26 feb 2022

Guerra Ucraina, più soldati in Romania: ecco come l'Italia difende fianco est della Nato

L'annuncio del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini: "Potenziato il nostro contingente nel Paese". Ma quanti sono i militari italiani? E che compiti hanno?

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Una delle foto postate dal ministero della Difesa su Twitter

Roma, 26 febbraio 2022  - Difronte alla guerra lanciata dalla Russia contro l'Ucraina, il governo italiano non sta a guardare. Come deciso dal consiglio dei Ministri di venerdì scorso, da domani il nostro Paese raddoppierà la presenza di caccia intercettori Eurofighter in Romania, per rafforzare la sicurezza del fianco est della Nato e rassicurare così gli Alleati. Un potenziamento milare annunciato oggi dallo stesso ministro della Difesa, Lorenzo Guerini: raddoppieremo, ha spiegato, "il numero dei mezzi aerei già operanti nell'attività di airpolicing", portando i caccia da quattro a otto. Gli ulteriori quattro aeroplani verranno inviati nella base di Mihail Koglniceanu di Costanza, nel sud-est del Paese. Così facendo, ha concluso Guerini, contribuiamo "con rapidità e convinzione alle decisioni prese in ambito Nato", "a seguito dell'inaccettabile e ingiustificata aggressione della Russia all'Ucraina".

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Quanti sono i soldati italiani

Ma quanti soldati italiani sono a disposizione della Nato? L'Italia parteciperà allo sforzo potenziando le missioni attuali: in Lettonia, dove ci sono 240 militari inquadrati nella 'Baltic Guardian', in Romania, dove saranno 12 gli aerei schierati e circa 130 uomini e nel Mediterraneo orientale, dove ci sono 235 unità di personale, due navi e un aereo che sorveglia anche il Mar Nero. Saranno quindi mobilitati fino al 30 settembre altri 1.350 militari delle forze ad alta prontezza della 'Very high readiness joint task force' (Vjtf in sigla Nato).

Le avanguardie della Vjtf, composta da 5mila uomini, si muovono, in gergo militare, 'at short notice', nel giro di 2-3 giorni per portare un messaggio chiaro contro l'escalation: ogni tentativo di violare la sovranità di una nazione Nato si tradurrà in un confronto militare con tutti i 30 Paesi dell'Alleanza. Gli italiani passeranno sotto la catena di comando e controllo del Comando supremo alleato in Europa (con sede a Mons, in Belgio) con le relative regole d'ingaggio. È stata, inoltre, innalzata la prontezza di 2mila unità di rinforzo (le Immediate follow-on forces group-Iffg) nel caso si debba ulteriormente potenziare il dispositivo su richiesta Nato o assicurare la rotazione delle forze ad alta prontezza.

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I compiti dei militari

I compiti dei militari italiani saranno quelli di andare "a rafforzare il contingente Nato", così da "presidiare i paesi limitrofi all'area di crisi che fanno parte del Patto Atlantico", ha aggiunto Mulè, perché "non possiamo farci trovare impreparati di fronte ad un possibile inasprimento della crisi". Ma non è previsto - come ribadito più volte sia dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg - che gli uomini e i mezzi della Nato vengano impiegati nel conflitto tra Ucraina e Russia. Neanche i militari italiani sono "autorizzati ad entrare in Ucraina - ha ribadito il sottosegretario -, servirebbe un`autorizzazione del parlamento". "Le forze - ha sottolineato il premier Mario Draghi nella sua informativa alle Camere - saranno impiegate nell'area di responsabilità della Nato e non c'è alcuna autorizzazione implicita all'attraversamento dei confini".

La missione sarà coordinata dal generale Francesco Figliuolo, il quale, ha precisato Mulè, "non interverrà sul terreno, dove ci saranno i comandanti dei diversi contingenti, il suo ruolo di guida del Comando operativo di vertice interforze è logistico, metterà insieme le truppe". Il Consiglio dei ministri, con un decreto legge, ha stanzato 153 milioni di euro quest'anno e 21 milioni nel 2023 per il potenziamento della presenza militare sulla linea del conflitto.

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