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Dal Lambrusco al Pignoletto. Una regione tutta da bere

Consorzi in prima fila al Vinitaly: stretto il legame col cibo. Viene dato molto spazio ad assaggi di prodotti di eccellenza territoriali abbinati ai vini dell’Emilia Romagna

BOLOGNA 

Il filo conduttore della prossima edizione di Vinitaly all’interno  del padiglione 1 dell’Emilia Romagna sarà il legame indissolubile tra cibo e vino. Anche per questo motivo ci sono novità nell’allestimento e nella disposizione degli espositori. Verrà infatti dato molto spazio ad assaggi dei prodotti di eccellenza territoriali abbinati ai vini emiliano romagnoli.

“È il primo Vinitaly cui il Consorzio Tutela Lambrusco partecipa da quando i precedenti consorzi si sono uniti sotto un’unica regia a gennaio 2021 – commenta Claudio Biondi, presidente del Consorzio – Questo ci consente di presentarci coesi e di creare sinergie, un aspetto importante che non preclude la valorizzazione delle caratteristiche diverse e complementari che l’universo Lambrusco racchiude”.

Di ritorno alla normalità parla anche Carlo Piccinini, presidente del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna  “in un momento d’importante crescita per la nostra Doc. Tra le masterclass in programma all’interno del Padiglione 1, una sarà dedicata proprio al Pignoletto. La degustazione punterà a evidenziare le caratteristiche distintive del nostro autoctono bianco emiliano, che i visitatori avranno poi modo di approfondire agli stand delle aziende presenti”. Il grande balzo in avanti di questo bianco frizzante è testimoniato dall’incremento dei volumi. “Nell’ultima annata sono state imbottigliate 17milioni e 300 mila etichette di pignoletto – ricorda Giacomo Savorini, direttore  dei Consorzi Vini Colli Bolognesi, Pignoletto Emilia Romagna e Consorzio di tutela del Lambrusco  – a fronte di 13 milioni dell’anno precedente”.

Dal canto suo il Consorzio Vini Colli Bolognesi sarà presente a Vinitaly con quasi 90 etichette. “Un’ampia selezione di vini provenienti dalle colline che abbracciano la città di Bologna, da Sud a Ovest – precisa Francesco Cavazza Isolani, presidente del Consorzio -, dalla Docg Colli Bolognesi Pignoletto, che sarà tra l’altro protagonista di uno dei seminari in programma, alla Doc Colli Bolognesi, dagli spumanti alle riserve, operatori e appassionati avranno l’opportunità di confrontarsi con i nostri piccoli produttori, alcuni dei quali saranno presenti in prima persona in fiera”.

In crescita anche le bollicine romagnole: negli ultimi anni il Consorzio Vini di Romagna punta ad allargare la platea di estimatori. Ma non trascura di valorizzazione il Sangiovese e le Sottozone. “Saremo presenti con una collettiva di una ventina di imprese associate, mentre molte altre parteciperanno con proprio stand individuale – ricorda Ruenza Santandrea presidente del Consorzio Vini di Romagna – e organizzeremo una masterclass sul Romagna Sangiovese delle Sottozone guidata da Gabriele Gorelli e altre due su Albana secco e Sangiovese Superiore tenute da Andrè Senoner. Ci sarà inoltre un banco d’assaggio collettivo di vini Dop e Igp e spumanti romagnoli Novebolle”.