Note di mare tra pescherecci e baie dei pirati

Le rive di Pesaro dove si rifugiava "big Luciano", le imbarcazioni di Fano e poi la rotonda sul mare di Senigallia. Il meglio del litorale marchigiano

Le note di Pavarotti echeggiano ancora sulla riva del mare di Pesaro. Parte da Baia Flaminia una passeggiata musicale, parte dalla casa affacciata sul mare dove il grande tenore si rifugiava nei suoi soggiorni pesaresi. Il Parco San Bartolo è sullo sfondo, alle spalle, il porto di fronte, valicato il quale siete nell’arenile di Ponente dove camminare fino alla Palla di Pomodoro, non prima di avere fatto una sosta, a metà, per tirare il fiato alla ‘Rosa tigella’, dove le farciture sono di grande qualità, o alla gelateria Alice con il suo gusto di pistacchio salato molto appagante. Di là della ‘Palla’, la spiaggia cambia e diviene più farinosa e porta verso l’altro promontorio, l’Ardizio, per arrivare fino a Fano in due ore di camminata. Qui lo scenario cambia. Ci sono i pescherecci abbarbicati sull’acqua e a distanza c’è la Sassonia, dove la sabbia lascia spazio ai ciottoli rugosi: lo spazio dell’orizzonte è ampio, il vento nei giorni di tempesta ulula e quando arriva la ‘Tressa’, che in fanese vuol dire tempesta, l’acqua insorge. Uno scenario fiabesco con una sosta altrettanto nella trattoria che prende il nome proprio dalla tempesta, ovvero la ‘Tressa’, dove finiscono piatti scampati al mare come le cozze al tegame, la ricciola in carpione e poi le alici con pane raffermo, pomodoro e basilico.

Avanti fino a Senigallia, fino alla rotonda sul mare, per ammirare la quale si scomodò nel 1935 l’allora principe Umberto. La spiaggia di Senigallia è di velluto e va per quattordici chilometri talcati, da percorrere a piedi con due soste obbligate per cibi trascendenti, da Uliassi e alla Madonnina del Pescatore. Il Conero è imponente e Portonovo è un approdo sicuro. Qui la spiaggia ha grani di pietra levigata tendenzialmente bianca che danno al mare una limpidezza mediterranea intensa riflettendo una lucentezza abbagliante. L’ingresso in acqua è subito alto. Spiaggia per pirati, da affrontare con coraggio e confortati, quando il mare si agita e i flutti fluttuano, con un sushi d’autore al capanno autorevolissimo del ‘Clandestino’, dove Moreno Cedroni sforna assaggi preistorici. Cambia ancora il litorale delle Marche, mano a mano che scendiamo a sud, fino all’approdo finale mediorientale, con le palme di San Benedetto del Tronto che spuntano nella sabbia che pare quella del deserto e brilla di luce astrale.

 

BARBARA

Nel mulino il tempo scorre come un tempo

A Barbara, piccolo borgo  vicino a Senigallia, una esperienza fragrante è la visita guidata al mulino di Paolo Mariani che ha recuperato, impiantato e valorizzato, dopo averli selezionati, i migliori grani. Tra le eccellenze della casa c’è ‘Manitaly’, la versione italiana della canadese Manitoba, impiegata da alcuni dei migliori pizzaioli italiani. Qui fare pane è un rito e su prenotazione potete fare l’esperienza totale del grano: dalla passeggiata nei campi prima della mietitura alla degustazione dei vari tipi di pane che lo studio di Giuliano Pediconi, maestro panificatore di fama nazionale, ha elevato ad arte.

 

ANCONA

Portonovo e l’imperatore

Il Fortino Napoleonico, sulla spiaggia di Portonovo ad Ancona. Fu costruito  nel 1810 durante il Regno d’Italia di Napoleone dal generale Beauharnais con l’obiettivo di difendere il fianco a sud di Ancona impedendo lo sbarco alle navi della flotta inglese che cercavano riparo nella baia e rifornimenti d’acqua alla fonte di Portonovo. Poco distante la chiesa di Santa Maria: uno degli esempi più interessanti di architettura romanica dell’Italia centrale. Risalente al 1034, era situata accanto a un monastero benedettino che intorno al 1500, a seguito di un’invasione turca, fu distrutto. Rimase in piedi la chiesa della Baia.

 

PARCO SAN BARTOLO

Ecoparadiso terrestre

Il Parco San Bartolo è un paradiso naturale. Sta tra Pesaro e Gabicce e guarda il mare con il giallo a strapiombo delle sue ginestre e il verde selvatico delle sue erbe spontanee. Un intreccio di sentieri per chi ama fare trekking sul crinale affacciato all’Adriatico e osservando dall’altra parte Gradara: il castello di Paolo e Francesca, citato da Dante nella Divina commedia dove in altre pagine il sommo poeta scrive anche di Fiorenzuola di Focara che è un borgo sospeso, da cui parte una camminata  che scende verso la sottostante spiaggetta: per chi ama il mare anche come attività fisica che fa bene alla mente.

 

MACERATA

Ecco la Curtis de Rotellae. Bentornati nel Medioevo

Vicino a Macerata c’è un luogo che è stato restaurato nell’anima. è la ‘Curtis de Rotellae’, un borgo che affonda le sue radici nel Medioevo, quando la valle del fiume Potenza era l’epicentro della vita e degli scambi commerciali. Questo luogo decadente alla fine degli anni ’80, fu acquistato e valorizzato dalla famiglia Giosué che ne ha fatto un resort con tanto di erbario a richiamare il percorso dei secoli, con la presenza di rarità. Cosi com’è di rara bontà la cucina che attinge dall’azienda agricola di famiglia. Oltre ad una fornita enoteca, ci sono l’osteria con i piatti della tradizione e  il ristorante con anche ricette vegane.