Roma,  24 giugno 2021 - La nuova frontiera della guerra al Covid, fonte di grandissima preoccupazione che arriva soprattutto dalla Gran Bretagna, ha un nome: variante Delta. Ma non basta perché già si parla anche di variante Delta Plus. In Gran Bretagna i dati che arrivano nelle ultime settimane sono preoccupanti: ieri si è registrato un nuovo picco di contagi (oltre 16mila nelle 24 ore) con un incremento rilevante (erano la metà solo alcuni giorni fa). In Italia come stanno le cose? La variante Delta circola anche da noi tanto che ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha invitato a seguirla con "la massima atttenzione" e l'Ecdc europeo ha stimato che entro fine agosto la Delta (o variante indiana) rappresenterà il 90% delle nuove infezioni. Allora possiamo fare una mappa attuale della diffusione della variante Delta in Italia?

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Sommario

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La mappa in Italia

Per il momento possiamo citare le regioni che hanno segnalato di aver avuto casi registrati come imputabili alla Delta. Certo la sua diffusione in percentuali si sta alzadando anche da noi. Per esmepio in Lombardia è stimata attorno al 3,2%. Casi sono stati segnalati in Piemonte, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Sicilia e Lazio. La regione che peril momento ha segnalato il maggior numero di casi è la Campania con 83 nell'area vesuviana e 44 a Torre del Greco. Cinque casi sono segnalati in Abruzzo, 15 in provincia di Sassari. A Piacenza è stato segnalato un focolaio: ma c'è da dire che nessuno degli infettati era stato vaccinato.

La variante Delta Plus

Poiché i virus mutano rapidamente, ecco che si comincia anche a parlare della cosiddetta variante Delta Plus. Di cosa si tratta? Essenzialmente di un ceppo diverso rispetto a quello cosiddetto 'madre'. Anche questo ceppo è stato identificato in India.  E anche la 'Delta plus' (AY.1) si sta diffondendo rapidamente e rispetto alla Delta originaria ha un numero di mutazioni maggiori che la rendono più facilmente trasmissibile.  Il rappresentante dell'esecutivo locale, Rajesh Tope, ha citato uno dei primi studi disponibili sulla 'Plus' di cui nello Stato del Maharashtra sono stati intercettati nelle ultime ore 21 contagi, che secondo gli specialisti non sarebbero che la punta di un iceberg.

Come abbiamo detto, si è formata a causa di una mutazione nella variante Delta o B.1.617.2. Sebbene non vi siano ancora indicazioni sulla gravità della malattia dovuta alla nuova variante, Delta Plus è resistente al trattamento con cocktail di anticorpi monoclonali per Covid-19 recentemente autorizzato nell'immenso paese del Sudest asiatico.

La Fondazione Gimbe

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, spiega che  la Delta "è una variante che risulta essere più contagiosa di circa il 50% di quella inglese quindi si diffonde più rapidamente. La copertura, per le persone vaccinate con doppia dose, è analoga a quella inglese. Il problema si pone con la dose singola, che ha una minore copertura. Al momento non abbiamo grandi segnali di circolazione in Italia, ma bisogna dire che l'attività di sequenziamento che facciamo è minore rispetto a quella che fanno altri Paesi e ci sono differenze tra regioni. La questione delle varianti è un fenomeno assolutamente normale, poi ci sono varianti di interesse e solo una piccolissima parte di queste diventano varianti di preoccupazione, questo è il caso della variante Delta".

Ma Cartabellotta invita comunque ad agire subito: "Non è accettabile una gestione 'attendista' della variante Delta, contro la quale occorre attuare tempestivamente le misure raccomandate dall'Ecdc: potenziare sequenziamento e contact tracing, attuare strategie di screening per chi arriva dall'estero, accelerare la somministrazione della seconda dose negli over 60 e nei fragili, commisurando l'intensità delle misure non farmacologiche di contenimento del contagio alla loro copertura completa".

L'Oms

Per quanto riguarda la diffusione nel mondo, secondo l'Oms circola in 92 Paesi. Il capo dell'unità tecnica anti-Covid dell'Oms, Maria Van Kherkove, ha detto: "Ora ha l'opportunità di trasmettersi con l'aumento della socializzazione, se l'allentamento delle restrizioni avviene troppo in fretta".

ileri

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, è intervenuto questa mattina alla radio: "Il rischio zero non esiste, le varianti entrano anche perché per quanto tu possa limitare i viaggi, bloccare, fare controlli e quant'altro il virus circola e qualunque azione metti in campo e' per rallentarne l'arrivo e limitare la diffusione, ma non c'è rischio zero con questo virus che si diffonde così tanto".