Il Sentiero degli dei in Costiera Amalfitana: l’abc delle meraviglie

Alla scoperta dei tesori della Costiera attraverso un itinerario carico di bellezze naturalistiche che collega Agerola a Positano

Uno spettacolo carico di meraviglie. Il Sentiero degli dei, perla dei Monti Lattari, unisce Agerola a Positano, regalando ai visitatori un panorama simile a quello che le divinità greche godevano dall’Olimpo, descritto nei racconti del mito. Il mare della Costiera amalfitana, patrimonio Unesco, a strapiombo con i suoi piccoli fiordi, isole e scogli.

Paesi arrampicati sulla roccia, terrazzi di limoni e piccole vigne. Il luogo ideale per mettere d’accordo amanti del mare e appassionati di montagna e trekking, attraverso un cammino tra boschi, gole, antiche case e grotte rupestri. Paesaggi che alternano valloni, incisi da torrenti millenari e pareti rocciose, da scalare fino 1400 metri. Con uno sguardo alla linea immaginaria che congiunge Punta Licosa, Capri e Ischia alle acque turchesi di Amalfi, Conca de’ Marini. Furore, Praiano e Positano. Ecco l’abc per addentrarsi, passo dopo passo, in un territorio incantevole. Unico al mondo.

A come Agerola

Agerola si erge a 600 metri dal livello del mare. Soprannominata la “piccola Svizzera dei monti Lattari” per il clima frizzante anche nella stagione più calda, è attraversata da un cordone di 60 chilometri di lussureggianti percorsi, un vero paradiso per gli appassionati di trekking e climbing. Tra questi il Sentiero degli dei a strapiombo sul mare delle Costiera. La grotta di Santa Barbara, situata a 580 metri sopra il livello del mare costituisce uno dei siti di maggior interesse naturalistico e storico-artistico del territorio agerolese. Da non perdere Palazzo Acampora, residenza storica della seconda metà del Settecento e oggi sede di un raffinato ristorante, chiamato La Corte degli Dei.

B come Bomerano

E’ la frazione di Agerola da cui inizia il percorso naturalistico alto del Sentiero degli Dei che arriva nella parte più alta di Positano (Nocelle).

C come Cucina

Il territorio abbonda di specialità, protagoniste di molti piatti della cucina nazionale. Il latte dei bovini di razza Agerolese, da cui nasce il provolone del monaco dop, è noto sin dai tempi di Galeno per le benefiche proprietà. Tra i formaggi tipici, il fiordilatte a pasta filata di antica tradizione, usato per eccellenza sulla pizza napoletana. Tant’è che l’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggio ha insignito Agerola del titolo “Città del formaggio 2022”. Molto apprezzati anche i salumi. Pare che Carlo d’Angiò, re di Napoli nel 13esimo secolo, ne fosse particolarmente ghiotto e li facesse arrivare direttamente da Agerola. I taralli e il pane biscottato vengono ancora prodotti secondo le antiche tecniche e ingredienti. Menzione speciale al pomodoro Spuniello, varietà coltivata con l’ausilio di paletti di legno per sfruttare al massimo i benefici dei raggi solari.

D come Disegno

La volta della cappella della chiesa dedicata alla Madonna di Loreto di Campora, frazione di Agerola, è affrescata da una rara rappresentazione cinquecentesca dell’ultima cena, venuta alla luce durante i lavori di restauro e realizzata prima della più celebre tela di Leonardo. Alcuni apostoli sono stati infatti ritratti davanti al tavolo, uno schema che dopo l’opera di Da Vinci non verrà più seguito da alcun artista. La chiesa ospita anche la tomba del generale Avitabile.

E come escursione

In cammino sui tornanti

Il tratto del Sentiero degli dei con partenza Bomerano e arrivo Nocelle è lungo circa 7 chilometri. Il tempo di percorrenza varia in base alla velocità e al numero di pause che si effettuano durante il percorso. Mediamente si può parlare di sette ore. Gli esperti la considerano un’escursione di media difficoltà. Quindi due ore per tutti, il resto per gambe minimamente allenate.

F come Festival

Il ‘Festival sui sentieri degli dei’ ospita annualmente spettacoli di artisti contemporanei e celebra gli intellettuali che nei secoli hanno eletto questo tratto di costiera meta privilegiata. Tra questi il poeta Salvatore Di Giacomo che trasse l’ispirazione per la famosa Luna di Agerola, il drammaturgo candidato al Nobel Roberto Bracco che, rapito dal luogo, scrisse Il piccolo santo e Francesco Cilea che proprio ad Agerola iniziò a comporre Lamento di Federico».

G come Generale

Il generale Paolo Crescenzo Martino Avitabile è il cittadino più illustre di Agerola, dove nacque nel 1791, la cui vita è sospesa tra leggenda e mistero. Di bell’aspetto, come si evince da un dagherrotipo conservato a Palazzo Acampora, intraprese la carriera militare nell’esercito di Gioacchino Murat per proseguirla agli ordini dello Scia di Persia e del re dei Sikh Ranjit Singh, che lo nominò governatore di Peshawar, la provincia afgana più difficile da controllare. Fu ospite a Londra della regina Vittoria e al rientro in Italia si stabilì ad Agerola, dove morì nel 1850 in circostanze mai del tutto chiarite.

