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Calabria, terra di feste e spettacoli 365 giorni l’anno

Non solo località turistiche estive ma anche tanti appuntamenti culturali e gastronomici che proseguono fra settembre e ottobre

Reggio Calabria

Gli americani l’hanno battezzata l’alluce dello Stivale e il New York Times (sezione online dei viaggi) l’ha incoronata come una delle migliori mete italiche (fra 52 luoghi consigliati che spaziano dalle Maldive al Belize, dal Kenya al Nepal), per la sua gastronomia, per la storia millenaria, per la Costa degli Dei, il mare spettacolare che si affaccia su Ionio e Tirreno e per le sue ciclovie.

La natura ha benedetto la Calabria.  Ma la Calabria è anche terra di spettacoli. Dal 16 al 30 settembre si tiene il Settembre Rendese con un cartellone ricchissimo, tra cui spicca “La notte degli artisti”, con Matilde Brandi madrina e i concerti di Joe Bastianich & La Terza Classe il 18 settembre, Irene Grandi il 27 e Arisa il 30. Da mercoledì 6 a domenica 10 ottobre “Peperoncino Festival” a Diamante. La ventinovesima edizione prevede cinque giornate di festa con spettacoli, mostre, convegni medici, vignette sul ring, film e la storica finale del “Campionato Italiano Mangiatori di Peperoncino”. Da venerdì 8 a domenica 10 ottobre Festival dell’Ospitalità a Nicotera (Vibo Valentia): tre giorni immersivi tra laboratori, incontri, talks ispirazionali ed esperienze. L’obiettivo è riflettere sul periodo che stiamo attraversando e ripartire dalle comunità lavorando attivamente su progetti identitari, sostenibili e integrati.
calabria La provincia di Vibo comprende anche il comune di Spilinga, la patria dell’nduja. Famoso nel mondo, l’insaccato viene fatto con le parti grasse del maiale e col peperoncino e poi affumicato con legna aromatica. In loco si gusta sui crostoni di pane o con la fileja, una pasta fatta in casa con il ferro da calza o un rametto di vimini.

Se ci si vuole spingere in escursione fino a Reggio Calabria, il suo museo archeologico è tra i più interessanti d’Italia grazie alla presenza dei Bronzi di Riace, ma non solo. Nella sala di decontaminazione pre-Bronzi, s’incontra infatti il Kouros di Reggio, una statua in marmo del sesto secolo AC, che raffigura un atleta, o forse Apollo. I due guerrieri nudi alti rispettivamente 1,98 e 1,97 metri, scoperti il 16 agosto del 1972 (tra le celebrazioni lanciate per l’anniversario “Cubo Stage”, una installazione di quattro metri per quattro con proiezioni, animazioni in 3D che toccherà le più grandi città italiane per poi finire ai Festival internazionali del Cinema di Cannes e Berlino, oltre a uno speciale Rai con la partecipazione di Swami Rotolo, la giovane attrice premiata con il “David” per la sua interpretazione nel film “A Chiara”) nel Mar Ionio davanti a Riace, forse furono gettati fuoribordo da una nave greca in difficoltà. Con la loro dentatura in lamina d’argento, le ciglia, le iridi avorio, le bocche e i capezzoli in rame, i glutei ben definiti, le barbe curate e la postura reale, hanno alimentato in questi cinquant’anni tante leggende e perfino facezie e aneddoti. Di fatto diventando però il simbolo di una terra turistica solo nei posti più ambiti dell’estate come Tropea, Capo Vaticano, Parghelia, Zambrone, ma che invece riserva intrattenimento no stop per 365 giorni l’anno.