielli, ai piatti tipici. Questo antico quartiere si trova vicino al lago Hoan Kiem che è una delle principali attrazioni. Su una piccola isola di questo lago si trova il Tempio Ngoc Son, raggiungibile attraverso un caratteristico ponte rosso. Il Tempio della Montagna di Giada è un'altra delle tappe da non perdere ad Hanoi, non solo per ammirare il simbolo di un'antichissima tradizione, ma anche per le rappresentazioni della tartaruga gigante, simbolo della città.

La tribù Hmong

In Vietnam esiste una tradizione nata 300 anni fa: alcune donne Hmong tingono gli abiti appena tessuti in grandi vasche piene di piante di indaco, che rilasciano un'inconfondibile tonalità di blu. Le "donne indaco" sono ormai molto poche, ma sono riconoscibili osservando i palmi delle loro mani, colorati di un blu indelebile e segno di anni di durissimo lavoro. La tribù Hmong è una delle minoranze più numerose in Vietnam. Le donne di questa comunità sono facilmente riconoscibili perché indossano bellissimi abiti colorati, pezzi unici creati dalle sarte della tribù del villaggio di Bac Ha.

Vietnam. Pechino Express 2024
Vietnam. Pechino Express 2024

La cucina vietnamita

In Vietnam la cucina è variegata, il riso è l’alimento principale ma ci sono altri piatti popolari come il Bánh mì (panino vietnamita) e la Zuppa di tartaruga. Nel piccolo villaggio delle montagne di Vàn Tùng, da generazioni, gli abitanti preparano abilmente i noodles di riso. La pastella viene cotta su una piastra riscaldata, creando una sorta di sfoglia di riso che successivamente viene arrotolata su un mattarello, lasciata essiccare e infine tagliata. I noodles sono l'ingrediente principale del Pho, un brodo di carne e spezie diventato nel tempo il piatto nazionale del Vietnam. Una particolarità è l'egg-coffee,  simile a un cappuccino ma con il tuorlo d'uovo al posto della schiuma di latte. Una bomba proteica che Fru ha gustato a Train Street, una delle vie più caratteristiche di Hanoi, attraversata da un treno. Da assaggiare anche la Bia Hoi, una birra poco alcolica che costa 5.000 Dong (19 centesimi di euro), nata per poter essere consumata a qualsiasi ora del giorno. 

Il significato della bandiera del Vietnam

La bandiera del Vietnam è rossa, con una stella gialla a cinque punte posta al centro. La stella rappresenta il popolo vietnamita e le cinque punte si riferiscono alle classi di cui esso si compone: “sĩ, nông, công, thương, binh”, vale a dire gli intellettuali, i contadini, gli operai, i commercianti ed i militari. Il colore rosso dello sfondo simboleggia le lotte e le vittorie nelle guerre durante la storia del Vietnam, e il sacrificio del popolo per proteggere la pace e l’indipendenza del Paese.

La tappa nel Laos

Tappa 6: ultimi 420 km in Laos, da Luang Prabang a Vientiane. Pechino Express 2024
Tappa 6: ultimi 420 km in Laos, da Luang Prabang a Vientiane. Pechino Express 2024

Seguendo la rotta, i concorrenti on the road sono arrivati nella vasta natura incontaminata del Laos, una nazione prevalentemente montuosa e senza sbocco sul mare. Il capitolo laotiano della sfida parte dalla pagoda Phu That a Muang Xai per raggiungere il villaggio di Nasiengdy. Gli scorci più belli si vedono sul percorso verso le Pha Kuang Cave, grotte spirituali dove “vivono” dei piccoli Buddha intagliati nella roccia (e non), per recuperare la statua di Mujalin, il serpente a sette teste re dei Naga, da consegnare a Fru al Som Nang Viewpoint, sulla cima di uno spettacolare punto panoramico che si raggiunge scalando dei ripidissimi e infiniti scalini. Ripartenza verso il Tempio Wat Pha, abitato da giovanissimi monaci che qui vengono istruiti e cresciuti. Finale di tappa a Luang Prabang, città senza tempo Patrimonio dell’Umanità UNESCO e antico cuore spirituale del Laos. Gli ultimi 420 km in Laos, da Luang Prabang a Vientiane la capitale del Paese, portano al mercato di Thongmang dove ad attendere i concorrenti, c’era la prova più temuta, quella dei “sette mostri”, la ruota col cibo più inconsueto, o disgustoso, della tradizione culinaria locale: serpente, becco di anatra fritto, sangue cotto, grilli giganti, vermi d’acqua, rana allo spiedo e placenta di mucca.

Le campane con gli scarti di bombe

Il Laos detiene un triste primato: è il paese più bombardato al mondo. Nonostante la posizione neutrale durante la guerra del Vietnam, gli americani sganciavano bombe sul territorio laotiano con frequente regolarità, allo scopo di indebolire i Viet Cong e i comunisti laotiani dell'epoca. In media, cadeva una bomba ogni otto minuti, per ventiquattro ore al giorno, lungo nove lunghissimi anni. Le vittime dei bombardamenti alla fine del conflitto si aggiravano intorno a 50.000. La metà di queste erano bambini. Il territorio del Laos è disseminato di ordigni inesplosi. Il popolo laotiano si è fatto forza e, una volta disinnescati, ha riutilizzato gli involucri delle bombe per gli scopi più disparati. Uno di questi è quello di creare delle campane, utilizzate nei templi e nelle scuole.

