Bollate, Villa Arconati riapre al pubblico: perché vale la pena visitarla

Domenica 24 marzo il gioiello di Castellazzo riapre le sue porte con i tour guidati

di ROBERTA RAMPINI -
19 marzo 2024
Villa Arconati riapre le sue porte

Villa Arconati riapre le sue porte

La "regia villa" di Castellazzo riapre al pubblico per una nuova stagione di visite guidate e grandi eventi. Domenica 24 marzo, in coincidenza con la prima domenica dopo l'equinozio di primavera, data che segna il passaggio dal freddo dell'inverno allo sbocciare del maestoso giardino, Villa Arconati di Castellazzo di Bollate riapre le porte con qualche novità. Quest’anno per la prima volta in assoluto apre al pubblico l’Appartamento dedicato alle Stagioni che si trova nell'ala sud-est del piano nobile. Si tratta di quattro sale con una decorazione di eleganti stucchi incorniciati da dorature, che raccontano i miti e le divinità classiche legate alle Stagioni. La Camera della Primavera, sulla cui volta si libra Flora, con una cornucopia carica di foglie e fiori; la Camera dell’Estate, con Cerere e una canestra di frutta. Questa stanza un tempo custodiva inoltre il celebre “letto di Raffaello”, un meraviglioso letto a baldacchino in velluto blu con decorazioni in fili d’oro, la cui struttura di sostegno era totalmente invisibile tant'è che il baldacchino sembrava fluttuare nell’aria come per magia. Questo capolavoro fu realizzato da Giovanni da Udine, allievo di Raffaello, proprio su disegno del grande Maestro. C'è poi la Sala della Caccia, dedicata all’autunno e ad uno dei passatempi prediletti dell’aristocrazia. Questa sala è anche l’unica che conserva 12 dipinti originali del 1705 di Angelo Maria Crivelli detto il Crivellone, che ritraggono scene di caccia realizzate appositamente per questo luogo, e nature morte con pollami e pesci. E infine c'è la Sala dello Zodiaco: una delle camere da letto più riccamente decorate di tutta la Villa, con una meravigliosa finta tappezzeria dipinta che sembra ricamata di pizzi e seta, che incornicia quattro bellissimi medaglioni in stucco raffiguranti le stagioni. Come una sorta di mappa celeste, ogni medaglione riporta i segni zodiacali della stagione corrispondente.

La storia della statua del Tiberio

A Villa Arconati c’è una statua unica al mondo, un originale di quasi tre metri d’altezza, in marmo classico, arrivata nella piccola Versailles da Roma nel lontano 1627: è la statua che raffigura l’imperatore Tiberio, anticamente creduta Pompeo Magno, è la statua sotto la quale secondo una leggenda fu pugnalato Giulio Cesare. Galeazzo Arconati, primo proprietario di Castellazzo, la vide e se ne innamorò durante una visita agli scavi di Roma insieme all’arcivescovo di Milano Federico Borromeo, suo cugino e tutore. La statua è sempre stata la punta di diamante della collezione d’arte classica di Castellazzo: il suo pezzo unico, generava (e genera tutt’ora!) stupore e ammirazione per la sua bellezza senza tempo. La scultura è rimasta nel Giardino per quasi cento anni, verso la metà del Settecento fu spostata all’interno del Palazzo in una nicchia ricavata appositamente per valorizzarne la bellezza. Nel Giardino fu realizzata una copia in arenaria, collocata in un “teatro” ad essa dedicato: un teatro che finora nessuno ha mai potuto vedere, poiché rovinato dal logorio del tempo. La struttura è bidimensionale, ma completamente dipinta con la tecnica del trompe l’oeil così da inscenare un tempio classico: la pittura era quasi completamente perduta, ma grazie ad un sapiente intervento di restauro finanziato grazie alla vincita del bando Pnrr–Giardini, è ora tornata al suo antico splendore ed è pronta per essere ammirata per la prima volta dai visitatori.  

Nuovo percorso di visita guidata

Un'altra novità della stagione 2024 è il percorso della visita guidata che è stato completamente rinnovato. Dall'ingresso della Villa il percorso porta i visitatori alla scoperta dell’arte e dei miti classici tanto cari agli Arconati: 90 minuti circa, accompagnati dalle appassionate Guide Volontarie Far (Fondazione Augusto Rancilio), per ammirare le bellezze del Palazzo e del Giardino, tra cui la statua di Tiberio, il Teatro di Pompeo Magno e gli Appartamenti delle Stagioni, ascoltando le storie di chi ha fatto diventare Villa Arconati “la piccola Versailles di Milano”.  

