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I luoghi degli U2 a Dublino, raccontati da Bono nella sua autobiografia

Un tour alla scoperta della capitale irlandese sulle tracce del cantante e della sua band. I luoghi raccontati in 'Surrender'

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‘Surrender’, l’autobiografia di Bono degli U2, è uno dei libri più attesi di quest’ ultima parte dell’anno. Ora è approdato in libreria e, oltre che un racconto avvincente della parabola della rock band più in voga fra anni ‘80 e ‘90, è anche una guida per i fan ai luoghi dublinesi del gruppo.Leggendola si può davvero compiere un viaggio-pellegrinaggio sulle orme dei 4 irlandesi, seguendo i suggerimenti del loro frontman, Paul David Hawson, in arte Bono. La capitale irlandese ha sempre avuto un ruolo importante per la band, che le ha dedicato numerosi tributi, tra cui l’album ‘Song of Innocence’.

Bono, gli U2 e Dublino

Lo stesso Bono, nel commentare l’uscita del libro, ha sottolineato l’importanza di luoghi e persone: “Quando ho iniziato a scrivere questo libro, speravo di definire in dettaglio ciò che in precedenza avevo solo abbozzato nelle canzoni. Le persone, i luoghi e le opportunità della mia vita. ‘Surrender’ è la storia della mancanza di progresso di un pellegrino… con una buona dose di divertimento lungo il percorso”. Seguire le sue tracce e quelle degli U2 per scoprire la capitale irlandese può essere un approccio insolito e divertente non solo per chi ama la band alla follia, ma per chi vuole lasciarsi trasportare a scoprire qualche piacevole sorpresa fuori dalle rotte più battute. Ecco 7 luoghi legati agli U2.

1. La casa natale di Bono

Per iniziare il giro, la via dell’infanzia del leader della band irlandese più famosa del mondo può essere un ottimo punto di partenza. Il quartiere è quello di Glasnevin, nella zona più a nord della città, e la via è Cedarwood Road, a cui è stata dedicata anche una canzone omonima nell’album ‘Song of Innocence’. Dopo aver fatto una passeggiata in cerca del numero 10 (in modo discreto perché è una residenza privata), vale la pena raggiungere il National Botanic Gardens, con arboreto e serre d’epoca (1883).
E restando in tema di personaggi noti, vicino al parco c’è il cimitero di Glasnevin, anch’esso di epoca vittoriana, che ospita un museo e offre 6 tipi di tour guidati. Nella Glasnevin di oggi vale anche la pena fare un break in uno dei suoi ottimi bar e ristoranti.

2. La scuola dove tutto iniziò

Un altro luogo chiave, non lontano dalla casa di Bono, è la scuola Mount Temple Comprehensive, nel quartiere nord di Clontarf, dove Larry Mullen a 14 anni affisse un annuncio in cui cercava musicisti per formare una band. La ricerca andò a buon fine e la prima jam session prese vita nella cucina del futuro batterista, al numero 60 di Rosemount Avenue. Un secondo indirizzo da cercare nel quartiere è il numero 15 di Marino Crescent, casa natale di un altro dublinese molto conosciuto: Bram Stoker, autore del celeberrimo ‘Dracula’, romanzo che nel 2022 ha festeggiato il 125° compleanno. In zona, merita una pausa il Clontarf Castle Hotel, ospitato da un edificio del XII secolo: la sala del Knights Bar è sontuosa.

3. St. Stephen’s Green e dintorni, i luoghi della gavetta

Dopo un’esplorazione della zona nord di Dublino, con i luoghi dell’infanzia e adolescenza, il tour può proseguire verso il centro, dove si trovano il parco St. Stephen’s Green e South Anne’s dove nel 1978 gli U2 si esibivano al McGonagle’s, situato al numero 22 di South Anne Street, locale che fu un vero e proprio tempio della musica underground. Altro luogo famoso della zona per i concerti di fine anni ‘70 è l’ex Dandelion Market, dove oggi si trovano il St. Stephen’s Market e una targa commemorativa degli eventi. Tappa obbligata è anche Merrion Square Park, che ospita la statua di Oscar Wilde, sulla cui base Bono scrisse una citazione del celebre autore: “Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”.