H come Heinz

Lo chef Heinz Beck, premiato con tre stelle Michelin, è il direttore scientifico del Campus Principe di Napoli., dove anche i non addetti ai lavori possono prenotare una cooking experience con lui.

I come Isca

Isca, l’isolotto vicinissimo alla costa di proprietà di Eduardo De Filippo è uno de tanti che si vedono inoltrandosi nel Sentiero. Oltre ai Li Galli, che fu di Rudolf Nureyev e lo scoglio della Rotonda. In fondo, poco prima dell’orizzonte, si stagliano Capri e i suoi Faraglioni. Lungo la costa, i resti delle tredici torri di avvistamento della costiera amalfitana, utilizzate dagli abitanti per segnalare l’arrivo dei saraceni.

L come liquori

Non basta dire limoncello. Agerola offre una scelta di liquori che affonda le sue radici nelle ricette tramandate dalle nonne. Infusioni in alcol con erbe e frutti della rigogliosa macchia mediterranea della zona: finocchietto selvatico, mirto, noci verdi, fragoline di bosco e mirto. Non ultima l’erba ‘purchiacchella’, tipica della zona, dall’aroma unico.

M come museo

Il Museo etno- antropologico di Agerola nasce per custodire, oltre all’importantissima sezione archeologica, una memoria minore, non ufficiale, fatta delle piccole cose di tutti i giorni. Tra gli oggetti esposti è possibile ammirare una Croce processionale opera di un ignoto argentiere di scuola campana risalente al 15esimo secolo.

N come New York Times

Nel 2013 il prestigioso quotidiano statunitense ha inserito il ‘Sentiero degli dei’ tra le dieci passeggiate più belle del mondo.

O come Odisseo

Il nome Sentiero degli dei nasce dal mito di Ulisse, il cui nome greco era Odisseo. La leggenda vuole che le divinità attraversarono i Monti Lattari per salvare l’eroe di Itaca dalle sirene che vivevano sull’isola de Li Galli. Creature marine ,metà donne e metà pesci, destinate ad ammaliare i marinai con il loro canto mortale.

 P come Pennata

La pera pennata è presente anche su alcuni dipinti di Pompei

La zona di Agerola produce una particolare varietà di pera, detta Pennata, di colore verde scuro e di forma rotondeggiante. Dal sapore pastoso e dolce, la pera Pennata, viene utilizzata per preparare una squisita marmellata, utilizzata anche per accompagnare i formaggi. Il frutto ha origini antichissime: su alcuni affreschi di Pompei è visibile il disegno della pera Pennata.

Q come qualità

Bellezze naturali, scorci stupendi e il cristallino mare della Costiera a fare da sfondo. Garanzia di una vacanza di qualità, in uno dei territori da sempre più amati. Tanto da far affermare persino all’algida Greta Garbo: “Il posto più bello di tutta la mia vita”.

R come Rifugio

Volete percorrere il Sentiero degli dei e non avete tempo o voglia di preparare il pranzo al sacco? Niente paura, il percorso può riservare un’esperienza più unica che rara facendo incontrare il Rifugio del pastore. Una casa rimasta esattamente come più di cento anni fa dove il pastore Antonio mette a disposizione degli escursionisti formaggi preparati da lui stesso in giornata, pane cotto a legna e dei fantastici spaghetti che ricalcano una ricetta amata (e secondo alcuni inventata) da Eduardo De Filippo: la Pasta con le vongole fujute (scappate).

S come scalinata

Millesettecento gradini, la scalinata più alta della costiera amalfitana attendono gli escursionisti che percorrono il Sentiero degli dei, da Bomerano a Positano. Chi non volesse affrontare la risalita per tornare in quota – consuetudine quotidiana fino a qualche tempo fa fa degli abitanti del luogo – può prendere una barca e tornare via mare ad Amalfi.

T come tramonto

Tramonto dai Monti Lattari

Niente è più suggestivo di un tramonto visto dai Monti Lattari.

U come Università

Ad Agerola sorge la prima Università e centro di alta formazione e specializzazione interamente dedicato alla gastronomia e al turismo, circondato da un parco di 25mila metri quadrati. Fiore all’occhiello del Campus Principe di Napoli è il laboratorio di cucina, in cui gli studenti possono apprendere l’arte culinaria al fianco di celebri cuochi e chef internazionali, sotto la direzione scientifica di Heinz Beck.

V come viaggio

Agerola è raggiungibile in auto (uscita autostradale Castellammare di Stabia A3 Napoli-Salerno, si prosegue in direzione Gragnano) in treno (da Napoli centrale poi con si arriva a destinazione con un bus della linea Circumvesuviana.

Z come zaino

Per percorrere il ‘Sentiero degli dei’ è bene munirsi di uno zaino per tenere le mani libere, di scarpe da trekking (si possono anche noleggiare in loco), di una borraccia o una bottiglia d’acqua, di occhiali, crema e cappellino per proteggersi dal sole. I bastoncini da trekking possono essere d’aiuto. L’abbigliamento deve essere confortevole. E’ consigliabile anche affidarsi a una guida che illustrerà le tante curiosità che si susseguono sull’itinerario.