La cucina in Laos

La cucina nazionale è nota per piatti come il riso glutinoso, il Larb una sorta di trito di carne di pollo o maiale o manzo oppure di pesce e la Tam mak hung l'insalata di papaya verde che combina i quattro sapori alla base della cucina laotiana: l’acidulo del lime, il piccante del peperoncino, il salato della salsa di pesce e il dolce dello zucchero di canna. Lao-Lao, un liquore locale a base di riso, spezie e – letteralmente – un serpente da inserire secondo rigide regole all’interno del vetro.

Significato della bandiera del Laos

La bandiera del Laos è formata da tre strisce orizzontali: quelle esterne sono rosse, quella centrale è blu. Al centro di quest'ultima si trova un cerchio bianco. Il rosso simboleggia il sangue versato dei soldati nella battaglia per raggiungere l'indipendenza, mentre il blu rappresenta il fiume Mekong. Il cerchio bianco rappresenta il riflesso della luna sulla superficie d'acqua del fiume.

L’arrivo in Sri Lanka

Pechino Express 2024
Pechino Express 2024

Secondo Marco Polo, lo Sri Lanka era l’isola più bella della Terra. Conosciuta anche come “Perla d’Oriente“, quest’angolo di paradiso immerso nell’Oceano Indiano è famoso per le spiagge sconfinate, per gli elefanti, le antiche rovine e alcune curiosità come i treni colorati e i tè pregiati, uno dei lasciti della colonizzazione britannica. L’avventura singalese per i viaggiatori ha preso il via dalla costa occidentale dell’isola: dalla spiaggia di Negombo, frequentata perlopiù da pescatori. Le coppie si sono poi dirette alla chiesa Our Lady of Good Voyage, una delle 98 chiese cristiane di Negombo che danno a questa città il soprannome di “piccola Roma”. Mentre la gigantesca Lotus Tower è il simbolo della modernità di Colombo, capitale dello Sri Lanka. Dal terrazzo panoramico al 29esimo piano della torre, si può vedere lo skyline della gigantesca e trafficata metropoli. Completamente diversa è Dehiwala, città sull’oceano dove i concorrenti hanno fatto un bagno rigenerante al tramonto. La gara è ripartita l’indomani verso la fabbrica di corde fatte con gusci di noci di cocco ad Ambalangoda. Inevitabili le foto nelle location più “instagrammabili” della costa singalese: l’altalena di corda sulla spiaggia di Dalawella, la Black Sand di Matara con i suoi surfisti e, infine, il Blow Hole nel villaggio di Hummanaya, una strettissima insenatura nella quale le onde del mare si infrangono creando un getto d’acqua potentissimo e spettacolare. Passaggio dopo passaggio, le coppie rimaste in gara sono arrivate all’Elephant Transit Home, il Parco Nazionale di Undawalawa dove gli elefanti feriti o rimasti orfani vengono curati prima di essere rimessi in libertà.

Il ponte dei Nove Archi, una delle ferrovie panoramiche tra le più caratteristiche del mondo che collega Ella a Kandy in Sri Lanka
Il ponte dei Nove Archi, una delle ferrovie panoramiche tra le più caratteristiche del mondo che collega Ella a Kandy in Sri Lanka

E ancora, una faticosa salita fino al Ponte dei Nove Archi, attraversato da una delle ferrovie panoramiche tra le più caratteristiche del mondo che collega Ella a Kandy, attraversando le piantagioni da tè del Paese. Poi la corsa fino al traguardo di puntata nella città del XIV secolo Kandy, capitale dell’ultimo re dello Sri Lanka. Sono 233 i km che separano la città eterna di Kandy da Mihintale, la culla del buddismo in Sri Lanka. I viaggiatori hanno avuto modo di scoprire rimedi ayurvedici e di conoscere la lunga dinastia di sovrani all’Ancient City di Polonnaruwa, ex centro mercantile e religioso che oggi conserva i resti di antichi palazzi e templi, sito archeologico Patrimonio dell’Umanità. Il tappeto rosso di questa tappa era posto al Kaludiya Pokuna, lo stagno di acqua nera ai piedi della montagna sacra di Mihintale. Gli ultimi 119 chilometri della stagione hanno visto le coppie rimaste in gioco partire dal parco archeologico di Ranmasu Uyana, un luogo misterioso dove, secondo una leggenda, si trova un varco tra il nostro mondo e altri mondi distanti nello spazio. Hanno raggiunto il tempio della città sacra di Anuradhapura dove si trova la statua che raffigura due amanti del tempio di Isurumuniya, i “Romeo e Giulietta” dello Sri Lanka. In seguito, hanno raggiunto il villaggio di Kalundegama dove vive la comunità gipsy. La meta successiva sono state le grotte di Dambulla, che celano al loro interno affreschi e splendenti statue del Buddha di imponenti dimensioni. Mentre a Sigiriya, si trovano le famosissime rovine del Palazzo Reale, altro Patrimonio dell’Umanità. Prima di arrivarci le coppie finaliste hanno dovuto sfidare la Lion Rock, così chiamata per il gigantesco leone scolpito nella roccia che un tempo decorava il Palazzo Reale: 1200 scalini per arrivare sulla cima.

