28 mar 2022

Ucraina, "Irpin libera". Financial Times: "Russia non vuole più 'denazificare' il Paese"

Governo ucraino: "Pronti allo status di neutrali". Sui combattimenti: "Fermata l'avanzata di Mosca". Financial Times: "La Russia non vuole più 'denazificare' l'Ucraina". Il sindaco di Irpin: "Città liberata dai russi". Il primo cittadino di Mariupol: "Qui 5mila morti". Oggi nessun corridoio umanitario. Intelligence ucraina: sapevamo tutto dallo scorso novembre. Telefonata Draghi-Zelensky, Italia tra Paesi garanti: "Il popolo ucraino lo ricorderà". 

Roma, 28 marzo 2022 - La guerra tra Russia e Ucraina vive oggi il suo 33esimo giorno. Mentre Zelensky accusa l'Occidente di non aver abbastanza "coraggio" quando si tratta di aiutare Kiev e torna a chiedere di inviare aerei e carri armati, la Germania sta valutando l'acquisto di un sistema di difesa antimissile per proteggersi da un potenziale attacco russo. L'Occidente "gioca a ping-pong nel decidere chi dovrebbe mandare i jet", è ancora l'accusa di Zelensky. L'Ucraina, aggiunge il presidente, è pronta ad accettare uno status di neutralità come parte di un accordo di pace. Le discussioni su Donbass e Crimea, dice ancora Zelensy, andrebbero tenute separate. I negoziati riprenderanno domani in Turchia alle 10 locali, le 9 in Italia.

Quattro persone informate sui negoziati in corso tra negoziatori russi e ucraini hanno riferito al Financial Times che la Russia non chiede più che l'Ucraina venga "denazificata" ed è pronta a lasciare che Kiev aderisca all'Ue a patto che rimanga militarmente non allineata. Nella bozza del documento per il cessate il fuoco, sottolineano le fonti, non compaiono più le parole "denazificazione", "smilitarizzazione" e protezione legale per la lingua russa.

Il presidente ucraino nel pomeriggio ha sentito telefonicamente il premier italiano Mario Draghi che gli ha rinnovato il "fermo sostegno dell'Italia" per "porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole della crisi". Zelensky ha ringraziato: "Il popolo ucraino se ne ricorderà".

Di oggi, intanto, la notizia che il più importante quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta ha deciso di sospendere le sue pubblicazioni. Lo riferisce lo stesso giornale sul suo sito, diretto dal premio Nobel per la Pace Dmitrij Muratov. Ed è scontro totale sul gas tra Russia e G7. "Inaccettabile" la richiesta di Putin di pagarlo in rubli secondo il Gruppo dei Sette. "Non faremo beneficenza", la replica del Cremlino.

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Il punto sui combattimenti: truppe russe in ritirata

La guerra intanto va avanti, anche se nel suo ultimo rapporto operativo, l'esercito dell'Ucraina sostiene che la Russia ha ritirato le truppe che circondavano Kiev dopo aver subito perdite significative. Il ritiro ha "significativamente ridotto" l'intensità dell'avanzata di Mosca, aggiunge lo stato maggiore delle forze armate ucraine. Su Telegram il sindaco di Irpin, Alexander Markushin, ha annunciato: "La nostra Irpin è stata liberata dal male di Mosca! Gloria all'Ucraina". Le notizie diffuse dall'emittente pubblica ucraina Supsilne News confermano che "l'esercito ucraino sta ripulendo la città e ai residenti è stato chiesto di non tornare ancora nelle loro case".

I funzionari militari affermano poi di ritenere che la Russia stia trasportando missili 'Iskander' a Kalinkavichy, nel sudest della Bielorussia. Nelle scorse ore sono proseguiti attacchi missilistici per tutta l'Ucraina, dice Mikhail Podoliak, consigliere di Zelensky. Le forze ucraine hanno abbattuto un missile da crociera russo nella regione di Mykolaiv, nel sud del Paese. Si segnala anche un avanzamento verso lo strategico porto sul mar d'Azov, Mariupol, città che soffre da settimane un attacco durissimo ed è in piena crisi umanitaria. La vicepremier di Kiev ha detto che per ragioni di sicurezza oggi non ci saranno corridoi umanitari. "Sono quasi cinquemila le persone morte nell'assedio russo a Mariupol, tra cui 210 bambini", afferma il il sindaco della città portuale nel sud dell'Ucraina Vadym Boychenko, citato da Ukrinform. 

La vita nei rifugi a Kharkiv
La vita nei rifugi a Kharkiv

Kiev: pronti dal 2021

L'Ucraina si era preparata a resistere all'invasione russa perché era a conoscenza dei piani di Mosca fin dal novembre 2021. Lo ha affermato Kirill Budanov, il capo dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino, ha reso noto l'agenzia Unian. Budanov ha confermato: "Abbiamo fonti, molte fonti che lavorano per noi. Le nostre fonti sono ovunque. Nell'esercito, negli ambienti politici, così come nell'amministrazione presidenziale". Il capo degli 007 ha anche specificato che hacker dell'intelligence sono riusciti ad accedere "all'intero complesso di difesa militare in Russia". 

