Tre Forchette 2022 Gambero Rosso: i migliori ristoranti d’Italia

Come ogni anno arriva la guida dei locali che sanno interpretare al meglio la cucina italiana contemporanea

Le “forchette”. Per infilzare la ricca pietanza di riconoscimenti che, puntualmente, ogni autunno, arriva dalle nuovissima guide gastronomiche. E  fare un pieno di autostima nel best of dei locali che sanno interpretare al meglio la cucina italiana contemporanea secondo la “Ristoranti d’Italia 2022 ” del Gambero Rosso pronta a sbarcare nelle librerie.

Lo chef Heinz Beck

In cima al podio c’è il “Reale” di Niko Romito, a Castel di Sangro, angolo benedetto dell’Abruzzo che si prende il primissimo posto in solitaria con le famose “3 forchette” e 96 centesimi. Seguito ad un solo punticino di distanza dall’Osteria Francescana di Massimo Bottura e da “La Pergola dell’hotel Rome Cavalieri”, nella capitale, regno del sorprendente Heinz Beck.

Anche la batteria di inseguitori è di tutto rispetto. Quarto posto (3 forchette e 94 centesimi) condiviso da “Le Calandre” della famiglia Alajmo, a Rubano (Pd); da “Piazza Duomo” ad Alba (dove a brillare c’è sempre lui, Enrico Crippa);  e da Mauro Uliassi, con il locale che porta il suo nome, a Senigallia (An).

Mentre a ruota, con 3 forchette e 93 centesimi, c’è un “settebello” assoluto in cui spiccano i ristoranti “Cracco” di Milano (lo chef più popolare d’Italia è in grande spolvero e potrebbe prendersi qualche soddisfazione anche dalla guida Michelin), il Don Alfonso 1890 e il Quattro Passi, entrambi di Massa Lubrense (Na), il Madonnina del Pescatore, nuovamente a Senigallia, l’Enoteca Pinchiorri di Firenze, il Villa Crespi di Orta San Giulio (No) del popolarissimo Antonino Cannavacciuolo e il Da Vittorio della famiglia Cerea a Brusaporto, nella Bergamasca.

Non ci sono solo le “3 forchette” a stabilire nobiltà e stato di salute della buona cucina italica. Contano anche i “3 gamberi”, riconoscimento attribuito ai locali che non cedono al tempo che passa e celebrano come si deve la tradizione.

Ebbene, tra le 32 trattorie più meritevoli, 5 sono emiliane (a Bologna, “All’Osteria Bottega”) e altrettante si trovano in Lombardia (a Milano, “Trippa” e “Osteria del Treno”), mentre la Toscana si affida al duo “Da Burde”, a Firenze e “Futura Osteria” a Monteriggioni.

Curioso il dominio della metropoli lombarda in materia di ristorazione globale: sfoggia 3 dei 4 locali che si aggiudicano i prestigiosi “3 mappamondi” (per l’esattezza, Gong, Iyo e Wicky’s Innovative Japanese Cuisine). E non è finita. Cuoco emergente, secondo il Gambero Rosso 2022, è Luigi Salomone del “Re Santi e Leoni” di Nola (Na). Carlo Cracco si porta a casa anche il premio “ristoratore dell’anno” che non è poco.

Infine, il Nord Italia non brilla decisamente tra gli indirizzi da applausi per il rapporto “qualità prezzo”, potendo vantare solo due dei dieci premiati in tema di “cucina ottima e sostenibile alla cassa”: uno a Genova (Vegia Ostàia Da o Pöulu) e l’altro a Valdieri, nel Cuneese (La Locanda del Falco). Ma, come dire?, ci avrebbe stupito il contrario.