Joe Biden (Ansa)
Joe Biden (Ansa)

New York, 21 gennaio 2021 - Tutti lo conoscevano come il “Joe della classe media” ma il neo presidente degli Stati Uniti, anche se rimane uno dei più poveri politici americani di lungo corso, negli ultimi anni è diventato milionario in dollari. 

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Non per la pensione da ex senatore e vice presidente che per i suoi anni di servizio si aggira sui 248,000 dollari l’anno, ma perché soprattutto nel 2017 e 2018 con i diritti d’autore e con la vendita dei libri, le conferenze nelle università e nelle sedi delle grandi corporation ha messo insieme 11 milioni di dollari nel 2017 e 4,5 milioni di dollari nel 2018 sui quali ha sempre pagato le tasse. Oltre ai 9 milioni circa dell’attuale patrimonio stimato da Forbes, gli restano però anche due belle case, quella di famiglia a Greenville un sobborgo benestante di Wilmington in Delaware e una nel villaggio costiero di Rehoboth Beach comprata nel 2017 dove trascorre le vacanze.

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Con la passione del real estate fin da giovane, Biden ha chiesto spesso prestiti per allargare e tenere insieme le sue proprietà e quando le spese per le cure del figlio “Beau”nel 2015 diventarono insopportabili, affittò per duemila dollari al mese un cottage agli agenti del secret service ed era sul punto di mettere in vendita anche la casa di famiglia per fronteggiarle. Fu Barack Obama in quella circostanza, già lanciato come autore e conferenziere pagatissimo, a prestargli la cifra necessaria che ha già rimborsato. 

Ironicamente Biden il “presidente sensibile e caritatevole” stando alla denuncia dei redditi del 2019 dove ha dichiarato 944.000 dollari pagando un’aliquota del 31%, non brilla per generosità. Ha fondato è vero insieme alla moglie una potente associazione benefica per la ricerca sul cancro dopo la morte del figlio per un tumore al cervello, ma alla voce charity nel 2019 c’erano soltanto 14,700 dollari che equivalgono all’1,5% per cento del suo reddito totale, mentre il suo predecessore Obama una volta finiti di pagare i debiti universitari negli 8 anni della Casa Bianca, non ha mai dato meno del 4,5%.

Le tariffe di Biden per i discorsi a pagamento come vice-presidente andavano dai 40,000 dollari ai 190.000 dollari a seconda degli eventi e dei mezzi dell’Università o delle grandi banche o corporation che lo invitavano. I prezzi dei seminari di Hillary Clinton, prima e dopo la sconfitta  invece superavano sempre i 300,000 dollari a intervento e quelli di Obama non erano mai sotto i 500,000 ma ne faceva molti meno.

Alla Casa Bianca dov’è entrato da poche ore Joe Biden avrà uno stipendio da presidente che non supera i 450.000 dollari l’anno e 50.000 sono di spese. Meno dei 540.000 dollari l’anno che percepiva come professore di diplomazia all’Università della Pennsylvania. La moglie Jill continuerà a insegnare anche da first lady come dirigente in un community college ma ha lasciato intendere che il suo salario potrebbe andare in “charity” o donazioni benefiche.

Anche la nuova vice presidente Kamala Harris non sta affatto male economicamente. Insieme al marito avvocato dichiara 3,018 milioni di dollari l’anno sui quali hanno pagato il 39% per cento di tasse e hanno donato in beneficienza (considerato un atto distintivo di tutti i Vip e politici americani) più di 100.000 dollari. Biden e la Harris durante le primarie hanno messo tutti i loro redditi in rete. Quelli di Donald Trump invece non sono mai pervenuti.