Roma, 24 giugno 2021 - Non si arresta l'avanzata della variante Delta in Europa. L'allarme arriva oggi dalla Finlandia, dove è scoppiato un esteso focolaio in quattro ospedali del Paese, con una raffica di casi confermati e relativi a maggio 2021. Le autorità finlandesi hanno diramato l'allerta internazionale, il ministero della Salute italiano ha diffuso oggi una nota in cui raccomanda alle Regioni di "applicare con rigore le misure di contenimento della trasmissione previste dalla normativa", incentivando il sequenziamento e il contact tracing. Si invita a sequenziare prioritariamente, tra gli altri, i campioni di individui in arrivo da Paesi con alta incidenza di varianti.

Variante Delta: diffusione, contagiosità e vaccini. Cosa sappiamo

Finlandia

Il focolaio finlandese sarebbe stato innescato da due 'casi indice' recentemente rientrati dalla Thailandia e ha interessato 4 strutture ospedaliere per un totale di 98 casi: 42 tra operatori sanitari e 56 tra pazienti. Il tasso di letalità è stato del 17,3% (17 su 98); i decessi hanno riguardato solo i pazienti. Dei 98 casi, 18 operatori sanitari e 42 pazienti avevano ricevuto almeno una dose di vaccino. Analogamente dei pazienti deceduti, il 70,6% (12 su 17) aveva ricevuto almeno una dose di vaccino (un paziente aveva ricevuto entrambe le dosi previste).

Europa e Gran Bretagna

La mutazione indiana continua a imperversare, secondo il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie, l'Ecdc, entro fine agosto costituirà il 90% dei contagi da Coronavirus in Ue. La variante Delta non 'buca' i vaccini, gli ultimi studi confermano che l'efficacia dopo la seconda dose dei sieri riconosciuti dall'Ema è "alta" nei confronti del ceppo B1.617.2.  Oggi Walter Ricciardi, consulente per il ministero della Salute, ha analizzato in prospettiva la situazione dell'Italia. "L'autunno sarà temibile per i non vaccinati, non tanto per la collettività che potrà contare su una popolazione vaccinata e servizi sanitari che saranno in grado di rispondere, non sovraccaricarti", ha detto. Aggiungendo che "sarà un problema di vulnerabilità individuale. Avremo una stagione diversa rispetto allo scorso anno: più serena per i vaccinati. E per l'Italia sarà più gestibile, anche con la variante Delta". 

Ma dove la campagna vaccinale arranca, la variante corre veloce.  E la cautela regna sovrana, anche in Inghilterra dove la variante ha fatto breccia per prima in Europa e dove si accelera per coprire con la doppia vaccinazione il numero più alto possibile di britannici. La conclusione del ciclo rappresenterà "un'opportunità reale" per facilitare la ripresa in estate dei viaggi all'estero, al momento ancora soggetti a restrizioni severe nel Regno Unito. Lo ha detto oggi il premier Boris Johnson che non si è però sbottonato sui tempi del via libera ai confini. Oggi in Gran Bretagna si è toccato un nuovo 'picco' della variante Delta con 16.703 contagi registrati in 24 ore. 

Africa

Ma a temere maggiormente la variante Delta è l'Africa che potrebbe subire, con la terza ondata del virus, gli effetti peggiori da inizio pandemia. L'allarme è stato lanciato oggi dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms). "La terza ondata - ha spiegato Matshidiso Moeti, direttrice per la regione Africa - sta accelerando, (il virus) si diffonde più velocemente e colpisce più forte".

Ricordiamo che la mutazione indiana, dagli studi finora emersi, sarebbe tra il 40 e il 60% più contagiosa rispetto al Covid 'tradizionale', quello di Wuhan per intenderci. "Con un aumento rapido del numero di casi e un maggior numero di malati in condizioni gravi, quest'ultima ondata rischia di essere la peggiore per l'Africa", ha precisato Moeti. Secondo l'Oms, i casi Covid sono cresciuti per cinque settimane consecutive dall'inizio della terza ondata il 3 maggio 2021. Da questa data al 20 giugno i nuovi casi nel continente sono stati 474 mila, ovvero il 21% in più rispetto ai primi 48 giorni della seconda ondata. In Congo e in Uganda la variante Delta  rappresenta rispettivamente il 77% e il 97% dei nuovi casi registrati. La mutazione è già presente in 14 Paesi africani che convivono con la penuria di vaccini. La coportura completa, spiega l'Oms, a oggi è appannaggio solo dell'1% della popolazione del continente africano.

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