I tesori della "Regia Villa" di Castellazzo

Situata nel cuore verde del Parco delle Groane, a soli 10 km dal centro di Milano, Villa Arconati ha mantenuto intatta la propria identità e ancora oggi è tra i più illustri esempi di “villa di delizia” del patriziato milanese, vanta un fascino senza tempo, arricchito da ben quattro secoli di storia. Il progetto di ampliamento e ingentilimento iniziato dal “visionario” Galeazzo Arconati nel 1610, portò il Castellazzo a trasformarsi da semplice casamento di campagna in una delle più ricche e imponenti residenze nobiliari del patriziato, tanto da vantare l’appellativo di “regia villa” già nel Seicento. 

Villa Arconati ha un parco monumentale di ben dodici ettari, uno dei pochissimi esempi di giardino all’italiana e alla francese conservati in tutta la Lombardia, non avendo subito un ammodernamento “all’inglese” nell’Ottocento, come invece accadde a moltissimi parchi della zona. Il giardino di Villa Arconati è un luogo incantato con statue classiche, berceaux, fontane i cui giochi d’acqua sono stati realizzati partendo dallo studio diretto del Codice Atlantico di Leonardo, che era un tempo di proprietà di Galeazzo Arconati, il quale lo donò nel 1637 alla Biblioteca Ambrosiana, dove oggi è gelosamente conservato. Degli studi di idraulica del Codice Atlantico, è rimasta testimonianza in una parte della noria, il meccanismo idraulico che permetteva il funzionamento dei giochi d’acqua, per la prima volta esposta quest’anno sul fronte della Legnaia. Di indiscussa bellezza è anche il grande parterre, il giardino alla francese sul fronte sud, che grazie al recente restauro è tornato all’elegante aspetto settecentesco testimoniato nelle incisioni delle “Ville di Delizia” di Marc’Antonio Dal Re. Tra le meraviglie conservate nel Palazzo, si possono ammirare la Sala di Fetonte con il bellissimo affresco dei Fratelli Galliari, gli scenografi che inaugurarono La Scala di Milano, la Sala da Ballo di fine barocchetto lombardo, l’antica Biblioteca settecentesca che conserva più di duemila volumi antichi, e il Camerino che ospitava i frammenti del Monumento Funebre a Gaston de Foix del Bambaja, grazie all’importante progetto culturale realizzato in collaborazione con il Castello Sforzesco di Milano, che ha concesso in prestito le copie in gesso dei frammenti per la ricostruzione del Camerino originale di Castellazzo.  

Una giornata a Villa Arconati

Il modo migliore per visitare e conoscere la storia di Villa Arconati è quella di viverla come gli ospiti dell’aristocrazia milanese in visita nel Settecento, “alla corte” di Giuseppe Antonio Arconati. Ecco perché il biglietto d’ingresso è giornaliero e quindi consente di rimanere alla Villa l’intera giornata, per partecipare anche alle proposte culturali, sociali, artistiche e di spettacolo che vengono organizzate. Si può scegliere una visita libera del complesso, oppure la visita guidata accompagnati dalle guide volontarie Far.  Nel Giardino si potrà godere della frescura dei berceaux, degli scherzi e giochi d’acqua, per una passeggiata nella natura. Un tempo nel giardino si trovavano anche animali selvatici nel Serraglio dei cervi, e uccelli esotici come gli struzzi. Oggi, sul fondo del parterre, c'è la Casetta incantata nel bosco, che ospita la famiglia dei pavoni. Il Palazzo, privo degli antichi arredi, è ricchissimo di storia e delle “storie” narrate dalle sontuose decorazioni. E' possibile anche vivere alcuni ambienti proprio come facevano gli ospiti una volta gustando un delizioso Lunch nella Sala Rossa, oppure sorseggiando un tè o una bevanda rinfrescante sotto il loggiato. Il Caffè Goldoni, l’elegante punto ristoro della Villa che prende il nome dal celebre commediografo veneziano, ospite in villa alla corte di Giuseppe Antonio Arconati nelle estati di metà Settecento, offre invece una ricca selezione di cibi, bevande, merende dolci e salate. Ogni domenica è possibile prenotare il Lunch, dalle ore 12.00 alle ore 15.00.  L’accesso al Lunch è consentito previo acquisto del biglietto d’ingresso. Informazioni utili

Stagione 2024: la Villa è aperta tutte le Domeniche dal 24 Marzo al 15 Dicembre Dalle 11.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00) Tariffe: Ingresso intero € 11,00. Ingresso ridotto € 8,00 (ragazzi da 11 a 17 anni e persone diversamente abili) Gratuito (per ragazzi fino a 10 anni ed accompagnatori di persone diversamente abili)