4. Temple Bar e i primi video

Vale la pena proseguire a piedi verso la zona di Temple Bar per bere o mangiare, magari, qualcosa al Clarence Hotel, boutique hotel ospitato da un edificio storico sulla riva del fiume Liffey, e acquistato in passato da Bono e da The Edge. Deve la sua fama anche ai video live di ‘Beautiful Day’ ed ‘Elevation’, girati sul suo tetto il 27 settembre del 2000. Cucina creativa e cocktail d’autore sono appannaggio del Cleaver East, ristorante al suo interno di proprietà di uno degli chef/ristoratori stellati più estrosi d’Irlanda, Oliver Dunne. Poco lontano, il centro artistico multidisciplinare Project Arts Centre, che ospita arti visive, teatro, danza, musica e performance, dove nel 1978 Paul McGuinness andò a vedere una band chiamata U2, di cui divenne poi lo storico manager, fino al 2013. Per raggiungere da Temple Bar un altro piccolo luogo di culto, vale la pena attraversare il Liffey su uno dei suoi punti più famosi, nonché simboli della città, l’Ha’Penny Bridge, dove nei primi anni ’80 gli U2 posarono per le loro primissime e iconiche immagini.

5. Hard Rock Cafè, Bonavox e i cimeli

Prima dell’attraversamento, se si è in vena di memorabilia, non lontano dal ponte, si trova l’Hard Rock Cafè di Dublino, che raccoglie non pochi cimeli come un’auto Trabant dell’epoca dello Zoo TV Tour degli U2, gli occhiali da sole indossati da Bono nel video di ‘Beautiful Day’ e il testo scritto a mano della loro canzone ‘Please’. Altro indirizzo da mettere in agenda il Little Museum of Dublin, che raccoglie una piccola, ma ben fornita, collezione di oggetti dedicata agli U2. Attraversato l’Ha’Penny Bridge, non molto lontano, al 9 di North Earl Street, si trova il negozio di audioprotesi Bonavox da cui il frontman degli U2 prese il nome. Prima di proseguire, vale la pena buttare l’occhio a The Spire, a pochi passi, in O’Connel Street, la gigantesca torre d’acciaio di 120 metri dedicata alla luce.

6. Arene e studios

Un altro luogo storico per la band, che dà la possibilità di raggiungere la zona dei docks, è lo spazio per concerti 3Arena, ex Point Depot, dove gli U2 tennero una serie di leggendari concerti nel 1989. Situato sulla riva nord del fiume, dallo stesso lato di Bonavox, può essere raggiunto a piedi seguendo la riva e ammirando da questa prospettiva il lungofiume sud. Lo spazio sorge proprio in prossimità dell’ultimo ponte sul Liffey, che si apre sulla baia, il Tom Clark Bridge, ponte basculante che, con tutta la zona di Grand Canal, fu la location di ‘October’, secondo album in studio della band, per lo scatto della cover e i video, in particolare ‘Gloria’. La zona del porto merita un’esplorazione, anche per la sua nuova vita e luoghi come, per esempio, l’EPIC Museum, museo interattivo dedicato alla diaspora irlandese. E il punto di arrivo del tour dublinese dedicato agli U2, proprio in questa zona, non potrebbe che essere i celeberrimi Windmill Lane Recording Studios, in cui registrarono diversi album.

7. Dalkey e la baia di Dublino

Come è facilmente immaginabile, i luoghi potrebbero essere molti di più e con un po’ di ricerche si possono trovare altri spazi e indirizzi. Un ottimo spunto è anche il giro U2 Walkin Trail. E se ci si vuol spingere appena fuori Dublino, un posto immancabile nella sua baia è il piccolo borgo marinaro di Dalkey. In quest’area, Bono ha una delle sue dimore irlandesi più amate. Non è consigliato avvicinarsi per ovvi motivi di privacy, ma una birra o un piatto in perfetto stile Irish allo storico Finnegan’s Pub, dove la star ogni tanto fa una tappa, valgono il viaggio di circa mezz’ora. È consigliata una passeggiata lungo le vie, costellate di ville anche di altri VIP: la vista sulla baia è incantevole e non è difficile capire perché questa località sia così ambita.