Nella nuova Casa Bianca di Joe Biden nessuno avrebbe mai immaginato che il primo ’agente infiltrato’ che il secret service dovrà bloccare sarebbe stata una bicicletta. Ogni mattina Biden era solito iniziare la sua giornata da candidato e da presidente eletto con una pedalata virtuale su un cavalletto ma con la bicicletta collegata attraverso il wi-fi con altri potenziali ciclisti e un istruttore sparsi per gli Stati Uniti. Le loro immagini apparivano nel piccolo schermo della byke a seconda dei programmi scelti e delle difficoltà che un istruttore aiutava a superare. Ebbene la ’Peloton presidenziale’ adesso è ancora imballata negli scatoloni della Casa Bianca e probabilmente dovrà essere sostituita con una più semplice perché non possa diventare una sorta di...

Nella nuova Casa Bianca di Joe Biden nessuno avrebbe mai immaginato che il primo ’agente infiltrato’ che il secret service dovrà bloccare sarebbe stata una bicicletta.

Ogni mattina Biden era solito iniziare la sua giornata da candidato e da presidente eletto con una pedalata virtuale su un cavalletto ma con la bicicletta collegata attraverso il wi-fi con altri potenziali ciclisti e un istruttore sparsi per gli Stati Uniti. Le loro immagini apparivano nel piccolo schermo della byke a seconda dei programmi scelti e delle difficoltà che un istruttore aiutava a superare.

Ebbene la ’Peloton presidenziale’ adesso è ancora imballata negli scatoloni della Casa Bianca e probabilmente dovrà essere sostituita con una più semplice perché non possa diventare una sorta di ’cavallo di Troia’ che qualche hacker potrebbe usare copiando i codici per interferire nelle comunicazioni top-secret del presidente. Anche la first lady Jill se volesse usare 'Mirror’, una sorta di prodotto gemello di Peloton che proietta su uno specchio digitale l’istruttore che insegna gli esercizi, la musica e la durata, potrebbe essere soggetta alle stesse restrizioni.

Anche l’ingresso di Kamala Harris e del ’first husband’ Doug Emhoff nella bella palazzina bianca con le finestre verdi, residenza di stato dei vice-presidenti sulla collina del Naval Observatory, dovrà essere rinviata perché l’edificio ha bisogno di lavori di ristrutturazione ma molti pensano anche perché dovrà essere bonificato da eventuali cimici trumpiane. Rimarranno durante i lavori nel loro appartamento di Washington in un moderno condominio. Nel corso degli anni, dopo l’acquisto da parte del Congresso nel 1974 per farla abitare a Walter Mondale come primo inquilino, George H.W Bush ha voluto aggiungere una fontana e una staccionata per cavalli e Dan Quayle si è fatto costruire una piscina. L’ultimo tocco di Mike Pence e della moglie invece è stato la realizzazione di un alveare per produrre una piccola quantità di miele da mettere nel te. Ma Peloton a parte, gli occhi sono adesso tutti puntati sulle 'modifiche presidenziali’ e sui cambiamenti che verranno fatti alla Casa Bianca, completamente disinfettata e ispezionata dopo l’uscita di Trump e Melania. Alle spalle del neo-presidente adesso ci sono tante foto dei leader, dei figli e dei nipoti, ma in particolare campeggia il ritratto di Franklyn Delano Roosevelt che Biden considera fonte di costante ispirazione e un piccolo busto di Rosa Parker, la leader di colore che ha aperto la strada ai diritti civili e delle donne, pretendendo il suo posto davanti sull’autobus.

Il neo presidente, senza firmare alcun decreto, ha ottenuto immediatamente le dimissioni di Michael Pack, il controverso cineasta ultra conservatore che considera Steve Bannon un suo mentore e che Donald Trump aveva insediato l’estate scorsa alla US Agency for Global Media dalla quale dipendono tutte le radio e le televisioni destinate alla propaganda americana nel mondo. Come la celebre Voice of America, Radio Free Europe e Radio Free Asia, insieme alle altre che trasmettono in Cina, Russia, Taiwan e a Cuba che Donald Trump come ultimo dispetto a Biden ha appena reinserito nella lista dei paesi che appoggiano il terrorismo.

E come primi licenziamenti interni, Biden ha messo alla porta Timothy Harleth, il maggiordono della Casa Bianca scelto da Donald e Melania che proveniva direttamente dall’International Hotel di Trump a Washington e fedelissimo del tycoon. Non è escluso che al suo posto arrivi una donna che andrebbe a completare lo staff di una Casa Bianca sempre più rosa. Pur essendo molto attenta alla linea, la first lady Jill non ha ancora fatto sapere se tornerà a piantare insalata, carote e verdure nell’orto che Michelle Obama aveva costruito e Melania ha raso al suolo. Imminente sembra però la comunicazione sulla stanza che useranno i due pastori tedeschi del presidente.