L'Occidente

Tornando alle mosse dell'Occidente, per Scholz la caduta di Putin "non è l'obiettivo della Nato e neppure del presidente americano". La conferma arriva poi anche dallo stesso Biden, che, a chi gli chiedeva se nel discorso pronunciato a Varsavia, in cui ha detto che Putin "non può restare al potere", facesse riferimento a un cambio di regime in Russia, ha risposto "no". Il segretario di Stato americano Blinken aveva frenato ieri sul cambio di regime. Macron si era smarcato da Biden, dopo gli attacchi verbali a Putin definito "un macellaio" che non può governare. 

Gas in rubli

Dura presa di posizione dei paesi del G7 contro la richiesta di pagare il gas in rubli da parte di Vladimir Putin. Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti hanno detto che la richiesta del Cremlino è "inaccettabile" e mostra che il presidente russo ha "le spalle al muro". Lo ha detto il ministro dell'Economia tedesco Robert Habeck in una dichiarazione resa nota da Berlino in quanto presidente di turno. "Tutti i ministri del G7 hanno convenuto che si tratta di una chiara violazione unilaterale dei contratti esistenti (...) il che significa che un pagamento in rubli non è accettabile", ha detto Habek al termine di una videoconferenza con gli altri ministri. 

Pochi minuti e arriva la replica di Mosca. L'Europa non vuole pagare il gas in rubli? Certamente la Russia non distribuirà gratis il proprio gas, "non faremo beneficenza". Lo ha garantito il portavoce del Cremlino, Dmitry Pesko secondo la Tass. Peskov non si è sbilanciato sulle contromisure che Mosca potrebbe adottare al diniego occidentale, riferendosi a "Paesi ostili" non meglio identificati. "Ma di sicuro non forniremo gas gratuitamente, questo è certo. È quasi impossibile fare beneficenza nella nostra situazione", ha aggiunto Peskov.

E il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolaj Patrushev, ha precisato:  "Anche se la Russia non ha ancora introdotto pienamente le sue misure di risposta" alle sanzioni occidentali, "i prezzi dell'energia e del cibo nei Paesi europei sono già aumentati". Secondo Patrushev "molte compagnie stanno riducendo le loro operazioni, una circostanza che sta seriamente complicando la situazione socioeconomica nel Vecchio mondo, sullo sfondo dei crescenti flussi migratori". 

Italiani in Ucraina e profughi

Nel frattempo, si è svolta questa mattina all'Unità di Crisi della Farnesina una riunione di coordinamento, presieduta dal ministro Di Maio, con l'ambasciata italiana in Ucraina e l'ambasciata italiana in Russia. Nel corso del vertice si è fatto il punto sugli italiani presenti in Ucraina. Lo stesso Di Maio ha ribadito che i connazionali sono scesi a 186. All'inizio del conflitto gli italiani in Ucraina erano 2000.

Intanto, sono 73.898 i profughi ucraini giunti finora in Italia: 38.068 donne, 6.959 uomini e 28.871 minori. Lo comunica il Viminale su twitter. Rispetto a ieri, l'incremento è di 1.958 ingressi: le destinazioni principali sono Milano, Roma, Napoli e Bologna.  Di oggi l'appello dei sindaci che "chiedono di sedersi al tavolo col governo e le prefetture ed essere coinvolti direttamente nella questione dell'accoglienza dei profughi ucraini". Lo dichiara Riccardo Varone, presidente di Anci Lazio, sottolineando che la richiesta è "emersa da tutti i presidenti Anci regionali". 

Italia garante sicurezza, Zelensky: "Grazie Draghi"

Il presidente ucraino Zelensky ha oggi partato telefonicamente con il presidente del Consiglio Mario Draghi, che gli ha ribadito il fermo sostegno del governo italiano all'Ucraina e la piena disponibilità dell'Italia a contribuire all'azione internazionale per porre fine alla guerra e a "promuovere soluzione durevole della crisi", riferisce Palazzo Chigi. Zelensky ha denunciato i massacranti assedi e bombardamenti delle città. Il presidente ucraino ha detto a Draghi che i russi colpiscono anche strutture civili, comprese le scuole, e tra i morti ci sono molti bambini. Zelensky ha lamentato anche il blocco dei corridoi umanitari, che rende ancor più grave la situazione illustrata a Draghi. Dopo la telefonata il capo di stato ucraino su Twitter ha ringraziato per "la disponibilità dell'Italia di unirsi alla creazione di un sistema per le garanzie di sicurezza a sostegno dell'Ucraina". Aggiungendo: "Il popolo ucraino lo ricorderà". Infatti l'Italia è disposta a far parte dei Paesi garanti della sicurezza di Kiev.

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