Pechino Express 2024, l’incoronazione dei vincitori alla rocca di Sigiriya davanti ai danzatori
Pechino Express 2024, l’incoronazione dei vincitori alla rocca di Sigiriya davanti ai danzatori

Il gran finale davanti alla maestosa rocca di Sigiriya, un luogo suggestivo che domina le distese verde smeraldo dello Sri Lanka che ha fatto da sfondo all’incoronazione dei vincitori di Pechino Express 2024, la coppia dei Pasticcieri, i fratelli Damiano e Massimiliano Carrara.

La cucina in Sri Lanka

Una cucina ricca quella cingalese, ma il piatto nazionale è il “rice and curry”, non una semplice ciotola di riso insaporito con vari ingredienti e spezie, ma una tavola imbandita con diversi tipi di curry: vegetariano, con legumi, carne o pesce anche fritto. Il Kottu Roti è senza dubbio uno dei piatti di street food più famosi dello Sri Lanka. Consiste in pane piatto tagliato a cubetti e cotto su una piastra con una miscela di verdure, spezie, uova e carne (o alternative vegetariane). Ma se non siete amanti del cibo piccante, potreste avere qualche problema con queste ricette. 

Gli elefanti

TAPPA 8 - 387 km in Sri Lanka, da Galle a Kandy. Pechino Express 2024
TAPPA 8 - 387 km in Sri Lanka, da Galle a Kandy. Pechino Express 2024

In Sri Lanka, gli elefanti sono considerati un dono della natura. Persino la loro pupù ha una grande valore tra la popolazione del luogo, perché viene utilizzata per produrre grandi quantitativi di carta. Con le feci espulsi in un giorno da un singolo elefante, è possibile ricavare ben 115 fogli di carta in formato A4.

I pescatori sui trampoli

Pescatori sui trampoli, Sri Lanka. Pechino Express 2024
Pescatori sui trampoli, Sri Lanka. Pechino Express 2024

Gli Stilt Fishermen, chiamati anche "pescatori sui trampoli", sono una figura emblema della cultura srilankese. Si tratta di pescatori che, invece di pescare sulla terra ferma, lo fanno stando in equilibrio su fini pali conficcati nel terreno marittimo, a diversi metri dalla costa. Una tradizione antichissima, tramandata di generazione in generazione. I "pali" su cui i pescatori lavorano sono considerati dei beni di famiglia e lasciati in eredità dai padri ai figli.

Il significato della bandiera dello Sri Lanka

Le due strisce verticali sulla sinistra rappresentano i due gruppi di minoranze principali del paese, il verde simboleggia la minoranza musulmana e l'arancione rappresenta la minoranza Tamil. Il leone al centro della bandiera rappresenta l'orgoglio del popolo singalese, mentre la spada  rappresenta l'autonomia del paese. Le 4 "foglie" ai 4 lati angoli sono di "Fico Sacro", albero sotto al quale il Buddha ottenne la sua benedizione.

Viaggiare in solitaria o in gruppo

L’avventura è parte integrante di ogni viaggio, ma per viaggiare da soli occorre avere comunque anche una grande capacità di adattamento e di organizzazione per gli spostamenti, per la scelta degli itinerari. Se preferite la compagnia, WeRoad, community di viaggiatori, travel partner ufficiale di Pechino Express, propone anche alcuni viaggi dedicati alle mete che hanno percorso quest'anno i concorrenti. Eccoli: Vietnam & LaosExpedition, Vietnam 360, Laos, Thailandia e Cambogia, Sri Lanka Expedition: natura selvaggia, il nord inesplorato e la costa orientale, Sri Lanka 360. Non occorre avere una preparazione fisica o avere requisiti particolare per affrontarli. “WeRoad propone viaggi di gruppo per persone che non si conoscono, con lo stesso mood di viaggio. Ogni turno di viaggio poi ha un target anagrafico (per esempio 25-35), in questo modo i partecipanti avranno un'età molto simile e c'è più possibilità che abbiano interessi simili e che si crei l'alchimia”, spiegano i coordinatori. In solitaria o con amici, seguendo la Rotta del Dragone, si avrà l’opportunità di affrontare itinerari fuori dalle consuete mete turistiche, più autentici e appaganti, capaci entrare in contatto con la cultura e le comunità locali, e trasmettere quella passione per il viaggio che cambia la prospettiva e fa tornare a casa arricchiti, con il desiderio di riprendere subito le valigie e ripartire.