Martedì 23 Luglio 2024
GIAMPAOLO PIOLI
Esteri

Processo ai giganti del web. Il Senato americano: "I vostri social uccidono bambini e adolescenti"

Le accuse agli amministratori delegati di Facebook, TikTok, Snapchat e Discord: "Troppi rischi online per i minori, avete le mani sporche di sangue". Zuckerberg si scusa con le famiglie delle vittime, ma il giro di vite è pronto

New York, 1 febbraio 2024 – Abituati a trattare miliardi di dollari e di utenti ogni giorno, i giovani e grandi padroni dei social mondiali sono stati derisi uno dopo l’altro dalla commissione del Senato americano che li ha chiamati a deporre con un ordine di comparizione e a giustificarsi sulle responsabilità delle loro società (da Meta a TikTok, da X a Snapchat fino a Discord) per la morte di tanti minori sedotti dalle loro piattaforme fino al punto di spingerli al suicidio. In aula c’erano i genitori di questi giovani che si sono tolti la vita per colpa di predatori che hanno abusato di una rete senza controlli.

Mark Zuckerberg come chief executive di Meta messo con le spalle al muro dall’accusa "le vostre mani sono sporche di sangue", si è girato verso il pubblico col volto tesissimo chiedendo scusa, ma senza accettare il peso della responsabilità diretta.

Mark Zuckerberg, chief executive di Meta
Mark Zuckerberg, chief executive di Meta

In un’America spaccata e polarizzata, i senatori democratici e repubblicani nella difesa dei bambini e dei minori che hanno visto le loro fragili vite distrutte dal web, hanno raggiunto una posizione di condanna bipartisan nei confronti dei colossi digitali interessati solo al profitto. Tutto questo potrebbe portare a una radicale riforma delle leggi che fino ad ora hanno dato loro carta bianca.

"Ogni genitore in America è terrorizzato dalle violenze contagiose che voi fate circolare sulle vostre piattaforme" ha detto il senatore texano Ted Cruz, mentre è stato davvero imbarazzante scoprire l’ignoranza di un altro senatore dell’elefante come Tom Cotton, che con una tirata di 5 minuti ha voluto umiliare il capo di TikTok, Shou Zi Chew, insinuando che fosse un agente dei comunisti cinesi, mentre lui continuava a ripetere "Senatore, mi scusi, ma io sono nato e sono un cittadino di Singapore".

Al di là dell’arroganza però che spesso trapelava anche dalle risposte vaghe dei padroni dei social, per niente disposti a prefigurare un inasprimento dei controlli e nei filtri della legge che di fatto permette ai colossi di agire indisturbati e impuniti a livello globale, il messaggio dei senatori è arrivato chiaro e fronte e sono attese anche a breve misure urgenti.

Jason Citron di Discord, Evan Spiegel di Snapchat, Shou Zi Chew di TikTok, Linda Yaccarino di X, e Mark Zuckerberg di Meta, hanno tutti giurato alzando la mano destra prima della loro deposizione, ma si sono limitati a dire che il sistema che ha creato tanto dolore alle famiglie deve essere perfezionato e reso più sicuro soprattutto nei confronti dei minori.

Le decine di suicidi in tutto il mondo hanno fatto scattare un allerta senza precedenti e anche l’Europa con l’Italia in testa si sta muovendo con devastanti denunce dirette contro la violazione della privacy. Il Senate Judiciary Committee avrebbe già pronto un provvedimento di legge che potrebbe andare al voto anche la settimana prossima e conterrebbe elementi rivoluzionari per il controllo dell’intero settore. La seduta del Senato era iniziata con un filmato molto forte che presentava casi estremi di violenza sessuale orchestrati sulla rete nei confronti di minori e il capo della commissione, il senatore democratico Dick Durbin ha commentato: "La continua ricorsa al profitto senza occuparsi della sicurezza ha portato a questa profonda e drammatica crisi".

E le parole di Zuckerberg ("Sono molto dispiaciuto perché non siamo stati in grado di prevenire queste tragedie") sono sembrate solo astute lacrime di coccodrillo. Solo poche ore prima dell’audizione al Senato sia Meta che altri colossi avevano annunciato profondi cambiamenti nel sistema di messaggistica tra i minori e più stringenti controlli sui frequentatori della rete. Solo nel 2022 YouTube ha riportato più di 631,000 casi di sfruttamento sessuale o sparizione di minori attraverso il web e le sue maglie troppo larghe.